di Francesco Massoni
L’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, ha scelto quest’anno di svolgere la cerimonia di consegna del Premio Compasso d’Oro, l’Oscar del design, nella fastosa cornice barocca della Reggia di Venaria, da poco restaurata, trasferendo così la premiazione da Milano a Torino, in omaggio alla città eletta Capitale mondiale del Design 2008.
“Il premio - spiega Luisa Bocchietto, presidente dell’associazione - celebra i protagonisti del design italiano riconosciuti in tutto il mondo: le migliori aziende, i migliori progettisti, attaverso le loro creazioni. È un riconoscimento assegnato al prodotto, alla sua qualità, alla sua innovazione, alla sua capacità di essere leva dell’economia, di comunicare, di risolvere, di esprimere eccellenza”.
E così, al termine di un lavoro triennale di selezione, compiuto dai vari Osservatori territoriali e dalle Commissioni tematiche dell’ADI, che hanno esaminato complessivamente circa 3mila oggetti candidati al premio, la Giuria internazionale - presieduta da Mario Bellini e composta da Chew Moh-Jin, Lieven Daenens, Carla Di Francesco, Carlo Forcolini, Norbert Linke, Emanuele Pirella e Richard R. Whitaker - ha decretato i vincitori: la
libreria ‘Big’ di Marc Sadler per Caimi Brevetti; l’allestimento
‘Look of the City - Giochi Olimpici invernali 2006’, firmato da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto per la Città di Torino; la
poltrona a dondolo ‘MT3’ di Ron Arad per Driade; lo
stand ‘Horm’ di Toyo Ito per Horm;
l’orologio ‘Neos’ di Culdesac per Lorenz;
l’apparecchio d’illuminazione ‘Mix’ di Alberto Meda e Paolo Rizzatto per Luceplan; la
sedia per bambini ‘Trioli’ di Eero Arnio per Magis; la
concept car ‘Nido’ di Pininfarina; la
sedia ‘R606 Uno’ di Bartoli Design e Fauciglietti Engineering per Segis; la
barca a vela ‘Shaka’ di Wally, Lazzarini Pickering Architetti e Farr Yacht Design per Wally.
Come accade anche per gli Oscar, è la nazionalità del produttore e non quella del progettista a determinare la selezione. Perciò non stupisca il fatto che fra i dieci premiati figurino ben cinque designer provenienti dall’estero: la ‘legione straniera del design italiano’, come li ha definiti Mario Bellini.