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25 Aprile, tra passato e futuro dell’Europa
25 Aprile a Milano

Le polemiche sul 25 aprile che vediamo in questi giorni tra gli esponenti della maggioranza di governo appaiono stucchevoli, offensive della nostra storia e strumentali nei confronti di una ricorrenza che certo non dovrebbe assumere il carattere divisivo che alcuni membri del governo vorrebbero attribuirle.

In effetti, questo modo di dipingere il 25 aprile si inserisce in una tradizione consolidata della destra italiana, che da tempo nega l’importanza della Festa di Liberazione, a volte dipingendola come una festa “di sinistra”, a volte non riconoscendo l’importanza che merita. 

Questa tendenza, spesso, è arrivata al punto di presentare la guerra di liberazione come una guerra civile tra le truppe partigiane e i repubblichini di Salò, negando in questo modo la realtà dei fatti, e cioè che la Resistenza è stata prima di tutto un movimento per la liberazione in senso democratico dell’Italia dal regime fascista. Non è un caso infatti che Salvini abbia definito il 25 aprile “il derby tra fascisti e antifascisti”, o che Giorgia Meloni abbia proposto di sostituire il 25 aprile con il 4 novembre, giorno della vittoria della prima guerra mondiale.

Di Maio, oggi, sembra aver riscoperto l’importanza della data, ma non avendola mai riconosciuta in passato è lecito nutrire qualche dubbio sull’autenticità della posizione, che sembra quasi un modo per differenziarsi dall’alleato di governo con cui è in aperto conflitto in questi giorni.

Al di là del rispetto della data e dal dovere di partecipare alle celebrazioni a cui Di Maio e Salvini sono tenuti dai loro ruoli istituzionali, occorre ribadire come il 25 aprile non sia una celebrazione stantia del passato, ma prima di tutto un monito contro il crescere delle nostalgie fasciste in Italia e in Europa, anche nelle sue forme più moderne, che spesso sfociano in aggressioni e violenze, alcune tristemente note come l'attacco che ha ucciso 77 persone in Norvegia nel 2011, l'assassinio della deputata britannica Jo Cox nel 2016 o l’attacco di Macerata contro alcuni migranti. 

In alcuni casi, sono gli stessi governi a mettere fortemente in discussione lo stato di diritto (vedasi Polonia e Ungheria) o a creare un clima di impunità che fortifica le organizzazioni di estrema destra. Il fatto che talvolta questi movimenti non si richiamino espressamente ai totalitarismi nazifascisti non deve indurci a sottovalutar il grave pericolo che essi rappresentano per le libertà personali, per lo stato di diritto e per la democrazia.  

Proprio per questo, lo scorso ottobre al Parlamento Europeo abbiamo approvato una risoluzione che invita i Paesi UE a condannare e sanzionare i crimini motivati dall'odio e i discorsi di odio da parte di politici e funzionari pubblici, vietando la costituzione di gruppi neofascisti e neonazisti. È inoltre necessario regolare le piattaforme web affinché i movimenti neofascisti non trovino spazio online rendendo internet una sorta di zona franca. Al fine di combattere il neofascismo anche nel tessuto sociale quotidiano, si richiedono anche una serie di misure per contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia nella cultura sportiva e si sottolinea l’importanza della scuola come strumento per lo sviluppo di una matura coscienza democratica.

È significativo che un monito del genere venga proprio dall’organo di rappresentanza dei cittadini europei, dato che l’Europa, nella forma in cui la conosciamo oggi, si è sviluppata come luogo di libertà, diritti e democrazia proprio al termine dell’esperienza nazifascista che l’aveva messa in pericolo. 

Proprio per questo, i distinguo e le riserve con cui la maggioranza accoglie il 25 aprile appaiono assurdi: oggi, ribadire il 25 aprile come festa nazionale, non di una parte ma di tutti coloro che concorrono democraticamente alla vita del nostro Paese, non ha solo la funzione di celebrare un passato che ad alcuni appare lontano e inutile, ma è centrale soprattutto per continuare a difendere lo spazio di democrazia e libertà che l’Europa, e la Repubblica Italiana, rappresentano, contro le derive dei nazionalismi e il ritorno di spettri che credevamo sepolti nella storia. 

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