Con questa puntata Arancini Padani diventa Cavolini Padani, dopo che Matteo Salvini, eletto alle Europee di giugno, ha scelto l'Europarlamento lasciando la Camera dei Deputati
A Montecitorio Edvard Kozusnik non l'avrebbero fatto entrare: è stato eletto parlamentare europeo nella
Repubblica Ceca, va bene, ma entrare in Aula con la tenuta da ciclista i riti romani non l'avrebbero mai permesso. E invece lui è partito in bici da
Praga e si è fermato a
Strasburgo, scintillante nel completo rossonero con pantalone corto e maglietta. Così come a Roma sarebbe stato difficile vedere una parlamentare, l'euroscettica britannica
Nikki Sinclaire in questo caso, che durante le note dell'Inno alla Gioia che rappresenta l'Europa non si alza ma si siede sul suo banco, si volta di spalle e fischietta per suo conto.
Cari amici degli Arancini benvenuti in Europa, dove come avrete intuito ci sono un po' meno di formalità (si può entrare in Parlamento senza giacca, gran cosa!!!) e in prospettiva tante tante cose da raccontare.
Decine di lingue diverse ad esempio e quindi migliaia di interpreti, molto preparati e molto ben pagati, come la gran parte di coloro che lavorano dentro e intorno alle istituzioni europee. Due sedi diverse, Bruxelles e Strasburgo, migliaia di funzionari e centinaia di autisti, migliaia di assistenti e centinaia di segretarie, 736 MEP (Parlamentari, Members of European Parliament) con uno stipendio uguale per tutti, da Londra a Varsavia, da Milano a Vilnius, ben inferiore (nonostante quello che alcuni giornali si ostinano a scrivere) a quello del Parlamento italiano. Ma di questo e altro avremo modo di parlare nelle prossime settimane, un po' di tempo per orientarci e poi via in compagnia dei... Cavolini Padani. Già, mi sa che ci toccherà cambiare il nome perché di Arancini da queste parti non se ne vedono tanti.