IL PRIMO QUOTIDIANO ONLINE
HOMEPOLITICAECONOMIACRONACHESPORTMILANOITALIACULTUREIL SOCIALEMEDIATECHSPETTACOLIRUBRICHEFOTO-VIDEOSHOPPINGCASA
Fai di Affaritaliani.it la tua HomeMeteoViaggiOroscopoGiochiMobileMercatiInstalla i gadget di iGoogleInstalla la webslice per Internet Explorer 8Diventa amico di Affaritaliani.it su FacebookSegui Affaritaliani.it su TwitterRimani aggiornato con i nostri RSS

Il notaio conferma?
in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato
Commenti disabilitati su questa notizia

Il notaio conferma?/ Donazioni, per gli esclusi c'è l'azione di riduzione

Sabato 04.07.2009 13:23

Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte.
Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it

PRIMO QUESITO
Siamo tre figli. I miei genitori hanno acquistato una casa per mia sorella e mio fratello, intestandola ai due figli. Io, come terzo figlio, non ho avuto niente. Domanda: come posso  fare perché questo importo venga dedotto dall'eredità dei miei fratelli e quando? C'è un termine di prescrizione per cui non potrò più far valere i miei diritti di figlio?

Se i genitori hanno donato a due dei tre figli il denaro per acquistare la casa e  nulla hanno donato al terzo figlio, quest'ultimo avrà diritto ad una quota del patrimonio donato in vita o lasciato dai genitori dopo la loro scomparsa. In altri termini, la legge riserva a favore di tutti i figli una quota di eredità, anche contro la volontà dei genitori.
Per essere reintegrato nella quota a lui riservata, che nel suo caso è pari ai 2/9 del patrimonio ereditario, il lettore dovrà proporre un'apposita azione giudiziaria, chiamata azione di riduzione, entro dieci anni dalla morte di ciascuno dei genitori. Naturalmente l'azione potrà essere evitata se i primi due fratelli riconosceranno spontaneamente quanto spetta al terzo.

SECONDO QUESITO
Mi sono messo a compilare il modello 730 e mi è venuto un dubbio. Sono sposato in comunione dei beni ed anche la casa in cui abito (prima casa) con mia moglie è in comunione dei beni anche se la rata del mutuo è intestata solamente a me. Nella dichiarazione dei redditi nel riquadro relativo ai redditi dei fabbricati devo dichiarare il possesso al 50% tra me e mia moglie o posso metterlo al 100% solamente a me? A me converrebbe metterlo solamente a me in quanto se lo suddivido al 50% con mia moglie (che ha ereditato una casetta che è in affitto) essa ha un reddito di 2.865,00 e quindi per soli 25 Euro non posso averla a carico con conseguente diminuzione della pensione.

La casa appartiene ad entrambi i coniugi per effetto della comunione dei beni. Pertanto  tutti gli adempimenti fiscali relativi all'immobile devono rispettare le reali quote di proprietà.

TERZO QUESITO
Sto acquistando un terreno con piantagione di olivi costituito da quattro particelle catastali differenti, contigue una all'altra ma con proprietari differenti . Le particelle derivano da suddivisione ereditaria. Sono necessari quattro atti di acquisto differenti con costi notarili notevoli oppure un solo atto essendo unico l'acquirente?

Nel caso prospettato è necessario stipulare quattro compravendite, poiché cambiano i soggetti di una delle parti del contratto.
Un suggerimento: sottoscrivendo un unico e contestuale documento notarile per le quattro compravendite, si potrà risparmiare almeno sull'imposta di bollo, pari a Euro 230, che sarà percepita una sola volta.



Vota questa notizia:
Media voti:


Condividi > 




GIOCA CON LA COVER GIRL
Cover Girl
I gadget di Affaritaliani.it
Rss
Explorer 8
Facebook
iGoogle


Cinqueallecinque
Il quotidiano del pomeriggio in pdf
Newsletter
Iscriviti alla Newsletter di Affaritaliani.it

inizia la tua ricerca qui