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Il notaio conferma?
Disabili, la nuova legge "Dopo di noi" è già in vigore

E’entrata in vigore lo scorso 25 giugno la legge n. 112/2016, finalizzata all’assistenza delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, meglio nota come legge sul “DOPO DI NOI”, in quanto si prefigge l’obiettivo di “favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità” che siano prive di sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno, ovvero anche in vista del venir meno del sostegno familiare.

Per il perseguimento di tali finalità viene innanzi tutto istituito un Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con una dotazione iniziale per l’anno 2016 di 90 milioni di Euro, la cui disciplina di dettaglio (requisiti per l’accesso, ripartizione delle risorse) dovrà essere emanata con decreto ministeriale entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Il Fondo, al fine di impedire l'isolamento delle persone con disabilità grave, dovrà in particolare favorire la “deistituzionalizzazione” dei disabili e sviluppare la loro “domiciliarità” in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare. Al finanziamento dei programmi e all'attuazione degli interventi del Fondo possono compartecipare le regioni, gli enti locali, gli enti del terzo settore, nonché altri soggetti di diritto privato e le famiglie che si associano per le finalità suddette.


Ma la parte forse più interessante della nuova legge è quella contenente le misure volte ad agevolare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze di assicurazione (per le quali, purché abbiano per oggetto il rischio morte, verosimilmente dei genitori del disabile, viene riconosciuta a partire dal periodo d’imposta 2016 la detraibilità dei premi pagati, nella misura di 750€ annui), nonché la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario, anche a favore di ONLUS riconosciute come persone giuridiche, purché ovviamente tali strumenti vengano utilizzati esclusivamente in favore di persone con disabilità grave.
Per quanto riguarda gli strumenti giuridici del trust, del vincolo di destinazione e del contratto di affidamento fiduciario, pur nelle loro differenze strutturali sono tutti istituti accomunati dalla creazione di un “patrimonio destinato” ad una particolare finalità - nel caso di specie  l'inclusione sociale, la cura e l'assistenza delle persone con disabilità grave - patrimonio che viene affidato dal disponente ad un soggetto determinato (trustee, gestore, affidatario) con l’incarico di realizzare la destinazione prevista, e che in vista di tale finalità è dotato di una propria autonomia giuridica.
A partire dall’1 gennaio 2017, il conferimento, vincolo o destinazione di beni di qualsiasi natura nei suddetti istituti (così come l’eventuale restituzione dei beni al disponente, in caso di premorienza del disabile beneficiario) vengono espressamente esentati dall’imposta di successione e donazione, dall’imposta di bollo e sono soggetti alle imposte di trasferimento (di registro, ipotecaria e catastale se dovuta) nella sola misura fissa di € 200 ciascuna. Scendendo più nel dettaglio, le esenzioni ed agevolazioni fiscali sono riconosciute a condizione che il trust, il vincolo di destinazione o il contratto di affidamento fiduciario abbiano le seguenti caratteristiche:

-    siano costituiti per atto pubblico: diventa pertanto fondamentale il contributo del notaio, che dovrà assistere il disponente nella predisposizione di uno strumento giuridico idoneo ed efficiente a soddisfare le finalità per le quali è istituito, oltre che provvisto di tutti i requisiti previsti dalla legge per il conseguimento delle agevolazioni fiscali;

-    descrivano la funzionalità e i bisogni delle persone disabili in favore delle quali sono istituiti; indichino le attività assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni delle persone suddette, comprese le attività finalizzate a ridurre il rischio della c.d. “istituzionalizzazione”;

-    individuino gli obblighi del trustee, del fiduciario e del gestore, con riguardo al progetto di vita e agli obiettivi di benessere che lo stesso deve promuovere in favore del disabile beneficiario, ed inoltre le modalità di rendicontazione a carico degli stessi soggetti;

-    gli esclusivi beneficiari siano le persone con disabilità grave, ed i beni di qualsiasi natura conferiti o vincolati siano destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali;

-    siano specificamente individuati, per tutta la durata del trust, del fondo speciale o del vincolo di destinazione, i soggetti preposti al controllo delle obbligazioni imposte a carico del trustee, del fiduciario o del gestore;

-    sia espressamente individuato il termine finale della durata della destinazione nella data della morte della persona disabile, e venga inoltre stabilita la destinazione del patrimonio residuo. Qualora a seguito della morte del beneficiario disabile i beni destinati vengano trasferiti a persona diversa dal disponente, il relativo trasferimento è soggetto alle ordinarie imposte di successione e donazione, di registro, ipotecaria e catastale, avuto riguardo all’eventuale rapporto di parentela o coniugio esistente tra il disponente ed il beneficiario del patrimonio residuo.

Infine, le erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust ovvero dei fondi speciali di cui sopra sono deducibili dal reddito nel limite del venti per cento del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 100.000 euro annui.

Come si vede, si tratta di un intervento organico che contiene un mix di misure agevolative con lo scopo di garantire la massima autonomia e indipendenza della persona disabile, consentendo per esempio di continuare a vivere nelle proprie case o in strutture gestite da associazioni, evitando il ricorso all’assistenza sanitaria. Giusto rilievo viene poi dato all’intervento del notaio, figura professionale che ha nel proprio DNA la corretta gestione dei passaggi più delicati, dal punto di vista non solo patrimoniale ma anche morale ed emotivo, della vita degli individui, oltre che la sistemazione post mortem degli assetti patrimoniali e familiari.

 

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