Il notaio conferma?/ Sulla casa coniugale c'è il diritto di abitazione

Sabato, 24 aprile 2010 - 11:00:00

Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte.
Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it


PRIMO QUESITO
In caso di vendita di un terreno dopo la morte del papà da parte della moglie e i due figli, occorre fare l’accettazione tacita eredità in morte del defunto; cosa significa?

La legge richiede che nei Registri Pubblici Immobiliari risultino tutti i passaggi di proprietà, anche quelli derivanti dalla morte di una persona. In questo caso, gli eredi, vendendo il terreno, manifestano implicitamente la volontà di accettare l’eredità. Il notaio che farà l’atto di vendita, quindi, dovrà far risultare anche il passaggio dal papà alla moglie e ai due figli, trascrivendo l’accettazione tacita d’eredità. Questo comporta una piccola spesa a carico del venditore, che comunque è dovuta solo per la prima vendita di un bene ereditario, e “copre” anche le vendite successive, almeno per i beni ubicati in comuni che dipendono dalla stessa Agenzia del Territorio.

SECONDO QUESITO
Il mio compagno nel marzo 1999 dichiarava il fallimento delle sue tre società. Il curatore fallimentare ha liquidato tutti i crediti privilegiati. Le banche hanno recuperato una parte dei crediti. Ora, in virtù delle fidejussioni che il mio compagno ha rilasciato negli anni precedenti il fallimento, le banche in questione periodicamente chiedono a distanza di anni di rientrare delle somme mancanti. Il mio compagno non ha beni intestati di nessun tipo e fino ad oggi ha evitato di lavorare come dipendente per non farsi pignorare lo stipendio. Per quanto ancora questi istituti hanno diritto a rivalersi su di lui? I suoi genitori sono anziani e teme che alla loro morte, questi istituti si rivalgano sull'eredità. Lui ha perso tutto con il fallimento e quell'eredità rappresenta per lui l'unica speranza per una vecchiaia dignitosa. Vorremmo comprare il piccolo appartamento in cui viviamo, ma lui ha il terrore del pignoramento. Casa si può fare? La ringrazio di cuore, Ilda.

Gentile Ilda, purtroppo la situazione non è semplice e, in virtù di quelle fideiussioni e delle continue richieste della Banca, il suo compagno risulterà debitore con il proprio patrimonio. Di conseguenza, tutti i beni di cui diventerà titolare potrebbero essere aggrediti dai creditori. Chiaramente, mai potrebbero essere aggrediti beni intestati ad altre persone a lui vicine (figli, coniugi o compagni). L’appartamento andrà dunque  intestato a persona di totale fiducia del suo compagno.

TERZO QUESITO
Può un padre in vita intestare tutto il suo cospicuo patrimonio ad una sola figlia, lasciando le altre 3 senza un centesimo?

Lo può fare, ma le altre figlie (e, eventualmente, la moglie), al momento della morte del padre, avranno il diritto, in qualità di eredi legittimari, di impugnare le donazioni per ottenere quello che la legge riconosce (la cosiddetta legittima). 

QUARTO QUESITO
A causa delle condizioni di salute del padre, il tribunale mi ha nominato protutore di mio nipote disabile al 100% attualmente ricoverato presso una struttura di soggiorno; la madre è la tutrice e svolge le sue funzioni nell'attuale condizione. I coniugi sono in regime di comunione di beni. Il padre ha ricevuto in donazione dalla madre (e quindi teoricamente può decidere liberamente di questa donazione senza il consenso del coniuge), un mini appartamento dove attualmente vive con la moglie (mia sorella). 1) In considerazione della presenza del disabile, il padre con propria decisione potrebbe donare o vendere ad altri l'immobile ricevuto in donazione? 2) Nella veste di protutore, quale iniziativa potrei assumere verso il tribunale affinché questa eventuale potenziale vendita possa essere resa nulla a tutela del disabile (ed anche della madre ovviamente)? P. Bruno

Il bene ricevuto per donazione è di proprietà del padre del disabile e nella sua piena ed esclusiva disponibilità. Di conseguenza, potrà farne ciò che vuole, senza che nessuno (né tutore, né protutore, né giudice) possa interferire. Nel caso in cui, però, dovesse donare (o fare una finta vendita) l’appartamento in oggetto, al momento della sua morte, i suoi eredi  (coniuge e figlio) potranno impugnare la donazione (o la finta vendita) per ottenere ciò che la legge gli riserva (la cosiddetta  legittima).

QUINTO QUESITO
Buona sera. Dopo la morte di mio suocero, mia suocera vorrebbe rinunciare all'eredita' per agevolare i 2 figli nella divisione dei due appartamenti. Può riservarsi il diritto di abitazione, dove attualmente risiede? Come?

Il diritto di abitazione sulla casa coniugale è riconosciuto direttamente dalla legge; pertanto, sua suocera potrà rinunciare all’eredità e manterrà tale diritto sulla casa.

SESTO QUESITO
Buonasera, la mia domanda è questa: mia madre ha accudito da anni mio zio che da qualche mese è andato alla casa di riposo. Da anni la sorella di mia madre e di mio zio ha chiuso i rapporti con noi in malo modo, insultando il fratello e non facendosi più sentire. Mio zio (che non ha figli e che non si è mai sposato) ha deciso di lasciare tutto a mia madre. Ha fatto una scrittura privata ma non l'ha presentata al notaio. Può mia zia pretendere qualcosa dopo la sua morte? Come bisogna muoversi per non correre nessun tipo di rischio e far rispettare le volontà di mio zio?

Chiunque per disporre dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere deve redigere un testamento olografo (scritto interamente di pugno dal testatore, datato e sottoscritto dallo stesso)  o recarsi da un notaio per sottoscrivere un testamento pubblico.
La scrittura privata redatta dallo zio del lettore (testamento olografo)   se presenta i requisiti  formali previsti dalla  legge (olografia, data, firma) ed i requisiti sostanziali (non contrarietà a norme inderogabili)  è valida. Inoltre è importante che il testatore  abbia la piena capacità di intendere e di volere nel momento in cui redige il testamento.
Dopo il decesso del testatore, il testamento sarà pubblicato dal notaio e reso opponibile ai terzi.
Se lo zio del lettore al momento della morte  risulterà non avere legittimari rappresentati da figli,  coniuge, e genitori, nessun altro parente potrà vantare diritti sull’eredità dello stesso; difatti i fratelli e le sorelle del de cuius non sono ricompresi tra i legittimari, ovvero tra quei soggetti ai quali la legge riserva  in ogni caso una parte dell’eredità, anche in contrasto con la volontà espressa nel testamento.

SETTIMO QUESITO
Gentile Affaritaliani.it, vi sarei grato se mi deste una risposta al mio dilemma. Volendo restituire una parte di caparra ad un acquirente di un box - premetto che non ha alcun diritto poichè non si è presentato per ben due volte al rogito -,cosa devo fare per  essere certo che il suddetto soggetto non ricambi la mia 'benevolenza'con qualche appiglio legale? è sufficiente una liberatoria o cos'altro? Grazie.

La restituzione della caparra, sia essa confirmatoria, sia essa penitenziale, comporta la corresponsione di somme di denaro. Si consiglia, pertanto, di far sottoscrivere al promittente acquirente una quietanza liberatoria contenente, tra l’altro,  la dichiarazione di null'altro avere a  pretendere in ordine agli obblighi nascenti dal contratto preliminare, e  l'indicazione delle modalità di pagamento delle somme  (se di importo  superiore a 12.500 Euro, occorrerà l'assegno non trasferibile). 

OTTAVO QUESITO
Salve, mi chiamo Vincenzo e volevo dei chiarimenti in merito all'eredità di un immobile: il bene in oggetto è la casa in cui vivo con mio padre, essendo io figlio unico. Mia madre ha ricevuto in donazione la casa dopo essersi sposata, poi purtroppo nel 1991 è deceduta. Mio padre ha rinunciato alla sua parte in mio favore. Volevo sapere se al momento del mio matrimonio questa proprietà rientri  nella "comunione dei beni". Volevo sapere inoltre, se io, sposato, senza figli, e senza mio padre, dovessi decedere,  questa proprietà spetterebbe interamente a mia moglie? Nonostante io l'abbia ereditata prima del matrimonio?
spetterebbe qualcosa ai fratelli di mia madre (i miei zii)? La mia volontà è quella che in  mancanza di figli, mia moglie sia l'unica ereditaria di tutti i miei beni, e che i miei zii non abbiano nemmeno una briciola del mio patrimonio. Come posso fare per ottenere ciò? Un testamento? Grazie per l'eventuale risposta.... attendo con ansia! Vincenzo

Un immobile ricevuto a seguito di eredità o di  donazione rimane  bene personale nonostante la comunione  legale dei beni. In mancanza di figli, di ascendenti, di fratelli e sorelle, al coniuge si devolve tutta l'eredità. Il coniuge, pertanto, subentrerà in tutto il patrimonio del marito, senza necessità di redigere un testamento.

NONO QUESITO
Ho acquistato un terreno su cui ho iniziato a costruire una casa. La questione è che per l'accesso devo transitare per un terreno limitrofo. La domanda è se per il passaggio con auto devo acquisire una servitù oppure ho comunque il diritto il passaggio. Lo stesso vale per il passaggio di tubazioni dell'acqua che devo far passare per l'allaccio all'acquedotto comunale. Grazie R. S.

Per accedere nel fondo occorre convenire con il vicino una servitù di passaggio pedonale e carrabile. Se il fondo è intercluso, il vicino sarà in ogni caso tenuto a concedere la servitù, stabilendola in quella parte in cui l'accesso alla via pubblica è più breve e riesce di minor danno.
Anche per il passaggio di tubazione occorre definire una servitù, che stabilisca il percorso e le modalità del tragitto.

DECIMO QUESITO
Salve, mi chiamo Anna e avrei un quesito da porle. Sono sposata in comunione di beni, la casa di proprietà mia e mia sorella viene espropriata, verrei subito acquistarne un altra con il ricavato ricevuto dall'ente espropriante, l'acquisto casa rientra nella comunione dei beni? Considerando che mi marito è sul punto di chiedere la separazione legale mi conviene aspettare o no, sarebbe prima abitazione comunque e lascerei diritto di abitazione ai miei che anni fa ci donarono l'abitazione ora espropriata, La ringrazio in anticipo dell'eventuale risposta.

Non costituiscono oggetto della comunione legale dei beni e rimangono beni personali del coniuge i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali o con il loro scambio;  occorre, tuttavia,  che nell'atto di acquisto intervenga anche l'altro coniuge per confermare la provenienza delle somme.
Dunque nel caso di specie, sul presupposto che la casa in comproprietà con la sorella sia bene personale della lettrice, nel senso che sia stata acquistata prima del matrimonio o sia stata ricevuta per donazione o eredità, anche il nuovo bene acquistato con la somma corrisposta dall’ente espropriante sarà bene personale. 
A seguito della separazione legale non occorrerà più l'intervento dell’ex coniuge, perchè per legge cessa la comunione legale dei beni.
Dopo l'acquisto, con un ulteriore atto,  potrà essere  costituito a favore dei genitori della lettrice il diritto di abitazione vita loro natural durante.


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