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Coppie di... fato
Donne e violenza, perché restano a farsi maltrattare?

Violenza fisica e psicologica subita da parte di parenti o partner? Personalità devianti e disturbate con le quali vi relazionate ? Difficoltà a gestire la conflittualità familiare derivante da maltrattamenti ? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Coppie di... fato: vittime, crimini e misfatti in famiglia", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dalla dottoressa Cinzia Mammoliti, criminologa, formatrice e autrice del saggio in materia di violenza psicologica "I serial killer dell'anima" (ed. Sonda). Per contattare la nostra specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallacriminologa@affaritaliani.it

 

Cara Dottoressa,

sono una casalinga di 53 anni incappata casualmente negli argomenti che tratta navigando on line. Manipolazione relazionale, narcisismo perverso, violenza psicologica ...tutte realtà terrificanti che non sapevo neanche esistessero e che mi hanno un pò destabilizzata portandomi a pormi domande. Sono sposata da 25 anni, due figli diplomati, una professione appagante e un marito eccezionale sotto tutti gli aspetti. Certo, anche noi, nel corso di una lunga relazione abbiamo avuto i nostri alti e bassi ma mai nessun tipo di violenza nella nostra famiglia né verbale né tantomeno fisica. Leggo e sento poi di donne maltrattate dai propri uomini, umiliate, ferite e massacrate che restano lì a farsi abusare e non capisco perché.

Una vicina di casa mi raccontava, recentemente, della cattiveria del compagno che, insoddisfatto del proprio lavoro, torna a casa e si sfoga con impressionante brutalità su lei e i figli. Eppure non se ne va. E'autonoma economicamente, ha pure un lavoro prestigioso, una bella famiglia alle spalle ma subisce passiva limitandosi a qualche sfogo con la sottoscritta e sua sorella.

Sono letteralmente scandalizzata da questo atteggiamento e non mi sembra giusto neanche nei confronti dei bambini costretti a vivere in un clima familiare così insalubre. Del resto non so come aiutarla e anche se si tratta di una realtà che non mi appartiene domando a lei come sia possibile questo fenomeno ? E' masochismo? Ci provano gusto ? Paura?

Ma di che se ci sono persone intorno pronte ad aiutarle?

In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.   

Marilena (Genova)

 

RISPOSTA :

Il perché una donna rimanga in una situazione di maltrattamento, cara Marilena, rappresenta una questione soggettiva e complessa.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che una situazione di maltrattamento protratta nel tempo conduce la maggior parte delle vittime a una situazione di rassegnata sottomissione che prende il termine tecnico di acquiescenza. Questa si  determina, spesso, dopo che la persona che subisce ha cercato di fronteggiare, invano, i ripetuti attacchi dell'aggressore e non è riuscita a modificare o neutralizzare la sua aggressività. In questa fase la vittima é fragile, indebolita, inerme e sicuramente poco portata all'azione. E questa può essere una delle tante ragioni che portano una donna a sottostare all'abuso.

A questa se ne sommano tante altre che variano molto da persona a persona e sono frequentemente collegate alla paura della solitudine.

Viviamo in una società che ci ha insegnaato che la donna, per essere pienamente realizzata e felice, deve necessariamente legare il proprio destino a quello di un uomo e, pertanto, sopportare sue eventuali intemperanze (violenza inclusa), altrimenti viene considerata fallita o, comunque, in qualche modo "strana". La paura del giudizio altrui quindi. Poi quella di ferire le persone intorno, parenti, amici, figli. La paura di non trovare un altro uomo o di non potercela fare da sole economicamente, quella di far del male al proprio carnefice che " poverino " è malato, o è stato maltrattato da piccolo o vive un periodo di particolare stress, ecc. ecc. ecc.

Noi donne siamo le regine delle giustificazioni: giustifichiamo tutto e tutti e siam spesso pronte a immolarci per salvare gli altri. Ma a che prezzo? Quello del  nostro equilibrio emotivo, della nostra  serenità, della nostra salute, a volte quello della vita stessa.

E poi c é l atavica resistenza al cambiamento: siamo cerebralmente programmati per rimanere in situazioni disfunzionali e negative che ci sono note piuttosto che affrontare una situazione nuova. Anche se la stessa potrebbe rivelarsi salvifica. Un altro dei curiosi paradossi dell'animo umano.

 Cordialmente

 

Cinzia Mammoliti

www.cinziamammoliti.it

 


 

 

Tags:
narcisista

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