Il notaio conferma?/ Eredità, dalla disponibile si può escludere il figlio

Sabato, 10 aprile 2010 - 09:00:00

Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte.
Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it


PRIMO QUESITO
Spero di poter avere una risposta in merito a questo quesito. Un amico di famiglia si è invaghito di una romena, dopo due anni  in cui lei si è dichiarata con le parole e gli atteggiamenti innamorata di lui, ha ricevuto in donazione  dallo stesso un appartamento del valore di euro 270 mila.
Nonostante i nostri consigli, che sembrava avesse recepito, davanti al notaio ha intestato  l'immobile alla sua compagna non riservandosi nemmeno l'usufrutto.
Dopo pochi giorni dal rogito, l'atteggiamento della donna è cambiato del tutto, sono iniziati maltrattamenti e lo ha obbligato addirittura a lasciare l'immobile. L'acquisto di tale immobile era il frutto di  un'altra compravendita, ed ora il nostro amico si trova senza casa e senza soldi.
Cosa si può fare, dal momento che temiamo che lei possa vendere l'immobile per poi tornare in Romania? La ringrazio fin d'ora per il suo aiuto... Una vostra affezionata lettrice

Il consiglio per il vostro amico è di rivolgersi al più presto ad un avvocato il quale potrà valutare di chiedere al giudice:
a) l’annullamento del contratto qualora ve ne siano i presupposti;
b) la prestazione degli alimenti da parte della Rumena: per legge, infatti, il donante che si trovi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al suo mantenimento può chiedere al donatario (in questo caso, la Rumena) di prestargli gli alimenti nei limiti del valore della donazione ricevuta ed esistente nel suo patrimonio. In questo caso si potrà far iscrivere anche un’ipoteca giudiziale sulla casa a garanzia del pagamento degli alimenti; ipoteca che potrà essere fatta valere anche nei confronti di eventuali acquirenti della casa.

SECONDO QUESITO
Gent.mo Notaio,
Le scrivo per porle questo quesito: vivo in casa dei miei genitori con mia moglie e mia figlia di due anni. Ho anche un fratello che però vive in altro appartamento.
Adesso avremmo deciso di ristrutturare la casa in cui viviamo sfruttandone la grandezza per ricavarne tre appartamenti, uno per la mia famiglia, uno per mio fratello e uno in cui resterebbero i miei genitori.
La spesa per la ristrutturazione ce la vogliamo accollare io e mio fratello, per non gravare in nessun modo sui genitori, ma abbiamo bisogno di un mutuo di almeno 150mila euro; qual è la strada più conveniente da utilizzare in questo caso? Dobbiamo fare acquisto e ristrutturazione oppure possiamo prendere un mutuo con i nostri genitori come terzi datori di ipoteca? Consideri che mio padre ha 70 anni e non so quali sono i limiti per le banche. Spero che le informazioni che le ho fornito siano sufficienti per una risposta e la ringrazio anticipatamente per il servizio che ci offre. Cordialmente, Piero

Sì, è possibile che lei e suo fratello chiediate un mutuo offrendo come garanzia la casa dei vostri genitori, che quindi interverranno come “terzi datori di ipoteca”. Conseguentemente solo voi due sarete obbligati a rimborsare alla banca la somma ottenuta con il mutuo e non ci saranno problemi dovuti all’età di vostro padre. Questa soluzione è anche la più conveniente economicamente.

TERZO QUESITO
Prima di tutto buongiorno, ora le spiego: una mia zia (da parte di mio padre) vedova da 5 anni è morta circa un 2 mesi fa, aveva un figlia (non sposata) che anche lei purtroppo ci ha lasciato pochi giorni fa, le nostre famiglie non sono state in buoni rapporti quindi non sappiamo come muoverci perche' siamo all'oscuro di tutto. L'unica cosa che sappiamo di sicuro è che dalla parte di mia zia, l'unico fratello (ultimo di 11) ancora in vita è mio padre. Invece dalla parte di mio zio non sappiamo niente. Quindi se ci fosse un'immobile o altro mio padre ci rientrerebbe? E poi le volevo chiedere ma  per fare indagini se ci sono conti correnti, libretti postali o altro da chi bisogna andare? Le volevo far sapere che non era intenzione di mio padre di vedere queste cose ma dato che mie cugini, figli di fratelli morti di mio padre stanno dicendo in giro che se pur ci fosse qualcosa spetterebbe a loro, ma molti mi dicono che invece spetterebbe tutto a mio padre.

Innanzitutto bisogna accertare se sua cugina ha lasciato un testamento con il quale ha stabilito chi sono i suoi eredi. Quindi le consiglio di fare una ricerca al riguardo tramite il Consiglio Notarile della sua zona (che può trovare consultando il sito www.notariato.it).
Se invece sua cugina non avesse fatto testamento, i beni spettano ai parenti più vicini entro il sesto grado, tra i quali, in base a quanto risulta dal quesito, rientra sicuramente suo padre in quanto zio ma anche gli zii paterni se ci sono.
Per verificare se ci sono conti correnti, libretti postali ecc. intestati a sua cugina bisogna rivolgersi direttamente agli istituti di credito dimostrando di essere eredi, cosa che può essere provata con una copia del testamento (se c’è), con un atto notorio  o con una dichiarazione sostitutiva di notorietà.

QUARTO QUESITO
Ho due figli, un marito ed un appartamento in comunione di beni, posso disporre, con un testamento olografo, che la mia parte disponibile vada ad uno solo dei miei figli? Grazie

Sì, perché per legge al marito e ai figli spetta solo la c.d. quota di legittima, mentre la disponibile può essere attribuita a chiunque e quindi anche ad uno solo dei figli.

QUINTO QUESITO
Salve Signor Notaio, vorrei comprare una casa, e intestarla a uno dei miei 3 figli che attualmente è minorenne (10 anni) oppure a una delle due ragazze (16 e 12 anni) per evitare di far pagare loro l´atto. Vivo in Germania e non conosco bene le leggi italiane. Grazie e la prego di rispondermi! Lei cosa mi consiglia, visto che io voglio già sistemare loro, pur sempre mantenendo per me e mia moglie l´usufrutto. Grazie di nuovo.

Il mio consiglio è di intestare la casa a tutti e tre i suoi figli con riserva dell’usufrutto a lei e sua moglie con reciproco diritto di accrescimento (così alla morte del primo di voi due l’usufrutto spetterà per intero all’altro). In tal modo tutti e tre i figli ricevono qualcosa da parte vostra e un domani, alla vostra morte, se voi non avrete nient’altro, non ci saranno problemi di tipo successorio tra di loro.
Secondo la legge italiana, per intestare la casa ai suoi figli che sono minorenni, però, è necessario chiedere l’autorizzazione al giudice tutelare presentando un ricorso. Cosa che potrà fare il notaio al quale vi  rivolgerete per fare l’atto.

SESTO QUESITO
Buon pomeriggio, volevo porle il seguente quesito relativo alla situazione in cui mi trovo: I miei genitori titolari di un terreno edificabile (frazionato in due), vogliono cedermi con atto di donazione una delle due porzioni di terreno per potermi costruire la prima casa. I miei dubbi sono: c'è una clausola con la quale i miei fratelli maggiorenni possono "rinunciare" a richiedere un domani la legittima su tale atto di donazione? L'atto di donazione può crearmi problemi per chiedere il mutuo Regionale per prima casa? Attendo Vs info. Grazie.

No, i suoi fratelli ora non possono rinunciare alla quota di legittima che spetta loro sull’eredità dei genitori. Tale rinuncia è consentita solo dopo la morte del donante. Prima della morte qualsiasi atto di rinuncia sarebbe nullo. E poiché il legittimario leso nella sua quota di legittima potrebbe agire (dopo la morte del donante) in riduzione e chiedere la restituzione del bene donato anche se acquistato da terzi (se non sono trascorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione), le banche preferiscono non concedere il mutuo quando l’ipoteca che le garantisce ha per oggetto la casa donata (proprio perché c’è il rischio di perdere tale garanzia). L’unico strumento a disposizione è la rinuncia al diritto di opposizione  alla donazione che presenta però alcuni limiti.  Le consiglio pertanto di prendere contatto con la sua banca di fiducia, ed eventualmente sentirne altre perché a volte  assumono atteggiamenti diversi.

SETTIMO QUESITO
Spett.le rubrica,
ho intenzione di vendere casa e di trasferirmi altrove, la casa in questione l'ho comprata meno di cinque anni fa (dicembre 2005), per non perdere le agevolazioni prima casa devo obbligatoriamente comprare un nuovo immobile (anche grezzo va bene?) o posso ricevere anche un immobile in donazione? Sono un militare, puo' cambiare qualcosa? E' possibile sapere anche eventuali costi da affrontare in qualsiasi caso? Sicuro in una vostra risposta vi auguro un buon proseguo!

Sì, per non perdere le agevolazioni “prima casa” bisogna riacquistare, entro un anno dal giorno in cui si vende, una nuova casa in cui andare ad abitare. Se però lei, in quanto appartenente alle Forze Armate, per ragioni di servizio (da documentare all’Agenzia delle Entrate) non  potrà andare ad abitare nella nuova casa  non perderà le agevolazioni.
La legge non dice espressamente che il riacquisto possa avvenire anche per donazione perciò il punto è dubbio: tuttavia l’Amministrazione finanziaria ritiene che non possa avvenire per donazione.
Il nuovo acquisto potrà anche essere una casa al grezzo purché venga destinata ad abitazione entro un termine che per l’Amministrazione finanziaria è di tre anni.

OTTAVO QUESITO
Buongiorno signor Notaio. Ringrazio anzitutto per la risposta. Io e mia moglie siamo in regime di comunione di beni e possediamo un appartamento a nome di mia moglie ed una casa al mare costruita in regime di comunione. I nostri figli Francesco (separato) e Maria (nubile) sono proprietari dei loro appartamenti. E' possibile con unico atto fare donazione alla figlia Maria della casa al mare e dell'appartamento intestato a mia moglie, nonchè donare al figlio Francesco da parte di Maria il suo appartamento, fermo restando l'usufrutto nei nostri confronti? Grazie.

Sì, è possibile. Però l’operazione prospettata nel quesito può presentare degli inconvenienti (difficoltà di vendere, di ricevere somme a mutuo) derivanti dal fatto che per legge il donatario può, nel tempo ed in presenza di determinate circostanze, essere tenuto a restituire (in tutto o in parte) i beni acquistati per donazione a coloro ai quali la legge riserva una quota di eredità del donante-defunto (c.d. legittimari). Cosa che si può ripercuotere su coloro che hanno acquistato dal donatario il bene ricevuto in donazione, i quali rischiano di doverlo restituire (se non sono trascorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione). Ciò significa che, alla morte di Maria, Francesco potrebbe essere tenuto a restituire ai figli o al coniuge di Maria l’appartamento ricevuto per donazione e perciò potrebbe incontrare difficoltà qualora volesse venderlo.
Gli inconvenienti possono essere evitati con la donazione della casa al mare e dell'appartamento intestato a sua moglie ad entrambi i figli,  e poi nello stesso atto i figli potrebbero procedere alla divisione assegnandosi i beni.
Questa è la soluzione preferibile perché il risultato finale sarebbe così quello da voi voluto senza però il rischio di avere un domani dei problemi risolvibili solo con costi elevati. Purtroppo  in questo caso i costi dell’atto sono maggiori, anche se normalmente non è molta la differenza.

NONO QUESITO
Buonasera, vi scrivo per un chiarimento sulla questione di successione/eredità per coppie non sposate (senza figli). Io e la mia compagna stiamo completando l'acquisto della nostra casa, e la stiamo acquistando in comunione. Siamo entrambi figli unici e non abbiamo al momento figli.
Ci è stato detto che un reciproco testamento potrebbe garantire l'eredità della metà della casa all'altro in caso di morte di uno dei due conviventi ma non ci è chiaro il contesto degli ascendenti legittimi. In sostanza, se ho capito bene, tali ascendenti potrebbero rivalersi contro le disposizioni testamentarie, è corretto? In pratica la metà della casa andrebbe al convivente che però potrebbe vedersela togliere? E in che misura? Quali eventuali alternative esistono?

Sì, potete fare entrambi testamento nominandovi reciprocamente eredi (attenzione, devono essere due testamenti autonomi). Ma i vostri ascendenti legittimi viventi al momento della vostra morte, se esclusi dal testamento, potranno chiedere la quota che gli spetta per legge (c.d. legittima) che, in questo caso, è pari ad un terzo della vostra eredità.
Perciò se alla sua morte l’unico bene ereditario fosse la sua metà di casa, i suoi genitori avranno diritto ad un terzo (e quindi ad un sesto dell’intera casa), che potranno ottenere impugnando il testamento giudizialmente (con la c.d. azione di riduzione) entro il termine di 10 anni dalla sua morte.  Se però non lo facessero, il testamento conserverà i suoi effetti e la sua compagna rimarrà piena proprietaria della casa.
In alternativa, se preferite evitare che i genitori possano impugnare il testamento, ciascuno di voi può nominare erede il proprio compagno/a, attribuendo ai genitori la legittima solo se e in quanto spetterà loro secondo la legge vigente al momento della vostra morte.
Ovviamente se vi saranno figli, gli ascendenti non hanno diritto alla legittima.

DECIMO QUESITO
Due coniugi in vita, senza ascendenti né prole, stilano un testamento olografo reciproco, tenendoli in casa, in modo che chi muore prima lascia tutto al coniuge rimasto, escludendo qualsiasi donazione o bene per altri. Muore il marito e un mese dopo viene a mancare la moglie. Dai parenti di quest'ultima vengono trovati i suddetti due testamenti e portati per la registrazione- pubblicazione. Sono validi i due testamenti sebbene la moglie non abbia avuto il tempo materiale per registrare il testamento del marito e/o accettare o modificare l'eredità.

I testamenti sono validi, anche se solo quello del marito ha prodotto i suoi effetti (infatti la moglie è morta successivamente). Perciò la moglie è l’unica erede del marito, mentre l’eredità della moglie spetta ai suoi eredi legittimi (visto che il suo testamento non può produrre effetti data la premorienza del marito) che sono i suoi fratelli e sorelle o, in loro mancanza, i parenti più prossimi.
Il fatto poi che la moglie non abbia pubblicato il testamento, non significa che non abbia accettato l’eredità: perché l’accettazione può avvenire anche tacitamente (per esempio disponendo di denaro del marito). Quindi:
-se la moglie ha accettato, nella sua eredità vanno ricompresi anche i beni del marito e il tutto spetterà agli eredi legittimi della moglie;
- se invece la moglie non ha  accettato, nemmeno tacitamente, nella sua eredità è compreso il diritto di accettare l’eredità del marito: perciò gli eredi legittimi potranno accettare l’eredità di lei e rinunciare all’eredità di lui, che spetterà così ai suoi parenti.

 

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