Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Attenzione al verde che ipnotizza

Di Lorenzo Masini
action woman

Come si attraversa la strada a un semaforo? E se il semaforo è rosso dove è meglio posizionarsi sul marciapiede in attesa che diventi verde? Nessuno si pone questa domanda. In automatico tutti attraversano la strada a un semaforo senza fare attenzione ai mezzi che sopraggiungono, sicuri che il verde sia una specie di immunità. E quando sostano sul marciapiede in attesa che il semaforo diventi verde, si pongono nel luogo più pericoloso in assoluto. Analizziamo questi comportamenti e vediamo come una Action Woman invece agisce in modo corretto in questi frangenti.

Attraversa a un semaforo e viene travolto da un taxi. E’ accaduto a Firenze a fine giugno di quest’anno. È solo un episodio delle centinaia che accadono ogni anno di cui solo poche decine salgono agli onori della cronaca, spesso perché terminano in tragedia. Come è possibile morire attraversando la strada a un semaforo che è verde per i pedoni e rosso per le auto? Perché l’auto non rispetta il segnale e il pedone non la vede arrivare, così l’impatto è inevitabile. Un investimento a un semaforo è la concomitanza di due distrazioni: quello dell’autista del mezzo che investe e quello della vittima, che attraversa senza guardare chi sta arrivando. Si fida del verde che l’autorizza passare, si fida del fatto che le auto si fermino. Si fida! Non fa prevenzione, mette la sua vita in mano ad altri. Il semaforo verde dà il permesso di attraversare, consente la precedenza, ma se qualcuno la precedenza non la riconosce, perché distratto o perché ha un malore, o per mille altri motivi, si rischia l’impatto. Ed è perfettamente inutile che poi il pedone abbia ragione.

A fronte delle conseguenze fisiche, a volte estreme, nessuna ragione è sufficiente a ripagare il danno. Si possono evitare i rischi di essere investite da un mezzo (anche questa è una aggressione) attraversando la strada? Certamente, basta porre attenzione nell’atto dell’attraversamento, basta guardare il movimento delle auto e rendersi conto di ciò che sta accadendo. Si chiama fare prevenzione. La maggior parte delle donne non la fa. Esattamente come attraversa una strada con le cuffiette ascoltando musica o parlando al telefono, avvolta nei pensieri, assolutamente avulsa dal contesto che la circonda, rischiando l’investimento, o rischiando di essere aggredita non da un auto ma da un malvivente. Per evitare tutto ciò occorre fare attenzione a quello che accade attorno noi. Anche la posizione sul marciapiede in attesa che il semaforo ci dia il permesso di passare, ha la sua importanza. La maggior parte delle persone si accalca a ridosso del ciglio della strada. In vie particolarmente affollate spesso si possono vedere decine di persone ferme a un semaforo, la cui prima fila è sul bordo del marciapiede e le altre dietro a ridosso dei primi, pronti a scattare appena arriva il verde. Tutto questo mentre le auto sfrecciano a pochi centimetri dalle persone.

Ma che accade se un pedone della seconda fila, che vede scattare il verde, inizia l’attraversamento e per farsi strada urta inavvertitamente e senza volerlo un pedone della prima fila? La spinta potrebbe spingere il pedone avanti a perdere l’equilibrio e a fare uno, due passi in avanti, invadendo la corsia stradale. E se nel frattempo sta soggiungendo un mezzo che passa col rosso, magari una moto che ha fatto un soprasso sulla destra? Il rischio è che il pedone venga travolto. Alla luce di questo esempio qual è allora la posizione migliore da adottare quando si attende di attraversare un semaforo? Spalle a un edificio, a un muro, a un palo, a qualsiasi cosa che ci protegga le spalle, possibilmente lontano dal ciglio della strada. Questo è fare prevenzione. Posso immaginare però che qualcuna di voi in questo momento stia pensando: tutto giusto ma che c’entra col rischio di aggressione? E allora vi faccio un altro esempio. Supponiamo che siano le 20,30 di sera del 27 gennaio. Fa freddo, in giro quasi nessuno, siete in una strada di periferia avete fatto tardi al lavoro e vi state recando all’auto. State camminando di fretta, anche per evitare brutti incontri. Alla fine della strada sull’angolo di un grande edificio industriale c’è un semaforo. Arrivate nel momento in cui per i pedoni scatta il rosso. Quindi vi fermate e aspettate sul bordo del marciapiede, concentrate in attesa del verde.

Se dietro l’angolo c’è un malintenzionato che sta aspettando una vittima per aggradirla, voi, spalle all’angolo, concentrate sull’attesa del verde, col rumore delle auto che sfrecciano, quante possibilità avete di non essere aggredita, di non diventare una ideale vittima? Nessuna possibilità! Voi in quella posizione siete una vittima ideale! Molto meglio fermarsi una decina di metri prima dell’angolo dell’edificio e attendere di attraversare stando spalle all’edificio, evitando di concentrarsi solo sul rosso del semaforo ma guardando a destra e a sinistra

Lorenzo Masini
Hai delle domande? Scrivimi mail: lorenzo@lorenzomasini.it
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