E l’antropologo della mente?

a cura di Alessandro Bertirotti

L’eccellenza esiste anche da noi

La rubrica di Affari "E l’antropologo della mente?", a cura di Alessandro Bertirotti

Ho avuto la possibilità di partecipare, assieme ad altri colleghi, a Pienza, in provincia di Siena, al Campus per le Eccellenze Studentesche, organizzato dall'Istituto comprensivo John Lenon di Sinalunga, con la collaborazione della Asl n. 7 di Siena, la Coop Soci dell'Italia centrale, e il Centro Lorenzo Mori.

Le ragazze e i ragazzi prescelti e presenti, tutti tra quattordici e quindici anni, hanno assistito alle mie lezioni sul funzionamento del cervello, i comportamenti affettivi adolescenziali, l'acquisizione delle abilità esistenziali (life skills) ed un approfondimento dedicato al concerto per pianoforte ed orchestra K. 467 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Oltre alle lezioni con me, i quattro gruppi in cui i ragazzi erano suddivisi si sono dedicati al buon andamento della struttura che ci ospitava, il Seminario della città di Pienza, preparando il cibo per tutti,apparecchiando e sparecchiando la tavolasistemando le proprie camere ogni mattina e, infine, documentando ciò che stava accadendo.

Questa mia prima esperienza, grazie alla quale ho potuto acquistare un'ulteriore fiducia verso le sorti di questo paese, anche se i consigli che personalmente ho dato ai genitori di questi ragazzi sono rivolti a prospettive estere, è stata indubbiamente importante, specialmente in riferimento al ruolo che la scuola dovrebbe svolgere.

In sostanza, non possiamo lamentarci se la società italiana presenta in molti settori della propria attività individui di basso profilo intellettuale,senza cercare di migliorare questa situazione formando le eccellenze intellettive. È come buttare in mare un dono prezioso che la natura ha voluto dare a questa nazione, mentre solo coloro che riescono ad appiattirsi sullo sfondo di tutti gli altri andranno avanti, avranno un ruolo a scapito di questi giovani eccezionali che, una volta assaporato l'ambiente estero, non ritorneranno più.

Ebbene, questa esperienza è forse uno dei pochi tentativi di produrre eccellenza, innanzi tutto "subito", ossia quando gli studenti frequentano ancora la scuola nel pieno della formazione della struttura cerebrale, coinvolgendoli in lezioni in cui si istruiscono in grammatica, geografia, neurologia, matematica, linguistica e filosofia, senza nessuna soluzione di continuità. Il nostro cervello non ama le differenze nel ragionamento, perché quest'ultimo è il frutto di un’interconnessione costante e continua di capacità ed abilità, mentre le singole discipline ne rappresentano solo le differenze di codice utilizzato.

Ho terminato le lezioni certamente con dispiacere, ma compiaciuto rispetto all'intelligenza umana che si sta affrancando da una intelligenza che sembra invece dimostrare di non essere all'altezza della propria creatività, specialmente rispetto alla necessità di approntare piani di realizzazione di se stessa nel futuro.

E non sono ragazzi tristi, oppure problematici, come si potrebbe pensare secondo una tradizione romantica del tutto sorpassata, ma sono invece come la gran parte dei ragazzi di oggi: scherzosi, burloni, simpatici, amorevoli gli uni verso gli altri.

Insomma, dopo questa esperienza ho la netta sensazione che l'intelligenza sia alla base anche di un pensiero etico, mentre si tende ad attribuire all'etica un ruolo legato ai giudizi personali sulle cose, mediate dalla morale, ma che possono, in qualsiasi momento, essere ricondotti ad atteggiamenti che si attivano se stimolati adeguatamente.

E dunque, anche questa volta, è emerso chiaramente che noi tutti contribuiamo a creare frustrazioni in coloro che un giorno potrebbero davvero essere i nostri nocchieri, facendo di tutto per nasconderli persino alle generazioni future.

Ora la globalizzazione è ancora economica, ma si sta trasformando sempre di più in globalizzazione eccellente di intelligenze umane.

Cerchiamo di non farci scappare questa ulteriore possibilità evolutiva,del tutto italiana.

 

L'AUTORE - Alessandro Bertirotti è nato nel 1964. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l'Università degli Studi di Firenze. È docente di Psicologia Generale presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova e Psicologia del rischio presso la Facoltà di Ingegneria di Palermo. Il suo sito è www.alessandrobertirotti.it


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