Continua la nuova rubrica di Affaritaliani.it
- 'Arancini padani' - del neo-deputato della Lega Nord Matteo Salvini, vicesegretario del Carroccio lombardo. Il titolo allude al bar della Bouvette, nel Transatlantico di Montecitorio, dove vengono sfornati senza soluzione di continuità splendidi arancini per gli onorevoli, spesso trangugiati tra un voto e l'altro, a volte perfino gratis. E come gli arancini di Montalbano, di Camilleri, ecco gli arancini di Salvini, leghista e padano doc. Negli arancini c'è il riso (lo scherzo, l'ironia) ma anche il sapore di un piatto siculo mediato dalla romanità di Montecitorio. C'è dunque il sapore dell'Italia provato da papille gustative estranee e spiazzanti.Per Gianni di Bergamo "
ha vinto il partito trasversale dei mercanti di schiavi", per Walter di Brescia "è una vergogna che ci si possa nascondere dietro il voto segreto", per Stefano "Maroni non solo non deve arrendersi ma deve accelerare perché la gente è con lui", per Fabio di Lovere "visto che il Piddì è in estinzione, i conti li dobbiamo regolare con i finti amici del Pidielle".
Fin qui le voci dei leghisti, giovedì mattina su Radio Padania Libera, arrabbiattura facilmente immaginabile. Ma ci piacerebbe che in casa Berlusconi-Fini si ascoltassero anche le voci dei loro elettori, in alcuni casi ex-elettori.
Rossana di Parma ringrazia per il voto salva-clandestini di mercoledì dicendo che "così finalmente anche mio marito si è convinto che il Pdl non è né carne né pesce e la Lega è l'unica via d'uscita in questo momento", Ferruccio imprenditore milanese annuncia "l'addio a Forza Italia, questo è davvero troppo", Roberto di Trieste, passato di militanza in An alle spalle, ci tiene ad esprimere "tutta la mia incazzatura per il tradimento di un mandato elettorale chiaro in tema di immigrazone e sicurezza, forza Maroni". Marco di Milano invece è arrabbiato perchè "nessuno mi rimborserà i soldi che sarò costretto a spendere per un antifurto nuovo", mentre Riccardo di Brescia "aspetta al varco Berlusconi quando si parlerà di intercettazioni e roba simili". Augusto di Lecco non è stupito del voto "di chi vuole la Turchia in Europa", mentre Giuliana di Padova ce l'ha con Berlusconi, cui ha dato il voto l'anno scorso: "Dice che vuole arrivare al 51% dei voti e poi non riesce a controllare 50 suoi deputati...".
Jole da Trento dichiara che "basta, da oggi il voto mio e della mia famiglia sarà per la Lega" e anche Matteo da Bergamo confida che "stamattina al bar parecchi miei colleghi elettori di Forza Italia e An erano incazzati come vipere, parecchi di loro cambieranno voto". Luisa di Milano spiega che ad aprile ha votato per Forza Italia e "ieri ho telefonato alla sede milanese di viale Monza e gli ho detto addio, sono stufa di tradimenti", Barbara di Bologna spera invece che "i clandestini che usciranno grazie al voto degli scemi di ieri andranno un po' in Vaticano e un po' a casa Berlusconi". Tiziano da Lentate sul Seveso è "dispiaciuto per lo schiaffo dato a Maroni e soprattutto ai poliziotti e ai carabinieri che lottano tutti i giorni coi clandestini, anche se il dato positivo è che così è finalmente chiaro chi si batte davvero per la sicurezza" mentre Enrico, che proprio nelle forze dell'ordine lavora in quel di Imperia, invita Maroni a tener duro e a riproporre lo stesso emendamento anti-clandestini ma senza il voto segreto: "Così vedremo chi ha la faccia di dire di no".