| L'ABBINAMENTO: CAESAR SALAD Straordinario stomaco che digerisce culture, esperienze e cibi, l'America ha prodotto anche questa insalata con nome e ingredienti italiani che volentieri dedico al neo-presidente. Ingredienti: 1 cespo di lattuga romana, pane da abbrustolire, succo di limone, olio d'oliva, parmigiano grattugiato e a scaglie, pepe nero, 2 spicchi d'aglio, acciughe, sale. Preparazione: Tagliare il pane a stisce, distribuirlo su una placca da forno, ricoperta di carta oleata, versare un filo d'olio e infornare, fino a quando i crostini saranno dorati. Pulire e tagliare la lattuga romana. Emulsionare gli ingredienti per il condimento: limone, aglio, acciughe,olio, pepe, sale, parmigiano. Disporre l'insalata su un piatto largo, cospargere di crostini. Distribuire il parmigiano a scaglie sottili e condire con la salsa. È' ottima anche con del petto di pollo grigliato. Sempre in onore di Obama beveteci sopra un rosso del Sudafrica, ad esempio un Merlot. Non abusatene però, altrimenti rischiate di fare la fine di quel consigliere comunale del PD che è stato fermato dai vigili perchè stanotte cantava a squarciagola "Vorrei la pelle nera". |
Dopo che l'ultimo consigliere circoscrizionale si è dichiarato e ha rilasciato ai propri famigliari commenti sull'esito delle elezioni americane (quando non è andato direttamente sul posto a seguire le elezioni, ah la casta…)
è giusto che anche un cuoco regali ai lettori il proprio commento.
Per quello che ci ho capito, da umile cuoco che però sa l'inglese meglio di Rutelli, la vittoria di Obama non è la riscossa di Veltroni e dell'Ulivo mondiale (e menomale, vi immaginate un Franceschini globale?) né l'affermazione definitiva del berlusconismo in America (ma nel PDL non era contro l'assunzione di droghe?). Nondimeno, forse la vittoria di Obama dice alcune cose anche al nostro povero paese.
Ha vinto un uomo straordinariamente energico e carismatico, un leader che ha saputo prendere per mano le paure degli elettori e trasformarle in consenso politico raccontando una storia credibile, usando straordinariamente tutte le possibilità dei media anche senza essere Mara Carfagna.
Ha vinto un uomo attento alla coesione sociale ed alle ricaduto dell'economia globale sui lavoratori. Senza essere di sinistra Obama ha interpretato a meraviglia questo bisogno di protezione da parte degli americani.
Ha vinto un politico giovane e coraggioso che ha battuto il favorito del suo partito in primarie vere senza patti di desistenza o accordi in attesa che venga il proprio turno.