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Tasse & Pensioni
Tasse&Pensioni /Equitalia, arriva la cartella:come rateizzare il debito


Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

 

QUESITO
Dovrei affittare la mia seconda casa in campagna per circa tre mesi ad un canone di 380 euro mensili. Volevo sapere, visto l’importo esiguo ed il tempo di locazione molto breve, se devo registrare comunque all’Agenzia delle Entrate il suddetto contratto.
                                                                                                Fabio Liverro - Napoli

RISPOSTA
Tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili, compresi quelli relativi a fondi rustici e quelli stipulati dai soggetti passivi Iva, devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario (conduttore) o dal proprietario (locatore) qualunque sia l’ammontare del canone pattuito. L’unico caso in cui non c’è l’obbligo di registrazione è relativo ai contratti che non superano i 30 giorni complessivi nell’anno.  E’ opportuno ricordare che, per le locazioni fra privati di immobili abitativi, locati a uso abitativo, c'è anche la possibilità di optare per un regime facoltativo: la famosa  cedolare secca che prevede il versamento di un'imposta (del 21% o del 15%) sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile), nonchè delle imposte di registro e di bollo, ordinariamente dovute sul contratto di locazione.
                                                                          Massimiliano Casto – Noto (SR)

QUESITO
Qualche giorno fa, mi è arrivata una cartella Equitalia per una dichiarazione dei redditi del 2009 di circa 6500 euro per il periodo quando ero commerciante. Adesso quella attività l’ho chiusa e faccio piccoli lavori di pittura saltuari e non ho nessuna possibilità di pagare. Vorrei sapere la soluzione per rateizzare questo debito.
                                                                                                    Salvatore F. -  Matera 

RISPOSTA 
Tutti i contribuenti che si trovano in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, cioè che si trovano nell’impossibilità di pagare in un’unica soluzione il debito iscritto a ruolo indicato nella cartella di pagamento (ad esempio: per carenza temporanea di liquidità finanziaria; stato di crisi aziendale dovuto a eventi di carattere transitorio; crisi economiche settoriali o locali; riorganizzazione, riconversione o ristrutturazione aziendali; trasmissione ereditaria del debito a ruolo; scadenza contemporanea di pagamenti, anche relativi a tributi o contributi), possono rivolgersi agli Agenti della riscossione per ottenere la rateazione del debito. Per richiedere il pagamento rateale, occorre presentare domanda in carta libera e idonea documentazione che attesti la temporanea situazione di difficoltà. Per le rateazioni di importi fino a 50.000 euro, è sufficiente un’autocertificazione. Per gli importi superiori resta invece necessaria la presentazione di alcuni documenti aggiuntivi per dimostrare la situazione di temporanea difficoltà economica. In ogni caso, non è più necessario presentare garanzie (fideiussione bancaria, polizza fideiussoria eccetera). La dilazione può essere concessa fino a un massimo di 120 rate mensili, quando il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una grave e comprovata situazione di difficoltà, legata alla congiuntura economica (Dl 69/2013; in precedenza 72 rate) e l’importo minimo della rata, salvo eccezioni, è di 100 euro.
                                                                         Massimiliano Casto – Noto (SR)
QUESITO
Ho una domestica che si occupa di pulizie e della biancheria da quasi cinque anni e mezzo. Ho sempre versato regolarmente i contributi ma recentemente li ho versati con notevole ritardo. Cosa mi devo aspettare? Quali multe mi arriveranno?
                                                                                         Paolo Democci - Ravenna 

RISPOSTA
Il versamento tardivo dei contributi comporta per legge l’applicazione al datore di lavoro di sanzioni pecuniarie da parte dell’Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo (attualmente pari al 6,50% in base annua) e per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Se questo termine non viene rispettato si ricade nel caso dell’evasione contributiva, sanzionata con un’aliquota del 30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre. 
                                                                                     Massimiliano Casto – Noto (SR)

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