Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

I Hate Milano

di Mister Milano

Letterina a Tomaso Trussardi. Il sarcasmo di I Hate Milano

A qualsiasi milanese che sia nato e cresciuto in città sarà capitato di leggere una di quelle battute spiritosissime che circolano su Facebook, quelle in cui i milanesi sono descritti come rincoglioniti... LEGGI I HATE MILANO, LA RUBRICA CHE ODIA TUTTO E TUTTI

tomaso trussardi
Tomaso Trussardi

A qualsiasi milanese che sia nato e cresciuto in città sarà capitato di leggere una di quelle battute spiritosissime che circolano su Facebook, quelle in cui i milanesi sono descritti come rincoglioniti usciti da un film anni ’80 in grado di dire solo “top” e di alzarsi il colletto della polo, e provare un po’ di fastidio. 
Luoghi comuni di quelli che se fai l’equivalente con i napoletani, per esempio, risulteresti subito leghista.
Purtroppo, dopo aver letto lo “sfogo” di Tomaso Trussardi su Facebook siamo li li per ricrederci: la realtà sembra aver superato la fantasia.
Ieri mattina il (non più tanto) giovane rampollo si è infatti preso un multozzo in Piazza della Scala, mentre di buon’ora, al volante di una “auto d’epoca”, stava andando in motorizzazione per farla immatricolare. Ora, uno la cui preoccupazione principale, alle dieci del mattino di un mercoledì di novembre, e’ quella di farsi immatricolare l’auto d’epoca e’ uno che ha vinto. Dovrebbe essere felice, fare salti di gioia per non avere nulla, ma proprio nulla a che spartire con noi altri sfigati che a quell’ora siamo in ufficio a lavorare - se siamo fortunati - o in casa a spedire curriculum e ad aspettare che il telefono squilli - se siamo sfigati. 
Ma per Tomaso - con una emme sola - quella multa invece che essere un semplice imprevisto in una crociera da sogno, diventa un affronto: e così, come una sciura Marisa qualsiasi, si attacca a Facebook per gridare forte la sua rabbia.
Ma come? - si chiede il Trussardi. I vigili hanno fermato una persona “in giacca e cravatta”? Cioè figa cioè, e mica una giacca e cravatta qualsiasi: minimo-minimo, un collezione autunno-inverno 2016! Ma come si permettono questi screanzati dei vigili urbani? Loro devono fermare “i randa”, si insomma, gli “ue Africa”, massi dai, quelli con la barba lunga lunga e i turbanti in testa.  Pensate che bella, la vita di Trussardi: per lui le apparenze non solo non ingannano, ma sono addirittura un criterio per regolare l’ordine pubblico. 
Ma Trussardi non si ferma qui. Quello che si percepisce è che oltre al danno, ad offenderlo davvero sia stata la beffa. Già, perché la persona fermata, oltre a vestirsi con gusto, e’ anche “lasciatemi dire, non del tutto uno sconosciuto…”. Ammazza che rosicata! I vigili non lo hanno riconosciuto, e lui non riesce a farsene una ragione. Certo, capiamo il fatto che per alcuni tipi di ego maschili sia dura, durissima dover accettare il fatto che la propria compagna - in questo caso Michelle Hunziker - sia enormemente più’ popolare di loro. Ma di nuovo: caro Tomaso, invece di farti il fegato marcio perche’ la tua tipa quando cammina blocca il traffico mentre tu, all’infuori delle sale d’aspetto dei parrucchiere , hai un volto anonimo come quello di un signor Rossi qualsiasi, approfitta della situazione! Goditi la mancanza di stress, approfitta della liberta’ dell’anonimato e pensa a noi, che accetteremmo di avere 37.2 tutta la vita per andare alle Maldive con Michelle (anche in un bad & breakfast di Sestri Levante andrebbe benissimo). 
Il piagnisteo finisce con la notizia secondo cui questi insensibili vigili urbani avrebbero multato il Trussardi, togliendogli 5 punti della patente, perché “avevo il navigatore del cellulare acceso appoggiato sul sedile del passeggero” e sarebbe bello, a questo punto, sentire anche la versione dei vigili urbani, perche’ l’infranzione suona alquanto bizzarra. Ma ovviamente di questo non si parla, e lo sfogo viene ribattuto dalle agenzie così, senza risposte o mediazioni, innescando l’ennesima pantomima da social network in cui un episodio rilevante come un peto in un ovile viene issato allo status di iconica metafora del disfacimento moderno. Dal nostalgico berlusconiano che da’ la colpa all’invidia (“sei bello, ricco e famoso, tutta invidia quella dei vigili!”), al pentastellato preoccupato dallo spreco di soldi pubblici (“ecco come vengono usati i nostri soldi…”) al piddino di orientamento renziano che vi vede possibili contraccolpi negativi per il sistema-paese (“sono queste le notizie che mi tolgono la fiducia. E poi ci lamentiamo se la gente va all’estero…”).
Caro Tomaso, la prossima volta dacci retta: Invece di imbruttirti, parcheggia sulle strisce blu, vai all’angolo, in Piazza della Scala, nel negozio di famiglia. Guardati attorno, e mentre chiami Michelle, pensa che tutto ciò che vedi è tuo.
E dopo che hai pensato tutto questo, e Michelle sta per rispondere, vedi di fare una cosa: non romperci i coglioni per una multa. 
Grazie.


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