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Il Campione
"I Love Cocaine", il sogno di Mino Dal Dosso che diventa realtà

A Montichiari, in provincia di Brescia, esiste un locale dal nome controverso: I Love Cocaine. Quando ha aperto i battenti cinque mesi fa, il Comune non voleva dargli la concessione dell’insegna, che – a suo dire – avrebbe configurato il reato d’incoraggiamento al consumo di stupefacenti. Oggi il Comune dà il patrocinio agli incontri che vi si svolgono con il format “Ama il tuo cervello”, e il sindaco è seduto in prima fila. Domenica 17 maggio, a partire dalle 13, ci sarà l’ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo a fare una “lezione di legalità”, introdotto dal direttore del Giornale di Brescia, Giacomo Scanzi.

Con gli occhialini da “nerd” e la faccia pulita, il proprietario e l’ispiratore del locale I Love Cocaine, è il Ceo Mino Dal Dosso, 39 anni. Fino a sette anni fa eracamionista, poi è diventato unimprenditore nel settore alimentare. “Wall Street era appena crollata dopo il fallimento della Lehman Brothers e io mi ero licenziato dall’azienda di famiglia di autotrasporti per gestire SalaMensa, un locale dal nome “francescano”, in cui si sposa il concept che l’alta cucina sia accessibile a tutti, senza essere snob. A partire dal motto: «Mangiare bene è un diritto, non un lusso».

All’inzio della sua avventura, Mino Dal Dosso ha rischiato, come tutti gli imprenditori visionari.“Avevo paura, nuvole scure si addensavano all’orizzonte, la grande crisi stava per cominciare… ma ci ho creduto e oggi i fatti mi danno ragione” dice. E così, dopo sette anni, SalaMensa attira centinaia di clienti al giorno e finisce sulla guida del Gambero Rosso. Gli affari vanno a gonfie vele. Alla faccia della crisi. Temprato da questa esperienza,Dal Dosso decide di aprire un risto pub, decisamenteinnovativo, a pochi passi daSalamensa. 
“Volevo qualcosa di nuovo, che colpisse e facesse riflettere” dice. L’ex camionista, non ci pensa due volte e richiama il designer Ermanno Preti, lo stesso di SalaMensa. A novembre del 2014, nasce I Love Cocaine, 550 mt di sinapsi verde acido e corian che rappresentano le sinapsi di un cervello, concetto in cui l’architettura e l’anima si fondono organicamente nel “design dello spirito”. L’idea nasce a Berlino, dopo che Preti,ha visto un murales con la scritta“I love cocaine”. Detto e fatto: diventa, provocatoriamente,il nome del locale. Che all’inizio suscita scandalo. “Ma il suo obiettivo è l’opposto – spiega Mino – ILC, (acronimo di I Love Cocaine), è il primo risto-pub che stimola il pensiero con il buon cibo, contro le dipendenze e le mafie”.

Non a caso si trova a Montichiariche è la cittadina “più cocainomane d’Italia”, dove un bresciano su sette tira cocaina, con le sue 14 dosi giornaliere ogni mille abitanti. “Ogni mese teniamo un incontro – prosegue il Ceo Dal Dosso -con una personalità che porta messaggi positivi: a settembre avremo Iosefa Idem che ha abbracciato il progetto. Gli incontri si tengono la domenica, vi partecipano intere classi con docenti e genitori. E sono aperti a tutti. Non solo non paghi, ma addirittura mangi gratis. E dopo il pranzo un’oretta di incontro con il personaggio-mentore.
Oggi Dal Dosso ha 45 dipendenti tra SalaMensa e I Love Cocaine. “Non ho mai puntato solo al business – spiega. – Il mio primo obiettivo è migliorare la società. Il mio sogno è fare, in piccolo, ciò che ha realizzato un industriale filantropo come Adriano Olivetti.” Ci sta riuscendo.

 

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i love cocaine.

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