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Action woman
Gli altri ci guardano, attenzione a cosa diciamo col nostro corpo

Nessuno sa leggere nel pensiero eppure ci basta guardare una persona per tranciare un giudizio: quella è una persona elegante, quella ha stile, quella è sicura, quella è una poco di buono, quella è allegra, quella è triste, quella non capisce nulla, quella è furba. Da cosa traiamo le nostre conclusioni sull’altro? Semplicemente da ciò che vediamo, dalle azioni, dagli atteggiamenti dell’altra persona. Ma vale anche all’inverso, ovvero gli altri giudicano noi per le nostre azioni e i nostri atteggiamenti. Perché per gli altri noi siamo ciò che facciamo. Vediamo come ciò può essere sfruttato a nostro favore.

Nel mio corso Action Woman Self Security il primo concetto che affronto insieme alle corsiste, è quello che per gli altri, noi siamo ciò che facciamo. Prima di approfondire il significato guardate un secondo la foto qui sopra: secondo voi qual è lo stato d’animo della donna in altro a sinistra della foto? E delle altre tre? Beh qualunque cosa abbiate pensato, ciò che conta è che avete comunque dato una risposta, probabilmente senza nessuna indecisione. Ma come avete fatto se le immagini non parlano, non c’è descrizione e le persone non le conoscete? Semplicemente perché avete interpretato ciò che i loro atteggiamenti suggeriscono: una persona è arrabbiata perché si mostra arrabbiata. Una persona è allegra perché appare allegra. Se canticchiamo siamo sereni e spensierati, se alziamo la voce siamo arrabbiati, se ci muoviamo rapidamente siamo di fretta, se ciondoliamo siamo svogliati, se abbiamo un vestito spiegazzato siamo poco attenti, se abbiamo la scrivania piena di cartacce siamo disordinati. Ciò che facciamo parla per noi, racconta chi siamo, o meglio, ciò che sembriamo essere. Infatti non sempre ciò che facciamo corrisponde esattamente a ciò che siamo. Per esempio, quante volte vi sarà capitato di sentirvi chiedere da amici se eravate giù di corda o se c’era qualcosa che vi stava preoccupando, semplicemente perché le persone attorno a voi vi hanno visto con una espressione seria in un contesto allegro. Magari in quel momento eravate tranquillamente seduti al tavolo dopo una bella cena, eravate rilassati e concentrati su quanto stava accadendo attorno a voi. Non eravate sorridenti, non stavate parlando, eravate semplicemente in relax. Ma chi stava attorno a voi ha interpretato male. In quel momento voi sembravate seri ed invece eravate solo semplicemente assorti e forse un po’ assenti con la mente, ma interiormente sereni.

E questo ci porta a due conclusioni, noi possiamo sembrare ciò che non siamo; gli altri ci osservano e ci giudicano anche quando non ce ne accorgiamo. Queste due conclusioni sono molti utili per cercare di prevenire le aggressioni. Nell’ultimo articolo ci eravamo lasciati scrivendo che un lupo non attacca mai un altro lupo, ma sceglie un agnello. Ovvero un possibile aggressore, un malvivente non attacca la prima preda che capita, ma sceglie quella apparentemente più indifesa per aumentare le sue probabilità di successo. In base a cosa giudica se una donna è più o meno indifesa e quindi più o meno facile da aggredire? Dai segnali di insicurezza che manda, dall’atteggiamento che ha. Se si muove in modo indeciso, insicuro, sarà una donna più facilmente aggredibile e suggestionabile di una donna forte che si muove con piglio deciso. Una donna che ha una postura sicura, tiene lo sguardo alto, una espressione serena e sicura del volto, si rende conto di ciò che gli accade intorno, si muove con fare deciso, ha un passo controllato, né troppo lento né troppo rapido, manda un segnale di sicurezza, non solo a sé stessa ma al resto del mondo che la osserva. Di contro una donna che si muove a testa china, sguardo rivolto costantemente verso il basso, movimenti rapidi di chi si sente a disagio, che tende a isolarsi dal contesto magari ascoltando la musica in cuffia disinteressandosi di ciò che le accade attorno, quella è una preda ideale per un aggressore. Di recente a Milano hanno arrestato uno che aggrediva le donne alla luce del giorno nelle strade attorno al Monte Stella, quartiere QT8. Sceglieva una strada abbastanza isolata e aspettava il passaggio di una donna, optando per quelle più distratte e più facilmente suggestionabili, in modo che fosse facile sorprenderle, impaurirle ed evitare che gridassero, almeno finché lui non se ne fosse andato. Con questa strategia sistema ne ha aggredite oltre 30, sempre nello stesso quartiere.

Lorenzo Masini
Hai delle domande? Scrivimi mail: lorenzo@lorenzomasini.it
Vuoi conoscere le prossime date dei corsi Action Woman? Vai sul sito: www.actionwoman.org

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