Il notaio conferma?/ Tassa di successione, tutto quello che c'è da pagare

Sabato, 17 aprile 2010 - 11:02:00

Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte.
Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it


PRIMO QUESITO
Siamo una coppia settantenne - con 2 figlie sposate e fuori casa - e vorremmo che alla nostra morte tutti i beni - mobili ed immobili - rimanessero al coniuge in vita senza passaggi alle figlie. E' possibile? E se sì come fare? Ringrazio anticipatamente ed invio distinti saluti.

La volontà del testatore è sovrana; ma è bene sapere che ai figli spetta comunque la cosiddetta quota di legittima. Perciò, in presenza di un testamento redatto come detto nel quesito, le figlie potrebbero agire in riduzione nei confronti del genitore superstite, per vedere rispettata la loro quota di legittima.

SECONDO QUESITO
Buongiorno, mia madre è venuta a mancare il 15 febbraio 2010 all’età di 82 anni lasciando in eredità il suo appartamento ai suoi 11 figli, mia madre da circa 10 anni è stata accudita da mio fratello più giovane essendo invalida a causa di un ictus,mio fratello gli è stato vicino giorno e notte a volte non riusciva a dormire perché mia madre non poteva girarsi nel letto e lui era sempre pronto a farla stare bene, occupandosi di lei in ogni cosa, cure mediche, cura per la sua igiene fisica, ecc… La volontà di mia madre era di lasciare l’appartamento” di sua esclusiva proprietà “ a questo  figlio più giovane per ricompensarlo, per avere rinunciato alla sua vita propria e per averla accudita e questo lo diceva con lucidità di mente siamo testimoni io e mia sorella e altre persone, ma purtroppo non si è potuto fare niente per intestare la casa a mio fratello perché il medico di famiglia si è opposto a firmare un foglio che dichiarava mia madre che aveva le facoltà di intendere e di volere poiché era invalida e aveva delle limitazioni e quindi anche se era tutto pronto da un notaio non sé potuto fare niente, mia madre rimase molto dispiaciuta per questo, le chiedo se è possibile fare qualcosa affinché mio fratello continui ad abitare in quella casa (gli atri figli siamo tutti sistemati con le loro proprie famiglie ). La maggioranza di noi figli abbiamo deciso di lasciare l’appartamento a questo fratello poiché riconosciamo giuste le volontà di mia madre, ma la minoranza non è d’accordo poiché pretendono la loro parte, aggiungo che alcuni non si sono mai interessati di mia madre non andando neanche a trovarla anche vivendo a pochi passi da mia madre, gentilmente mi può dire come procedere affinché mio fratello viva in quell’appartamento come proprietario o usufruttuario. La ringrazio anticipatamente di una sua risposta. 

In mancanza di testamento i figli sono eredi in  parti uguali fra di loro; quindi si dovrà trovare un accordo per sciogliere la comunione ed eventualmente consentire al fratello più giovane di godere dell’appartamento. Previa stima dell’immobile si potrebbe procedere alla vendita delle quote dei fratelli in disaccordo.

TERZO QUESITO
Buona sera, avrei un problema da risolvere se è possibile. Vorrei comperare una casa data in donazione, per non avere problemi in futuro è possibile fare una scrittura dove tutti gli eredi firmino per non rivalersi, oppure esiste un'alternativa? Grazie.

Fino a quando il donante è in vita non è consentito ai legittimari aventi diritto di rinunciare ad agire in riduzione di quella donazione; è solo possibile la rinuncia ad opporsi alla donazione, con l’effetto che, decorsi i venti anni dalla donazione, non si potrà agire per la restituzione del bene nei confronti dei terzi, pur potendo sempre esperirsi l’azione di riduzione.

QUARTO QUESITO
Spett.le redazione, vi chiedo cortesemente un vostro parere sulla situazione in cui mi trovo attualmente.
Ho ricevuto in donazione un immobile da zio con coniuge ma senza figli. Se tale zio muore prima della moglie giustamente lei potrà impugnare la donazione in quanto erede legittimario. Ma se muore prima la moglie chi può impugnare la donazione alla morte di mio zio? Eventuali eredi della moglie o fratelli dello zio?

Possono agire in riduzione solo i legittimari (coniuge, figli e ascendenti, ma non i fratelli) ed i loro eredi o aventi causa.

QUINTO QUESITO
Buon pomeriggio, le scrivo per avere maggiori informazioni riguardo al servizio. Insieme ad un gruppetto di ragazzi sto avviando una nuova attività volta all'aggregazione dei giovani e a creare un punto di ritrovo nella nostra fascia territoriale. L'idea, quella di aprire un pub e collegarlo con navette gratuite alle cittadine vicine, può rientrare in dei finanziamenti regionali per lo sviluppo di nuove imprese. Vista la nostra giovane età, sono qui a chiederle dei consigli riguardo alla costituzione di questa. In dettaglio siamo tre giovani dei quali due ancora studenti universitari. Il sottoscritto è l'unico lavoratore salariato. Un'impresa che all'inizio ha dei costi molto ridotti, quale è? Conviene aprire un'impresa individuale a mio nome? Quale è la procedura per dare inizio alle pratiche per la costituzione di un'impresa? Nel caso in cui, le leggi regionali non approvassero il nostro progetto, la società può sciogliersi e recuperare eventuale capitale (qualora si adotti una scelta di un impresa con capitale unico). La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

La scelta è tra l’impresa individuale (condotta con l’associazione in partecipazione degli altri due) e la costituzione di una società (nella forma di società di persone per contenere i costi). Se invece si decide per una società cooperativa (che comunque non può avere  fini di lucro) il capitale, in caso di scioglimento, deve comunque essere destinato per fini connessi con lo scopo mutualistico della società.

SESTO QUESITO
Gentilissimo Consiglio Nazionale del Notariato,
Sono un 37enne della prov. di Enna, dipendente Enel con 1200 euro circa di stipendio. Mia moglie mi ha chiesto la separazione coniugale consensuale; abbiamo diciamo "stabilito" un assegno di mantenimento per lei che lascia l'abitazione di 300 euro e tutto il resto delle spese, per un ammontare di circa 600 eu (mutuo, finanziamenti di cui uno per una delle due automobili di mia proprietà), a mio carico; alla vendita dell'abitazione lei mi stornerà dalla sua parte metà del valore attuale dell'automobile oggetto di finanziamento. E' corretto che lei ottenga l'assegno di mantenimento lavorando saltuariamente come cantante in dei gruppi musicali locali? Grazie!

L’accordo sulla misura e le modalità del mantenimento è avallato dal Giudice; se sopraggiungono giustificati motivi si può chiedere la revisione dell’accordo.

SETTIMO QUESITO
Mia moglie ha deciso di rinunciare all’eredità del padre perché erediterebbe solo debiti (tasse bollo auto, tarsu e finanziamenti) e nessun bene (mio suocero era pensionato e viveva in affitto). Al contempo vorremmo proteggere i nostri figli, al momento minori, attraverso l’intervento di un giudice tutelare. Così facendo “dormiremmo” sonni tranquilli? Oppure i creditori, siano essi privati o lo stato, possono opporsi vanificando così la rinuncia all’eredità? Quali sono i tempi per rinunciare e dell’eventualmente opposizione?

Il termine per rinunciare all’eredità è corrispondente al termine per accettare, cioè dieci anni dall’apertura della successione (data della morte), salvo se il chiamato è nel possesso dei beni ereditari, nel qual caso la rinuncia deve essere fatta entro tre mesi.
Se il coniuge superstite in presenza di figli, l’eredità viene devoluta a questi ultimi, i quali potranno a loro volta rinunciare; in caso di minorenni la rinuncia deve essere autorizzata dal Giudice Tutelare, il quale il più delle volte autorizza l’accettazione con beneficio di inventario, che garantisce il soddisfacimento dei creditori nei limiti dell’attivo ereditario senza coinvolgere il patrimonio dell’erede.
Se la rinuncia comporta un danno per i creditori, questi possono farsi autorizzare  (entro 5 anni dalla rinunzia) ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunziante al solo scopo di soddisfarsi fino a concorrenza dei loro crediti.

OTTAVO QUESITO
Salve vorrei illustrarvi alcuni dati sulle tasse di successione che devo pagare. Imposta ipotecaria 551 euro- imposta catastale 360 euro.  Tassa ipotecaria 70 euro  imposta di bollo 116 euro.  Tributi speciali e compensi 37 euro per un totale di  1.135 euro. Mio padre è venuto a mancare ed abbiamo 2 case una a Torino ed una in Abruzzo piu' o meno e' giusto pagare 1.135 euro?

Il conteggio dipende dal valore catastale dei beni immobili: l’imposta ipotecaria corrisponde al 2%, l’imposta catastale all’1% (in entrambi casi euro168 in presenza di agevolazioni fiscali per prima casa), la tassa ipotecaria è di euro 35 per Conservatoria (su base provinciale), l’imposta di bollo è di euro 58,50 per Conservatoria, i tributi speciali e compensi possono cambiare da Ufficio a Ufficio.

NONO QUESITO
Salve, sto per acquistare una casa in cui i proprietari hanno acceso un mutuo agevolato prima casa. Ora la vendita per motivi che non conosco, deve avvenire entro i 5 anni dal loro acquisto. La casa é stata affittata per la maggior parte del tempo a terzi. Ora, da quello che so i vecchi proprietari non possono godere ulteriormente delle agevolazioni prima casa, salvo che non acquistino una nuova casa entro un anno. La mia domanda é semplice: se chi mi vende la casa, per qualche motivo non si sistema con il fisco pagando la cosiddetta plusvalenza e si rende irreperibile, io come acquirente rischio qualcosa? Tipo accollarmi il pagamento di questa plusvalenza? Grazie fin d'ora per la Sua risposta.

Il credito dello Stato per le imposte non pagate è assistito dal privilegio speciale sull’immobile cui si riferisce; in altri termini il rischio è che, in caso di mancato pagamento, lo Stato si soddisfi sul bene immobile in oggetto.

DECIMO QUESITO
Ho acquistato nel luglio 2006 una villetta con agevolazioni acquisto prima casa in comunione dei beni, successivamente abbiamo scelto il regime di separazione ed io ho acquistato da mia moglie il 23/12/09 l’altro  50 % dell’immobile.
Nel settembre di quest’anno procederò alla vendita dell’immobile adibito ad abitazione principale prima dei cinque anni ma ben oltre la metà necessaria per non pagare la plusvalenza. C’è un problema , il compratore vuole che io versi un importo di circa 15.000 euro in un fondo vincolato per un anno o fino a quando io non ricompro un’altra abitazione adibita a prima casa  per tutelarsi dall’eventuale decadenza dei benefici da me goduti nel precedente acquisto e dall’eventuale iscrizione di privilegio sull’immobile da parte dell’agenzie delle entrate qualora io non ottemperassi all’acquisto oppure al pagamento della differenza oltre la sanzione.
E’ giusto ?  E poi, poichè io posso ricomprare entro un anno dalla vendita e  l’iscrizione del privilegio  decade trascorsi 5 anni dall’acquisto  (4 anni e due mesi dall’acquisto + 1 anno  = 5 anni e due mesi) devo sottostare a questa condizione? Eventualmente : per l’intero importo o solo per la metà visto che  per metà io avrei maturato la franchigia rispetto all’eventuale iscrizione di privilegio? Spero di essere stato chiaro.

Il credito dello Stato per le imposte non pagate è assistito dal privilegio speciale sull’immobile cui si riferisce.
Le parti contraenti possono concordemente stabilire una garanzia per l’acquirente, in misura corrispondente al rischio corso in concreto. Potrebbe trattarsi o del deposito della somma pari all’imposta dovuta, oppure anche di una fideiussione, ammesso che si trovi una banca disposta a concederla.
La vendita della casa prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto, se non seguita da nuovo acquisto di prima casa entro un anno, fa scattare in concreto il recupero della differenza d’imposta fra prima e seconda casa. Pertanto, nel caso che ci descrive, la cautela chiesta dall’acquirente appare giustificata.

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