Il notaio/ Donazioni impugnabili dai creditori entro cinque anni

Sabato, 22 gennaio 2011 - 12:38:00


DOMANDA

Pongo gentilmente un quesito:
Sono divorziata da diversi anni, ho un figlio adulto e convivo con un divorziato che a sua volta ha due figli adulti. Io e il mio compagno viviamo nella casa di mia proprietà, comperata prima della relazione.Ho intenzione di sposarmi. Dalle vostre risposte ho capito che nel caso in cui dovessi mancare  la mia proprietà andrebbe divisa metà al coniuge superstite e metà a mio figlio. Come posso tutelare mio figlio lasciandogli l'intera eredità ? Pensavo di intestare la casa a mio figlio e tenermi l'usufrutto. In questo caso mio figlio avrebbe qualche problema o conseguenza negativa? Se mio figlio compera una prima casa può egualmente godere delle agevolazioni ? Grazie infinite.

RISPOSTA
 
La suddivisione dell'eredità al 50% tra il figlio e il coniuge della lettrice si avrebbe solo in mancanza di un  testamento della stessa; in tal caso la ripartizione dell'eredità  è disciplinata dalla Legge.
Qualora  invece la lettrice decida di fare testamento, dovrà tenere presente che al coniuge che concorre con un figlio è riservata una quota di 1/3 del patrimonio ereditario; se tale quota fosse lesa da  lasciti in favore di altre persone il coniuge superstite potrebbe agire in giudizio per vedersi riconosciuta tale quota del patrimonio ereditario.
Allo stesso modo, nel caso in cui la lettrice donasse la casa al figlio  riservando a proprio favore l'usufrutto vitalizio, e in futuro si aprisse la  successione ereditaria della stessa, il marito potrebbe esigere la propria quota di legittima con apposita azione giudiziaria,  avente ad oggetto la  riduzione di eventuali donazioni fatte in vita dal coniuge deceduto.
Difatti la Legge riserva  in ogni caso una parte dell'eredità, anche in contrasto con la volontà espressa in un testamento o in una donazione, ai cosiddetti legittimari rappresentati da  figli,  coniuge, e genitori  nell'ipotesi di mancanza di figli.
Se  la lettrice  riserva a proprio favore  l'usufrutto vitalizio, fino a che dura l'usufrutto,   il figlio della stessa puo' comprare una casa con le agevolazioni "prima casa" (e cio' anche se ha chiesto le agevolazioni "prima casa" nella donazione,  secondo la normativa ad oggi vigente).

DOMANDA:
Buongiorno, avrei 2 quesiti da porLe. Il primo è: mia mamma ha una casa, a lei intestata, che vorrebbe dare a me e mio fratello, in parti uguali. Successivamente poi io vorrei liquidare a mio fratello la sua parte e tenere per me la casa.
Quale è la strada che dobbiamo percorrere? E' più conveniente per noi una donazione o un atto di vendita?
Il secondo quesito invece è questo: mio marito ha un piccolo monolocale, per il quale sta finendo ancora di pagare un mutuo. Tornando a casa di mia mamma, però, vorrebbe venderlo. Vendendo però dovremmo estinguere il mutuo. Sarebbe possibile invece continuare a pagarlo via via girandolo sulla nuova casa? dovrebbe essere intestata anche a lui? Grazie.

RISPOSTA 
Per quanto riguarda il primo quesito le soluzioni possibili sono due:
a) donazione dell'appartamento dalla mamma ad  entrambi i figli e successiva vendita della quota di un mezzo da parte del  fratello della lettrice  a quest'ultima ;
 b) Acquisto  della lettrice direttamente dalla madre dell'intera proprieta' dell'appartamento;   successivamente la  madre potrebbe attribuire  il denaro ricavato dalla vendita  al fratello della lettrice, a quest'ultima e all'eventuale proprio coniuge.
La seconda soluzione e' più opportuna se la mamma e' sposata, poiche' altrimenti la donazione sarebbe impugnabile dal coniuge e l'appartamento successivamente sarebbe difficile da vendere.
Difatti la Legge riserva  in ogni caso una parte dell'eredità, anche in contrasto con la volontà espressa in un testamento o in una donazione, ai cosiddetti legittimari rappresentati da  figli,  coniuge, e genitori  nell'ipotesi di mancanza di figli. Tali legittimari in caso di lesione della  propria  quota di legittima possono agire  nei confronti  di coloro che hanno ricevuto diposizioni testamentarie o donazioni lesive dei propri diritti,  al momento della morte del donante  e/o del testatore ed entro  dieci anni da questa data.


Per quanto riguarda il secondo quesito è molto complicato "spostare" l'ipoteca su altro immobile; e' una procedura normalmente non seguita, poiche' comunque e' necessario reiscrivere l'ipoteca sul nuovo immobile. La soluzione piu' agevole  è quella di   contrarre  un nuovo mutuo estinguendo il precedente.

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