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Il notaio conferma?
Il leasing prima casa: istruzioni per l'uso

La Guida per i cittadini scaricabile dal sito http://www.notariato.it/it/trova-guide

Il leasing immobiliare abitativo è stato introdotta dalla legge di stabilità 2016 e prevede incentivi fiscali per l’acquisto di immobili da adibire ad abitazione principale. La finalità della misura è di agevolare, specie per i giovani under 35, l'acquisto della casa di residenza attraverso l'utilizzo dello strumento del leasing quale innovativo canale di finanziamento rispetto all’ordinario strumento del mutuo ipotecario.
Per chiarire le caratteristiche fondamentali di questo nuovo finanziamento, i dubbi, le tutele per il cittadino ed i regimi fiscali applicabili, è nata la Guida “Il Leasing immobiliare abitativo”, frutto della collaborazione tra Assilea (Associazione Italiana Leasing), il Consiglio Nazionale del Notariato con l’adesione di 11 tra le principali Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori- ACP, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) e realizzata con il contributo del Dipartimento delle Finanze (Ministero dell’Economia e delle Finanze). La Guida è scaricabile gratuitamente dai rispettivi siti internet.


Come funziona e chi può richiederlo

Con la stipula del contratto di leasing, la società (banca o intermediario finanziario autorizzato da Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di leasing) assume l’obbligo ad acquistare o anche a far costruire l'immobile, su scelta e secondo le indicazioni dell'utilizzatore, che lo riceve in uso per un tempo determinato a fronte di un corrispettivo periodico (canone d’affitto). Alla scadenza del contratto, l'utilizzatore ha la facoltà di riscattare la proprietà del bene, pagando il prezzo stabilito dal contratto.
Per usufruire delle agevolazioni fiscali previste per il leasing immobiliare abitativo occorre avere un reddito non superiore a 55.000 euro ed essere privi di abitazione principale. I titolari dei contratti stipulati dal 1 gennaio 2016 e fino al 31.12.2020, potranno portare in detrazione dalla dichiarazione dei redditi i costi del leasing “prima casa” in misura più vantaggiosa rispetto alle agevolazioni concesse per mutui ipotecari. In particolare:


•    per i giovani sotto i 35 anni all'atto della stipula del contratto e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono:
- la detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino ad un importo massimo di 8 mila euro annui);
- la detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto (fino ad un importo massimo di 20 mila euro).

•    per i soggetti con età uguale o superiore a 35 anni e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono:

- la detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino ad un importo massimo di 4 mila euro annui);
- la detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto (fino ad un importo massimo di 10 mila euro).

Nel caso di un leasing “prima casa” cointestato a soggetti in possesso dei requisiti (ciascuno con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro e un’età inferiore a 35 anni), le agevolazioni IRPEF (detrazioni) spettano a ciascun soggetto in misura proporzionalmente corrispondente alla percentuale di intestazione del contratto. Sia per gli under 35 che per gli over 35, l’imposta di registro (calcolata sempre sul prezzo di acquisto) sull’acquisto dell’abitazione “prima casa” è ridotta all’1,5%.

Le tutele per i cittadini

In caso di perdita del lavoro
Il leasing prima casa prevede per il cliente la possibilità di richiedere la sospensione del contratto in caso di perdita del lavoro senza che vengano  applicate commissioni o spese d’istruttoria e senza richieste di garanzie aggiuntive.

Nella risoluzione del contratto
In caso in cui il cliente si renda inadempiente nel pagamento dei canoni dovuti, alla società di leasing è consentito, per il rilascio dell'immobile, di agire con lo stesso procedimento previsto dalla legge per le locazioni ordinarie per il caso di morosità dell’inquilino. Il giudice competente è sempre il tribunale del luogo in cui si trova il bene oggetto dello sfratto.
In seguito la società di leasing è tenuta a rivendere o ricollocare l’immobile attenendosi a criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell’utilizzatore inadempiente adottando procedure che garantiscano il miglior risultato possibile nell’interesse anche dell’utilizzatore inadempiente ed eventualmente restituendo all’utilizzatore inadempiente quanto ricavato dalla vendita e/o ricollocazione, al netto delle seguenti somme che ha il diritto di trattenere:
•    la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione;
•    i canoni successivi alla risoluzione attualizzati;
•    spese condominiali eventualmente sostenute, assicurazioni, costi tecnico/legali, ecc.;
•    il prezzo pattuito per l’esercizio del riscatto finale.
Attenzione perché se da tale operazione derivasse un saldo negativo, l’utilizzatore deve rifondere al concedente la differenza.

In caso di fallimento della società di leasing
In caso di fallimento ovvero liquidazione coatta amministrativa-risoluzione, il contratto di leasing prosegue regolarmente e si applica la disciplina prevista dalla legge fallimentare.

 

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