La Maddalena Nicole resiste. Pennette alla traditora per tutti

Martedì, 17 luglio 2012 - 17:06:00


 

Premesso che Nicole Minetti non mi è simpatica, che è bella ma non è il mio tipo (né credo io il suo) e che appartiene ad un universo di valori molto lontani dai miei, trovo vergognoso come è stata trattata negli ultimi giorni, il livore dei suoi e l’indifferenza di tutti gli altri. La vicenda è chiara, Nicole Minetti è stata nominata consigliere regionale della Lombardia nella fase Caligola di Berlusconi. Non essendo il nostro un grande cultore della democrazia parlamentare a tutti i livelli aveva pensato di omaggiare una cortigiana fedele e intraprendente con una sinecura prestigiosa e ben remunerata e solo il casino successivo ha fatto emergere come scandalo una pratica certo censurabile ma ampiamente invalsa, quella del potente che omaggiava amanti, amici e servitori con cariche pubbliche.

La Minetti sembra una ragazza sveglia, profondamente convinta che essendo nata bella (e avendo aggiunto qualche aiutino) avrebbe potuto raggiungere buoni risultati economici e di carriera esaltando e offrendo la propria venustà come un giocatore di basket offre la propria altezza nell’NBA o la donna barbuta il proprio irsutismo al circo. Così ha fatto, aggiungendovi doti manageriali e organizzative, oltre che una fedeltà al capo e un sangue freddo non comuni. Come le ex donne di vita che diventavano tenutarie o gli ex calciatori che diventano dirigenti, la nostra è partita da un dato meramente fisico (essere bona) per diventare una figurina piccola ma importante dello zoo di Berlusconi.

 

Una figurina, si badi bene, che solo le persone sciocche e senza fantasia possono considerare peggiore delle altre, ugualmente cortigiane e spesso anche più smidollate e leccaculo. Che la Minetti non fosse il peggio si è capito in questi giorni. Convinto che per sostenere quella specie di stanchissimo ritorno che si sta preparando a fare, che puzza di delirio di un vecchio che vede che la ditta in mano ai prestanome va in malora e vuole riprendersi tutto (una follia patetica, ma siamo in Italia, magari funzionerà), serva una mano di bianco, Berlusconi vuole cacciare la povera Nicole. Ma la figurina, e qui sta la novità, non ha solo tette e culo ma anche carattere, e resiste.

Forse non lo fa per senso delle istituzioni ma a Berlusconi (a cui ha già dato del culo flaccido) per ora non ha obbedito. Magari sta trattando sul pezzo, sugli anni di contratto, sui metri quadri, ma intanto sta lì, fa aspettare e soprattutto fa vedere chi sono i veri servitori. Ha fatto capire, qualora ce ne fosse bisogno, che il segretario del Pdl conta e serve meno di niente e che buona parte dell’ex partito di maggioranza relativa è fatto di quaquaraquà che ieri facevano i libertini quando il capo aveva voglia di trombare e oggi indossano il cilicio.

No grazie, molto meglio Nicole e le sue magliette da strappona. Si dirà che non solo la Minetti non ha meriti per sedere in un’assemblea rappresentativa, ma che è anche inquisita per reati poco commendevoli. Ok per la seconda, ma il garantismo non è una cicca che si tira come si vuole, e forse ok anche per la prima. Ma la povera Nicole è effetto e non causa della morte delle assemblee elettive e se potessi scegliere vorrei non solo meno Nicole Minetti in parlamento ma anche meno avvocati e commercialisti ignoranti, presuntuosi e maneggioni che da ambedue le parti scrivono le leggi. Mi sarei aspettato, in tutta questa vicenda di una donna che, anche solo per tigna, rifiuta di essere trattata non solo da mignotta ma anche e soprattutto da cosa, una parolina da tutte le Savonarole in circolazione. Forse era finita la bava alla bocca, forse stavano in riunione per decidere le prossime nomine che Bersani chiederà loro, forse si stavano preparando al lancio mondiale de “Il corpo delle donne” in vista della sua definitiva consacrazione a Hollywood e della sua introduzione come visione obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ma per la Minetti non hanno trovato un minuto. Non sono cattolico, ma mi hanno insegnato che Gesù Cristo (per molti versi un bacchettone), perdonò la Maddalena e ci fece pure amicizia. La Maddalena Minetti non sembra invece meritare tanto. I cattolici, fortunati loro, hanno la fede e la pietà. Alfano, la Santanché, tutti i sepolcri imbiancati che ora si accorgono che la Minetti non ha lo standing per fare il consigliere regionale perché lo dice il padrone e le lobbyste in gonnellone a fiori no. Se Non Ora Quando si vergogneranno un po’?

 

acquolina 9/12 carbonara

La ricetta: pennette alla traditora

Un ricettina estiva, molto semplice e dal nome evocativo che suggeriamo di servire nel prossimo incontro ad Arcore degli ascari impegnati nella riabilitazione di Berlusconi al grido di “Una lavata, un’asciugata e non sembra nemmeno utilizzata!”.

Ingredienti: 300 gr di pennette di grano duro, 1 scatola di ventresca di tonno in olio d’oliva, 3 pomodori San Marzano maturi, 200 gr. di fagioli borlotti, olive nere a piacere, una mozzarella di bufala, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Cuocere le pennette, cuociono in molta acqua bollente (salatela bene che poi dovrete passarla sotto l’acqua). In una casseruola mescolate il tonno, i pomodori a spicchi sottili, i fagioli sbollentati e raffreddati (se volete usate quelli in scatola), le olive tagliate a metà. Condite con olio, sale e pepe.? Quando le pennette saranno cotte al dente, passarle un minuto sotto l'acqua fredda e versarle poi nella casseruola mescolandole bene al condimento. Lasciatela riposare in frigo per circa un'ora. Al momento di servirla, aggiungetela mozzarella di bufala sgocciolata e tagliata a dadini. Beveteci sopra un bianco leggero e secco, come una Falanghina del Sannio. Nel frattempo, Hasta Siempre Nicole!, offri il tuo capace petto alle bordate dei traditori e leccaculo, sorridente e sfrontata come in Via della Spiga. Noi spiriti liberi ti staremo dietro, e sappiamo che ci perdonerai se intanto ti daremo un sbirciatina al sedere.

 


Affari Italiani - Duetto Corona Minetti





 

 



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