A- A+
Coppie di... fato
Chat e violenza psicologica sui minori

Violenza fisica e psicologica subita da parte di parenti o partner? Personalità devianti e disturbate con le quali vi relazionate ? Difficoltà a gestire la conflittualità familiare derivante da maltrattamenti ? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Coppie di... fato: vittime, crimini e misfatti in famiglia", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dalla dottoressa Cinzia Mammoliti, criminologa, formatrice e autrice del saggio in materia di violenza psicologica "I serial killer dell'anima" (ed. Sonda). Per contattare la nostra specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallacriminologa@affaritaliani.it

DOMANDA: LE CHAT COME STRUMENTI DI VIOLENZA PSICOLOGICA SU MINORI

Gentilissima dottoressa,

leggo sempre con grande interesse la sua rubrica, e vorrei sottoporle un caso di cui trovo poco riscontro in rete.

Si parla spesso infatti della violenza psicologica tra adulti o di adulti verso i bambini, ma pochissimo di quella perpetrata tra gli adolescenti.

Purtroppo parlo per esperienza personale. Si sa che oggigiorno i nostri ragazzi mantengono amicizie sia reali che virtuali attraverso la rete, utilizzando le chat sia di facebook che di whatsapp. Queste ultime più pericolose per noi adulti, perché vuol dire fornire ad estranei il proprio numero di cellulare.

Personalmente sono stata tentata di vietarne l'uso a mio figlio oggi tredicenne, ma ho desistito perché consapevole del fatto che avrebbe potuto usare degli escamotage per superare il mio divieto, ottenendo solo di non avere il minimo controllo su quanto facesse. 

Mi sono accorta lo scorso anno che mio figlio passava molto più tempo del dovuto in chat. Non ho un figlio asociale o chiuso, ma lui giustificava questa sua vita sociale pressoché solo virtuale, col fatto che abitiamo lontani dalla sua scuola e dai suoi compagni e questo era l'unico mezzo che aveva di gestire la propria vita sociale. Nonostante questo, percepivo qualcosa di negativo anche se non riuscivo a focalizzare il motivo recondito, oltre a quello ovvio di vederlo sempre attaccato al pc o al telefonino (seppure ad orari, che era difficile, ma non impossibile fargli rispettare).

Di tanto in tanto leggevo i contenuti delle chat, anche se era quasi ingestibile, vista la mole di messaggi giornalieri che si scambiavano. Per una chat di fan di un musicista, ho iniziato a notare all'interno del gruppo, che c'era un gruppetto più ristretto di ragazzine, che tendevano a creare sottogruppi e chat più ristrette, dove potevano confidarsi cose più personali, criticare gli altri aderenti, decidere di fare scherzi ad altri e così via. Il primo desiderio è stato quello di arrabbiarmi per simili comportamenti, poi però non volevo neanche fare la madre apprensiva e rompiscatole a tutti i costi, e volevo credere che fosse anche questo un modo per crescere. 

Devo dire che sono stata molto ingenua, e ad aprirmi gli occhi indirettamente, è stata mesi dopo la fidanzatina attuale di mio figlio, che è piccola ma sveglia.

Per farla breve, mi sono poi resa conto che mio figlio era inconsapevolmente entrato a far parte di un gruppetto ristretto di ragazzini, dove c'era una carnefice e gli altri, a vari livelli, erano assolutamente le vittime. Questa ragazzina (spero di non sembrarle eccessiva) mostra i prodromi di quello che potrebbe anche sfociare in una pseudo setta satanica, di quelle che la memoria ci riporta a fatti di cronaca orribili. Usava il classico stile del manipolatore creando distacco e attaccamento. Agli occhi di un adulto il comportamento è evidente di una persona instabile, ma per ragazzini che oltretutto non  conoscono determinate dinamiche,  queste cosiddette "lune" passavano per una caratteristica personale e magari legati alle esplosioni adolescenziali. Questo sistema manipolatorio però era ben diverso dagli alti e bassi legati all'adolescenza, che i genitori conoscono molto bene.

Era qualcosa di più calcolato, un misto di freddezza e cattiveria, che di colpo si trasformava in dolcezza, nel mostrarsi indifesa, fragile, per poter attirare meglio le vittime, facendo abbassare loro la guardia. La ragazzina tra l'altro è estremamente attirata dalla magia bianca e nera (con quello che questo può comportare a livello psichico in un ragazzino). Anche mio figlio era soggiogato da questa persona, e per un periodo ha anche pensato di avere una cotta per lei. Aveva iniziato ad avere comportamenti che socialmente non erano i suoi e a fare cose che si vedeva che erano indotte e non gli appartenevano (tant'è che oggi, che ha chiuso i rapporti, è tornato quello di prima). Attenzione, non parliamo di grossi cambiamenti evidenti, ma di piccolissimi, quasi impercettibili. Quindi a volte è difficile capire se si tratti di una fase di crescita o di quello che stava vivendo e subendo inconsapevolmente.

Inconsapevolmente e per fortuna, è capitato che mettessi in castigo mio figlio perché il rendimento scolastico si stava abbassando, allontanandolo per circa un mese dall'uso di qualsiasi mezzo elettronico.

Questo è servito solo a creare un temporaneo distacco (ripeto che purtroppo allora ero inconsapevole di ciò che stava accadendo davvero, e quindi sono solo stata fortunata che i tempi siano coincisi). Appena il castigo è finito lui si è subito rimesso in contatto con questa ragazzina, che però in quel momento aveva preso di mira altre vittime e (per fortuna) quindi non si accaniva particolarmente su di lui, pur mantenendo stretto il legame, perché sappiamo che trattano male le proprie vittime ma poi fanno di tutto per non farle scappare.

Per fortuna da quel momento mio figlio ha iniziato a ravvisare comportamenti che non gli piacevano, ma non riusciva comunque a staccarsi da quel contesto, che per lui era composto di amiche vere!

Si è poi fidanzato con una sua compagna di scuola, che guarda caso era stata vittima di bullismo e strategie psicologiche manipolatorie proprio qualche mesi prima. Nonostante la giovanissima età, questa ragazzina era riuscita a focalizzare il problema, risolverlo e vaccinarsi. Questo le ha permesso di accorgersi immediatamente di quel che stava subendo mio figlio e dargli il giusto nome. Si è battuta in ogni modo per fargli capire che razza di persone fossero in realtà e cosa tendevano ad ottenere. Ovviamente per loro lei era diventata una nemica e hanno fatto di tutto per "massacrarla" sia agli occhi di mio figlio, sia tentando di demolirla psicologicamente in maniera diretta. Come dicevo la ragazzina ha un carattere molto forte e ha vinto la battaglia.

Ancora oggi ho il dubbio se mio figlio abbia poi capito la portata del problema e si sia a sua volta "vaccinato", oppure potrebbe ricaderci la prossima volta, perché ha più che altro voluto tenere a tutti i costi saldo il legame con la fidanzata, senza elaborare personalmente la questione.

Ho qualche riscontro positivo da mio figlio, però se ci cascano adulti forti e strutturati, a maggior ragione mi chiedo quali strategie si possano adottare affinché i ragazzini non perdano i loro sogni e la loro scala di valori, ma nel contempo sviluppino la consapevolezza (loro e non indotta dai discorsi degli adulti) che queste cose esistono, sono molto pericolose e devono quindi imparare a discriminare le amicizie.

Anche perché per quel che posso capirne, una vittima che non è riuscita a prendere consapevolezza, un giorno potrebbe trasformarsi anche in carnefice e mai vorrei trovarmi  a leggere che mio figlio abbia potuto utilizzare da adulto un sistema manipolatorio simile, magari verso sua moglie.

La ringrazio tantissimo e le rinnovo la mia immensa stima per il suo preziosissimo lavoro.

A.L.

 

RISPOSTA

Grazie cara lettrice per l'opportunità che ci offre con questa sua testimonianza di approcciare il macroscopico fenomeno della violenza psicologica sotto un altro punto di vista, quello  cioé dei giovani e dei social network che se non usati in maniera oculata possono facilmente produrre le conseguenze che ci ha ben evidenziato.

Se già, infatti, le persone de visu possono indossare molteplici maschere per approfittare della buona fede altrui e manipolare, dietro allo schermo di un pc diventa tutto molto più facile anche perché si gioca sulla mancanza di quello che rappresenta più del 90 per cento della comunicazione tra persone e, cioé, il linguaggio del corpo. Se, infatti, l'inaffidabilità di una persona, la malafede e la cattiveria potremmo evincerle da messaggi non verbali o paraverbali (tono, timbro e ritmo della voce) dietro a una chat si  può creare di tutto facendo leva sull'immaginario e la fantasia dei più fragili o semplicemente di quelli che han più bisogno di amicizie, riconoscimenti o altro.

Tutti i giovani han bisogno di apprezzamento e riconoscimento, ne abbiamo bisogno noi, figuriamoci delle personcine in formazione. Ecco allora che le chat possono trasformarsi in teatri di sopraffazioni, molestie psicologiche, tentativi di plagio e, in generale di cyberbullismo, intendendo con questo termine l’utilizzo delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone.

L'accanimento al femminile poi presenta spesso risvolti ancora più cruenti e subdoli, rispetto a quello maschile, sotto il profilo psicologico (sempre che dietro all'identità della manipolatrice "da manuale" ci fosse realmente una ragazzina e non qualcun altro) che vengono esacerbati dalla sottocultura del gruppo che si trasforma in vero e proprio branco.

Si chiede se suo figlio abbia ben compreso quello che gli é accaduto e se potrà un domani cadere vittima di analoghe dinamiche o peggio ancora trasformarsi in carnefice . E'molto importante elaborare il tutto parlandone a lungo e analizzando tutte le sfaccettature dell'accaduto, un pò come ha fatto con questa sua, solo semplificando un pò il linguaggio per un ragazzino preadolescente. E'un discorso che affronterei da madre sia con lui che con la sua ragazza per tirare fuori le emozioni vissute e rivisitarle con maggior distacco.

Suggerirei poi di invitarlo a ridurre i tempi da dedicare ai media perché ormai è noto a tutti che Internet provoca dipendenza e se anche suo figlio non dovesse crederci provi a fargli leggere i numerosi articoli sull'argomento che si possono trovare on line. Ha una fidanzata: chieda anche la sua collaborazione per incitarlo a trascorrere più tempo fuori casa e meno davanti al pc, sicuramente dopo questa esperienza, sarà un pochino più incentivato.

 

Un cordiale saluto

Cinzia Mammoliti

www.cinziamammoliti.it

 

Tags:
coppie di fato

in vetrina
The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

i più visti
in evidenza
Grande Fratello Vip 3 terremoto 10 in nomination: TUTTI I NOMI

Grande Fratello Vip News

Grande Fratello Vip 3 terremoto
10 in nomination: TUTTI I NOMI

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Honda CR-V: primo contatto con la nuova generazione

Honda CR-V: primo contatto con la nuova generazione

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.