Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it
Diritti per moglie separata
Buongiorno, sono Rosa e le espongo questo problema, mio genero ha deciso di separarsi legalmente da mia figlia, hanno 49 e 52 anni, sono sposati da 14 e non hanno figli, mia figlia ha dovuto lasciare il lavoro un anno dopo il matrimonio e da allora ha svolto solo lavori precari, attualmente è disoccupata, mio genero ha un impiego stabile e una casa di proprietà già sua al momento del matrimonio, mia figlia ha sin'oggi collaborato con il lavoro domestico e i lavori precari all'andamento familiare, inoltre anni fa ho venduto un appartamento e dato il ricavato a mia figlia e mio genero per aiutarli, ogni mese regalo a mia figlia parte della mia pensione proprio perchè lei non lavora e mia figlia impiega questa somma per la famiglia, mio genero è orfano e figlio unico, ha solo alcuni parenti indiretti (cugini del padre), se mio genero chiede la separazione per incompatibilità di carattere come ha intenzione, mia figlia è costretta a lasciare l'abitazione? mio genero deve comunque passarle il mantenimento? e in caso di decesso, mia figlia erediterebbe comunque la casa dove risiedono attualmente? Ringrazio per l'attenzione, saluti Rosa
RISPOSTA
L'assegnazione della casa coniugale e il mantenimento del coniuge che non lavora possono essere oggetto degli accordi di separazione o, in caso di mancato accordo, vengono decisi dal giudice. In ogni caso, sino alla sentenza che pronuncia il divorzio, il coniuge conserva tutti i diritti ereditari sul patrimonio dell'altro coniuge, nonostante siano in corso o siano stati omologati gli accordi di separazione personale.
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Separazione dei beni ed eredità
Sono sposato con figli avuti da un precedente matrimonio, mia moglie anche lei precedentemente sposata ha una figlia avuta dal primo marito, siamo in regime di separazione dei beni. Ultimamente ho avuto in eredità da mio padre dei terreni e una casa, in caso di mia morte queste proprietà sono di pertinenza esclusiva per le mie figlie? Rientra in successione anche mia moglie? e se si come posso fare perche tutto vada alle mie figlie?
RISPOSTA
La separazione dei beni non incide in alcun modo sulla successione ereditaria. Chiaramente, tutti i beni che risulteranno di proprietà, al momento della sua morte, entreranno a far parte della successione in cui rientreranno le sue figlie e anche la sua attuale moglie. Lei potrà assegnare, però, i beni di famiglia alle sue figlie con una donazione in vita o con un testamento. Tenga presente ,però, che la sua attuale moglie ha comunque diritto (c.d. diritto di legittima) ad una quota pari ad un quarto del suo intero patrimonio (calcolato sommando il valore del patrimonio donato in vita e quello che resta alla morte). Se, al momento della morte, sua moglie non avrà ricevuto tale legittima, potrà impugnare le donazioni o il testamento per ottenere quanto le spetta.
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Eredità
Gentile notaio,
sono un affezionato (iscritto) del sito di Affaritaliani e della sua rubrica. Non sono riuscito a inviare l'email dal sito e quindi utilizzo in anonimo il mio indirizzo di alice e nella fattispecie le pongo le seguenti domande: mia madre convive (da tre anni) con un nuovo compagno nella casa acquistata in comunione dei beni nel 1983 da lei e mio padre che è morto nel 1997; che diritti abbiamo io e mia sorella nel caso dovesse morire nostra madre?
Cosa può eventualmente rivendicare in nuovo compagno (senza figli) che vive con lei nella casa? Quale potrebbe essere la soluzione più corretta per la suddivisione dei beni che tuteli le due figlie e gli eventuali diritti acquisiti del convivente?
Grazie per le gradite risposte che mi vorra' dare.
Cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile lettore,con l’attuale legislazione, non sono riconosciuti diritti ereditari per i conviventi. In mancanza di testamento, l’eredità di sua madre spetterà, in parti uguali, a lei e sua sorella e nulla potrà rivendicare il convivente. Sua madre, però, potrà liberamente assegnare, per testamento o con una donazione, una quota di 1/3 di eredità del suo intero patrimonio (p.e., nel caso in cui nel patrimonio ci fosse solo la casa, sua mamma, essendo già proprietaria di 4/6, potrebbe liberamente disporre solo dei 2/9 della casa) a chi vuole e, quindi, anche al convivente.