E l’antropologo della mente?

a cura di Alessandro Bertirotti

A- A+
E l’antropologo della mente?

Archimede, incaricato dall'imperatore Ierone di scoprire l'eventuale truffa perpetrata a suo danno dall'orafo che aveva il compito di realizzare una corona tutta d'oro, utilizzando invece altro materiale, sa come giungere alla verità, perché ha chiaramente presente che deve calcolare il volume dell'oggetto. Non sa però come farlo, perché la corona ha una forma irregolare.

Un giorno, mentre si sta immergendo in una vasca ai bagni di Siracusa, si accorge che al suo immergersi è fuoriuscita una certa quantità di acqua. Egli intuisce che è proprio la quantità di acqua fuoriuscita a rappresentare il volume del suo corpo che si è immerso nella vasca e giunge così a comprendere che con lo stesso metodo avrebbe potuto conoscere il volume dellacorona.

Il grande matematico-filosofo sembra che abbia fatto la scoperta per caso, ma in realtà il procedimento mentale utilizzato, semi-cosciente per tutti coloro che fanno ricerca, si definisceserendipità, anche se possiede alcune caratteristiche tipiche dell'abduzione.

Se il matematico Archimede non si fosse recato ai bagni, non avesse trovato la vasca piena d'acqua, non avrebbe mai intuito il principio per misurare il volume di un solido non regolare. E qui, siamo di fronte alla serendipità, proprio perché egli non pensava minimamente di trovare la soluzione immergendosi in una vasca.

Eppure, è assai probabile che prima di Archimede altre persone avessero avuto la sua stessa esperienza, vale a dire la fuoriuscita dell’acqua nel momento della propria immersione in una vasca stracolma. Nessuna di queste, aveva però messo in relazione il volume dell’acqua debordata con quello del corpo che si era immerso.

Quello che invece fa il filosofo siracusano è di osservare la fuoriuscita dell'acqua, e questa è la prima premessa inconfutabile, aggiungendo la seconda, probabile ma non certa, ossia che l'acqua uscita potrebbe essere uguale al volume del corpo immerso. Trae allora una conclusione: “se la corona è tutta d'oro, una volta immersa, farà uscire un volume d'acqua pari al suo", un ragionamento che ha la stessa probabilità della seconda premessa. Sarà poi la prova dei fatti, il metodo empirico scientifico, a stabilire se il processo d'abduzione (la deduzione della seconda premessa dalla prima) di Archimede è giusto o meno.

Eppure si sente allora dire che una persona “ha avuto fortuna, ma se non fosse accaduto quel fatto non avrebbe mai scoperto nulla”. Non si comprende, invece, che spesso le grandi scoperte scaturiscono dalla serendipità, ma che non tutte le persone sono capaci di comprendere che un evento inusuale sia la spiegazione di un grande enigma (abduzione).

Quando Pasteur afferma che “il caso favorisce le menti preparate”, egli considera la sorte non come un colpo di fortuna o del destino, ma come un elemento utile per scoprire qualcosa solo se si è nelle condizioni mentali di farlo. Ecco perché il caso passa inosservato se ad osservare non c’è una mente preparata.

In questo modo, Pasteur ci aiuta a comprendere che il colpo di genio è in realtà una dote costruita con il passare del tempo, frutto di studio e di lavoro e di connessioni neuronali efficaci su alcuni elementi di conoscenza. Ecco perché la storia del Serendippo, e dunque laserendipità, può essere applicata solo da chi ha una mente preparata.

Il termine serendipità è stato coniato da Horace Walpole, dopo la lettura della novella di Cristoforo Armeno, Tre principi di Serendippo. Serendip è un antico nome dello Sri Lanka. Nella novella si narra di tre principi coltissimi, inviati a fare esperienza nel mondo dal padre, il re Giaffer. Durante il viaggio incontrano un cammelliere disperato perla perdita del proprio cammello. I tre, volendosi burlare dell’uomo, dichiarano, mentendo, di aver visto passare il cammello lungo il loro cammino, portando come prova l'averlo visto cieco da un occhio, zoppo e senza un dente. Il cammelliere crede ai tre principi, e ripercorre a ritroso la strada fatta dai tre, senza però trovare il cammello. Il giorno seguente, l’uomo incontra nuovamente i tre principi, i quali, per dimostrare di non aver mentito, aggiungono altri tre elementi al racconto della loro visione. Ora, il cammello aveva una soma, carica da un lato di miele e dall'altro di burro, e portava con sé una donna incinta. Di fronte a questi particolari, il cammelliere crede totalmente ai tre principi, ma, vista la sua infruttuosa ricerca, li accusa di avergli rubato il cammello.

In seguito, i nobili, imprigionati nelle segrete del castello dell'imperatore Beramo, affermano di aver inventato tutto per burlarsi del cammelliere, ma purtroppo le apparenze li inchiodano e sono così condannati a morte perché reputati ladri. Per caso, un altro cammelliere, trovato il cammello e riconosciutolo, lo riconduce al legittimo proprietario. Dimostrata in tal modo la propria innocenza, i tre principi vengono liberati, non senza una adeguata spiegazione di come abbiano fatto a descrivere l'animale così precisamente, senza averlo mai visto.

I tre rivelano che ciascun particolare del cammello è stato immaginato, grazie alla loro capacità di osservazione e alla loro sagacia interpretativa. La cecità da un occhio si dimostra dal fatto che, pur essendo l’erba migliore da un lato della strada, è brucata quella del lato opposto, e ciò è possibile solo se l'animale possiede l’occhio opposto sano; che fosse privo di un dente, lo dimostra l'erba mal tagliata che si osserva per la via; che fosse zoppo, poi, lo svelano, senza ombra di dubbio, le impronte lasciate dall'animale sulla sabbia.

Circa l'ulteriore spiegazione del carico, i tre nobili affermano di aver dedotto che il cammello portasse da un lato miele e dall'altro burro, perché lungo la strada da una parte si accalcavano le formiche (amanti del grasso) e, dall'altro, le mosche (amanti del miele);  il cammello aveva sul proprio dorso una donna, perché in una sosta il passeggero si era fermato ai lati della strada ad urinare, e questa urina era stata odorata da uno dei principi per curiosità. Questo aveva fatto sì che egli fosse "assalito da una concupiscenza carnale", stimolabile solo da urine di donna, e che per questo avesse dedotto che il passeggero non poteva che essere una donna. Infine, la donna doveva essere gravida, perché dinnanzi alle orme dei piedi, c'erano quelle delle mani, usate dalla donna per rialzarsi a fatica visto "il carico del corpo".

Le spiegazioni dei tre principi stupiscono a tal punto il re Beramo, che decide di fare dei tre giovani sconosciuti i propri consiglieri. Da quel momento in poi, i tre principi in incognito offrono così i loro servigi all'imperatore, salvandogli anche la vita, oltre a risolvergli situazioni difficili e persino prevedendo il futuro.

Riguardo a tale novella, Walpole così scrive all’amico Horace Mann: “Ora capisci cosa intendo per serendipità? Devi ammettere che nessuna scoperta di una cosa che si sta cercando rientra in questa descrizione”.

Bene, questo scritto evidenza chiaramente che, una volta tornati dalle vacanze, possiamo considerare il nostro futuro prossimo come fossimo i tre principi che hanno visto in estate un cammello, immaginandolo secondo la propria sagacia e creatività, oppure considerarlo perso, come credeva il cammelliere.

Adottare una delle due possibilità di ricerca, significa intuire il modo per organizzare la propria esistenza professionale e di vita nei prossimi anni, che ci permetterà di procedere nel nostro cammino esistenziale, con fatica ma fiducia, oppure continuare a lamentarci di tutto quello che la nostra mente continua a non voler vedere, oltre il naso degli altri… specialmente quelli dei politici.

L'AUTORE - Alessandro Bertirotti è nato nel 1964. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l'Università degli Studi di Firenze. È docente di Psicologia Generale presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova e Psicologia del rischio presso la Facoltà di Ingegneria di Palermo. Il suo sito è www.alessandrobertirotti.it

Tags:
vacanze
in vetrina
Faceapp, l'app che invecchia è virale. Ecco i vip con 30 anni in più. FOTO

Faceapp, l'app che invecchia è virale. Ecco i vip con 30 anni in più. FOTO

i più visti
in evidenza
Vale Rossi, topless della fidanzata Francesca, le foto spettacolari

GOSSIP E GALLERY VIP

Vale Rossi, topless della fidanzata
Francesca, le foto spettacolari


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
MINI Clubman Mayfair Edition: un’edizione esclusiva per il mercato italiano

MINI Clubman Mayfair Edition: un’edizione esclusiva per il mercato italiano


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.