Dentro l'Aula da circa 10 ore, cioè scusate da circa 15 anni, si discute di Berlusconi, cioè scusate di “Legittimo impedimento”, il che insieme alla proposta di “Processo breve”, cioè scusate di blocca processi pericolosiperqualcuno, e di nuovo Lodo costituzionale, cioè scusate di “Nuovo Scudo Penale” e magari anche insieme alla preannunciata riforma del sistema dei pentiti, cioè scusate alla norma neutralizza pentiti che un Senatore del Pdl ha presentato al Senato e che pare non piaccia (per fortuna) al ministro Alfano, cioè scusate che in realtà non piace al ministro Maroni che lo ha fatto sapere al resto del Governo;
ecco mentre 1000 parlamentari da giorni, da mesi, da anni si occupano prevalentemente di questo, fuori di qua, i lavoratori sardi dell'ALCOA, e poi i lavoratori di Termini Imerese della Fiat, protestano, manifestano, rimangono tutta la notte a presidiare Montecitorio e Palazzo Chigi. L'Italia vera che si dispera è fuori, quella che si occupa, oppure è costretta ad occuparsi delle vicende penali del premier, è dentro.
Domanda, cosa proponiamo noi per far si che l'Italia che sta fuori di qui, quella che è disillusa, quella che è disperata, quella che non vota più, quella che non CI vota più, quella che odia “La Casta”, trovi nelle cose che diciamo o facciamo un motivo per votarci, o per tornare a votarci ?
Primi tre punti :
Primo; Il lavoro al primo punto, assegno di disoccupazione ai precari. Andare a colmare un vuoto di legge disastroso, che nel pieno di una crisi di disoccupazione che ha portato a 2,1 milioni i disoccupati in Italia, e che vede decine e decine di fabbriche a rischio immediato di chiusura, produce per un sottogruppo dell'universo della disoccupazione, e cioè per coloro che in virtù della precarietà del loro impiego, sono privi di ammortizzatori sociali e privi di qualsiasi rete di salvaguardia al momento della conclusione del loro impiego a termine. Per questo noi proponiamo un assegno di disoccupazione per i precari.
Secondo: Un paese che non investe sulla conoscenza, sulla formazione, sull'educazione, non può competere con nessuno, perde terreno, vede fuggire i propri cervelli, lascia i propri giovani in balia della richiesta di impiego con bassa professionalità, per questo i tagli alla scuola pubblica, quindi al sistema di formazione di massa, per tutti, e anche l'abbassamento dell'obbligo scolastico , rappresentano una grave e profonda ipoteca sul futuro del paese e di una generazione; Noi siamo per finanziare la qualità della scuola pubblica.
Terzo: Il paese riparte se ripartono le imprese, dobbiamo occuparci di chi perde il lavoro, di coloro che non incassano la cassa integrazione, di coloro che proprio non ce l'hanno, ma dobbiamo far ripartire la produzione. Per questo serve, alleggerire il loro carico fiscale, e serve far ripartire il circuito del finanziamento bancario. Aiutare le imprese, agevolazioni fiscali e garanzie per il credito.
Ecco, sono tre punti semplici, riguardano secondo noi le emergenze del paese, il 2010 sarà un anno ancora difficile, duro per chi lavora, per chi produce, durissimo per chi il lavoro lo ha perso. Certo ci sono molte altre emergenze nel paese, ma un partito deve scegliere le priorità del momento, parlando chiaro e semplice. Sapendo comunicare la differenza con gli avversari, parlando da un Parlamento che non si occupa del paese ad un paese che sente il Parlamento non si occupa di lui.
Emanuele Fiano
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