Da Caterina Balivo a Fiorello... Tutte le stroncature di A tu x tv
Di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it
C’era una volta una “cavallona” svedese, bella e svampita, che decise di trovare l’America in Italia. Nel Belpaese incontrò Enrico Papi, conduttore dei conduttori, che la inchiodò al tabellone della “Ruota della fortuna”, col compito di sfiorare (neanche più girare…) le caselle luminose e di passeggiare avanti e indietro fino a farci la fossa per la gioia dei signori telespettatori. A proposito, qualcuno si faccia carico di avvertire Daria Bignardi e Mike Bongiorno che il quiz è sempre in onda, dal lunedì al venerdì, su Italiauno; mentre i due a “L’era glaciale” l’hanno dato per spacciato. Parlavo di Victoria Silvstedt, per chi non l’avesse capito. Sul canale 'E! Entertainment' (Sky 124) si possono seguire le imperdibili puntate della “Mia vita perfetta”: un documentario sulla falsariga di quelli sui leoni, le iene, le gazzelle e le altre bestie della savana, sbirciate dall’occhio indiscreto della telecamera nei loro momenti più intimi.
La giunonica soubrette viene spiata durante il blitz al centro estetico della mamma a Bolnäss, distesa la pargola nuda sul lettino la genitrice la cosparge di fanghi miracolosi. Chiunque se li applichi, diventa come Victoria! Seguono la doccia, l’immersione in piscina con coppa di champagne di serie… Tutto documentato dalle telecamere e conservato a futura memoria. Per chi, fra cento anni, vorrà capire come viveva una ragazza che in vita sua non ha mai lavorato e nonostante ciò è diventata una diva. Straziante, l’abbandono della casa avita, con mammà che confessa di sognare per la figliola un sano maschio svedese che la impalmi (per la serie, tutto il mondo è paese). Invece, nel destino di Victoria c’è Papi (Enrico, non Silvio…): vai a fidarti dei figli, dopo tutti i sacrifici che fai per loro, ti ripagano così… “La mia vita perfetta” immortala le baruffe di Victoria con l’agente, con l’assistente che non la capisce, e poi c’è il jet privato che fa le bizze. Mica tutte rose e fiori. Anche i ricchi, con la vita perfetta, piangono. E non dite che piangere in una suite di un cinque stelle extra lusso è meglio che frignare in una casa popolare di Baggio o Torbellamonaca, provinciali!