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Tasse & Pensioni
Tasse&Pensioni / Coniuge a carico. Ecco come sfruttare i benefici fiscali

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

QUESITO
Ex Cud. Volevo chiedervi delle informazioni circa la consegna della certificazione unica di quest’anno. Infatti il mio datore di lavoro adesso ex, vuole che vada personalmente a ritirare la copia ma visto che si trova a circa 300 kilometri ho difficoltà. Possono non consegnarmelo, devo andare per forza personalmente?

Federico Ansilmi - Mantova

RISPOSTA
La certificazione unica modello CU2015 meglio conosciuto come l’ex modello Cud è quella dichiarazione che certifica il reddito conseguito nel 2014 e che i sostituti d’imposta devono rilasciare a lavoratori dipendenti, autonomi e titolari di redditi diversi, con successiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate. Al di là della profonda revisione di sistema introdotta dal decreto sulle semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014), rispetto alla versione dello scorso anno le principali novità inerenti la certificazione sono rappresentate dalla previsione di un’apposita sezione dedicata al bonus Irpef e di nuovi campi, rispettivamente, per il contributo di solidarietà e il regime di favore previsto per gli importi corrisposti a titolo di incremento della produttività. Differentemente dai modelli precedenti, inoltre, la certificazione unica contiene un prospetto riguardante i dati fiscali dei soggetti che percepiscono redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi. La Certificazione Unica 2015 deve essere rilasciata in duplice esemplare in forma cartacea oppure, in base alle precisazioni contenute nelle istruzioni per il datore di lavoro, mediante strumenti elettronici. Qualora si scelga tale seconda modalità, al dipendente dovrà comunque essere garantita la possibilità di conseguire la disponibilità della certificazione e di materializzarla per i successivi adempimenti. La modalità di consegna elettronica, pertanto, potrà essere utilizzata solo nei confronti di quanti siano dotati degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata in via telematica: va, comunque, esclusa nelle ipotesi in cui il sostituto sia tenuto a rilasciare agli eredi la certificazione relativa al dipendente deceduto oppure quando il dipendente abbia cessato il rapporto di lavoro. Grava sul sostituto l’onere di accertarsi che ciascun dipendente si trovi nelle condizioni di ricevere in via elettronica la certificazione, provvedendo diversamente alla consegna in forma cartacea. In pratica per quanto riguarda i datori di lavoro (sostituti d’imposta) che consegnano la certificazione unica ai propri lavoratori sono previste due modalità di consegna: ? consegna diretta, a mano; ? il datore di lavoro (sostituto d’imposta) ha anche la possibilità di trasmettere la CU in formato elettronico (per esempio, via mail): se il sostituto d’imposta opta per questa seconda possibilità, deve accertarsi che il lavoratore abbia effettivamente ricevuto la certificazione unica. Per quanto riguarda, invece, gli enti previdenziali che devono disporre la certificazione unica per i pensionati, occorre ricordare che: ? di regola l’INPS rende disponibile la certificazione unica solo in modalità telematica; ? il pensionato (sostituito) per ricevere a casa la certificazione unica, deve fare esplicita richiesta all’ente previdenziale.

Massimiliano Casto – Noto (SR)

QUESITO
Nel mese di giugno sposerò un cittadino straniero nato in Senegal. Io sono una docente di italiano di ruolo e con contratto a tempo indeterminato. Sono proprietaria solo della casa dove risiedo e nel mio nucleo familiare risultano residenti il mio prossimo marito e mia sorella, quest'ultima beneficiaria di una pensione statale. In questa situazione desidero sapere se dopo la formalizzazione della mia unione, potrei godere dei benefici fiscali legati alla condizione di coniuge a carico. Il mio convivente, dopo il nostro matrimonio, acquisirebbe la cittadinanza italiana e al momento non ha alcuna occupazione. Inoltre nei 6 anni vissuti in Italia non ha mai lavorato. Ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta al mio quesito.

Giovanna Petrino - Livorno

RISPOSTA
Non appena si sposerà, per suo marito, potrà usufruire immediatamente della detrazione fiscale per il coniuge a carico. La normativa tributaria prevede, infatti, che tutti i familiari, compreso il coniuge, con reddito inferiore ad Euro 2.840,51 sono considerati a carico. In generale, è previsto che, ogni contribuente che abbia dei familiari a proprio carico può godere di un beneficio fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi. Sono considerati a carico: - il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; - i figli anche adottivi, gli affidati; - gli altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi con il contribuente. Pertanto, in presenza di persone il cui reddito è inesistente o ridotto entro il limite di € 2.840,51, sono previste detrazioni che riducono l’Irpef in misura progressiva: minore è il reddito, maggiore è la detrazione. Tale meccanismo di calcolo, la cui logica consiste nel garantire la progressività dell’imposta, prevede detrazioni diverse a seconda del soggetto a carico (il coniuge, un figlio, o un altro familiare) e determina un importo commisurato al reddito lordo del contribuente. E’ necessario evidenziare che, per usufruire delle detrazioni è necessario presentare al suo datore di lavoro o all’ente pensionistico una dichiarazione con l’apposita modulistica. Tra l’altro ogni anno e ad ogni variazione della propria situazione rispetto ai familiari a carico, è necessario presentare una nuova dichiarazione con l’indicazione della data di decorrenza della nuova situazione familiare (riportata con il formato gg/mm/aa). A gennaio di ogni anno l’erogazione delle detrazioni d’imposta per i familiari a carico, sarà sospesa: in attesa della produzione della nuova dichiarazione, viene comunque garantita alla consegna della dichiarazione l’erogazione della detrazione anche per i mesi arretrati, in fase di conguaglio fiscale (busta paga di dicembre) o in occasione della risoluzione del rapporto di lavoro. Se si intende fare richiesta di detrazioni d'imposta bisogna compilare un apposito modulo. Non è un’operazione particolarmente complicata quindi è possibile farlo da soli ed evitare di rivolgersi ad un esperto. Tale modulo, reperibile anche su internet, si compone di cinque sezioni che vanno lette attentamente e riempite con cura in ogni parte.

Massimiliano Casto – Noto (SR)

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