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Pillole d'Europa
Protezione dei dati online, aiuti alla ricerca e....
incontro a Bruxelles per giornalisti organizzato dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea

Pillole d'Europa
di Cinzia Boschiero

PIU’ PROTEZIONE AI NOSTRI DATI ON LINE, BILANCI PARTECIPATIVI, AIUTI ALLA RICERCA

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: ritengo che questo nostro renderci sempre più digitali ci renda anche estremamente molto vulnerabili e indifesi oltre a far sì che tutta la nostra vita e soprattutto i nostri dati sensibili personali quali quelli sanitari ad esempio possano essere utilizzati anche in maniera impropria, cosa sta facendo la Commissione europea per la cybersecurity? Armando Fureso

Risposta: di recente una delegazione di giornalisti è stata invitata a Bruxelles dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea proprio per approfondire anche i temi della cybersecurity. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker  ritiene strategica l’importanza della sicurezza cibernetica per gli Stati membri e molte sono le misure attivate in materia. Resilienza, deterrenza e difesa sono tre capisaldi su cui si sta lavorando in Europa. L’ENISA (Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione) , lavora dal 2004 ed è un centro di competenze in materia di sicurezza informatica in Europa. Aiuta l’UE e gli Stati membri dell’UE ad essere meglio attrezzati e preparati a prevenire, rilevare e reagire ai problemi di sicurezza dell’informazione. La direttiva europea NIS(Network and Information Security) fa sì che ogni Stato dell’Unione europea debba identificare entro il 9 novembre 2018 gli operatori dei servizi essenziali tra cui il settore sanitario, ed i tre punti chiave della direttiva NIS sono migliorare le capacità di cyber security dei singoli Stati dell’Unione; aumentare il livello di cooperazione tra gli Stati dell’Unione; obbligo di gestione dei rischi e di riportare gli incidenti di una certa entità da parte degli operatori di servizi essenziali e dei fornitori di servizi digitali. Inoltre il regolamento europeo eIDAS (Regolamento(UE N. 910/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio) prevede il riconoscimento eID (Electronic IDentification) e garantirà dal 2018 un accesso più sicuro ai servizi online ed alle transazioni elettroniche.

Domanda: mio figlio, che per ora frequenta il quarto anno di liceo vorrebbe fare il ricercatore nel settore delle distrofie muscolari in quanto un suo amico ne è affetto, è vero che in Italia ci sono centri in cui è possibile lavorare in questo settore e che non dovrà andare all’estero per formarsi? Lina Vareschi

Risposta: gent.ma in Italia a Milano c’è il Centro Universitario di Ricerca, Diagnosi e Terapia delle Malattie Neuromuscolari e Neurodegenerative, quali Distrofie Muscolari, Atrofie Muscolari Spinali, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Malattia di Alzheimer, Malattia di Parkinson, Sclerosi Multipla. Il “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano è stato fondato nel 1978 dal Prof. Guglielmo Scarlato e dall’Ing. Enzo Ferrari, presso l’istituto di Clinica Neurologica del Policlinico Universitario di Milano. E’ riconosciuto a livello internazionale per l’attività di ricerca e diagnostica nel campo delle malattie muscolari e neurodegenerative, il Centro è stato dedicato dall’Ing. Enzo Ferrari alla memoria del figlio Dino, affetto da distrofia muscolare. Direttore Scientifico è il Prof. Nereo Bresolin. Grazie all’aiuto dell’Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari”, che tra l’altro organizza periodicamente pure eventi ed iniziative di raccolta fondi come un charity event di elevato successo organizzato di recente a Milano presso il Luxury Club Bullona, nata nel 1984, il Centro (http://www.centrodinoferrari.com) ha ampliato il numero di ricercatori e di laboratori destinati all’attività diagnostica e di ricerca, dotandoli di sofisticate apparecchiature scientifiche e  istituendo borse di studio che hanno permesso a giovani scienziati di frequentare i più qualificati Istituti scientifici europei e nordamericani. L’opera di sostegno promozionale e finanziaria dell’Associazione nei confronti del Centro continua oggi, con passione ed energia, per spingere la ricerca a  trasformarsi sempre più in cura. Da sempre ci sono progetti attivati a livello europeo ed internazionale ed il primo dicembre presso il Policlinico di Milano, si è svolto ad esempio anche un incontro scientifico tra i ricercatori Centro Dino Ferrari, della Columbia University e di Atene organizzato dal Centro Dino Ferrari, l’Università di Milano e la Fondazione IRCSS Ca’ Grande Ospedale Maggiore Policlinico e coordinato dalla prof. ssa Stefania Corti, ricercatrice e responsabile del Laboratorio di Cellule Staminali Neurali, UOC Neurologia.

Domanda: mi manca la Milano di un tempo, vivace, positiva, e ho letto che si parla di bilancio partecipativo in Europa ma città come Milano e altre sono in linea con le smart cities degli altri Stati dell’Unione? Mario Buscemi

Risposta: gentmo per la sua nostalgia di Milano le consiglio un libro appena uscito di Ada Grecchi intitolato “Nostalgia milanese” edito da Guerini e associati in cui l’autrice, ex assessora, grande manager e donna in carriera esempio per le giovani di ieri e di oggi e del futuro si racconta con grande autenticità ripercorrendo la storia della Grande Milano. Mentre per quanto concerne le smart cities le segnalo che di recente Oliverio Gentile, community manager della Fondazione RCM, di www.partecipaMi.it ha organizzato un incontro aperto a tutti i cittadini per fare conoscere meglio il Bilancio Partecipativo e da sempre con la gestione di PartecipaMI coinvolge i cittadini con strenuo impegno costante; proprio grazie a tale attività di promozione on line il Bilancio Partecipativo di Milano ha riscosso più interesse da parte della cittadinanza meneghina. PartecipaMi.it infatti è un'iniziativa della Fondazione RCM- Rete Civica di Milano, dedicata ai cittadini milanesi e ai loro rappresentanti nelle istituzioni locali per fornire spazi e strumenti concreti ed innovativi di partecipazione alla vita/gestione della città. Milano non è da meno come smart city rispetto ad altre europee. Possono aderire al Bilancio Partecipativo tutti i cittadini residenti nel Comune di Milano e chiunque abbia un rapporto continuativo con il territorio comunale per ragioni di studio, lavoro o domicilio (i cosiddetti city users), a partire dai 16 anni di età e di qualunque nazionalità. I cittadini sono quindi chiamati a decidere quali interventi realizzare sul territorio avendo a disposizione quattro milioni e mezzo di euro, 500mila per ogni singolo Municipio.

I dati sul bilancio partecipativo si trovano qui: https://www.bilanciopartecipativomilano.it

Lorenzo Lipparini, Assessore a Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data del Comune di Milano Milano ci ha detto: “Milano è stata la prima grande città in Italia a sperimentare questa iniziativa ed ancora oggi i capoluoghi che hanno promosso bilanci partecipativi si contano sulle dita di una mano. Siamo partiti dopo rispetto all’estero ma siamo già alla seconda edizione: ne siamo particolarmente orgogliosi perché ogni nuovo ciclo ci dà modo di partire da un’analisi dei limiti di quello precedente e di ripartire migliorando regole e procedure. L’importante è avere una prospettiva per il futuro”. Milano si è aggiudicata negli anni diversi progetti europei tra cui ad esempio tre sulla mobilità sostenibile (City Mobil 2, TIDE, Fr-Evue) e uno sull'efficienza energetica di edifici pubblici (Eu-Gugle). A questi si aggiungono due progetti finanziati con fondi strutturali (POR 2007-2013) sulle isole digitali e sull’info mobilità, per un totale di contributo comunitario di circa 2 milioni e mezzo di euro. Un altro progetto finanziato dalla Comunità Europea tramite l’Information and Communication Technologies Policy Support Programme (2007-2013), dal nome My Neighbourhood - My City, fa riferimento al tema generale delle Smart Cities ed ha un valore pari a 167mila euro, di cui 80.400 euro di cofinanziamento europeo. Il Comune di Milano ha anche stanziato oltre 46 milioni di euro per progetti smart e trova altri dettagli al sito www.milanosmartcity.org

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europa

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