Rifiuti: in Europa producono luce. Ma in Italia…

Lunedì, 31 gennaio 2011 - 08:20:00
antonio galdo
Antonio Galdo
Ecco la nuova rubrica di Affaritaliani.it in collaborazione con www.nonsprecare.it
Vuoi non sprecare? Scrivi e chiedi consiglio ad Antonio Galdo: angaldo@gmail.com

Torno a parlare dei rifiuti perché Eurostat ha appena diffuso dei dati molto significativi su come sprechiamo la spazzatura, con una cronica differenza tra le regioni settentrionali e quelle meridionali.

In Europa, una percentuale di spazzatura che varia dal 40 al 60 per cento (come nel caso della Germania) è utilizzata per produrre energia. Il beneficio è duplice: da un lato si abbassa il costo della bolletta energetica di paesi generalmente importatori  e dall’altro versante si alleggerisce il peso della catena dei rifiuti con il loro virtuoso riciclo.

In Italia, dove la produzione di immondizia ha superato i 33 milioni di tonnellate l’anno, purtroppo la percentuale crolla al 14 per cento, mentre oltre il 60 per cento dei rifiuti finiscono ancora nelle discariche. Perché tanta differenza?

Innanzitutto siamo a corto di impianti: basti pensare ai nostri 53 termovalorizzatori rispetto ai 127 della Francia. E in secondo luogo la raccolta differenziata, senza la quale non è possibile alcuna forma di riciclaggio, non arriva al 30 per cento, nonostante una legge che fissa l’obiettivo minimo al 50 per cento. E’ inutile aggiungere che, anche sotto questo punto di vista, le Italie sono almeno due.

non sprecare

Al Nord, infatti, il recupero energetico dei rifiuti tocca soglie europee, come nel caso della Lombardia dove si arriva al 47 per cento; al Sud, dove spesso la raccolta differenziata è spesso sotto il 10 per cento, l’energia prodotta dai rifiuti è pari a zero, come nel caso della Sicilia che spedisce nelle discariche tutta la sua immondizia. Il Nord ha standard europei, il Sud contribuisce ad allontanare l’Italia dai livelli degli altri paesi dell’Unione.

Alla beffa per un’opportunità sprecata si aggiunge, infine, il danno di uno smaltimento illegale. Prendete il caso dei pneumatici, quelli che periodicamente cambiamo alle nostre auto, che possono rappresentare un recupero energetico fino al 33 per cento dei loro materiali. Negli ultimi quattro anni sono state smaltite in 1049 discariche abusive (pari a sei milioni di metri quadrati di territorio) oltre 87.000 tonnellate di pneumatici fuori uso. Una follia. E un circuito di illegalità, tanto che di queste discariche, talvolta controllate dai clan della malavita, ne sono state sequestrate 230 in Puglia, 159 in Calabria, 141 in Sicilia e 131 in Campania.

Con quei copertoni avremmo potuto produrre energia a buon prezzo, risparmiare sui costi delle bollette come consumatori e come sistema Paese, e invece abbiamo creato un gigantesco inquinamento ambientale. Per la bonifica delle discariche, infatti, serviranno 400 milioni di euro e poiché non ci sono è facile immaginare che mentre in Europa i rifiuti illuminano sempre di più, in Italia alimentano il buio della sporcizia e del malaffare.

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