Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Aids: Milano, 1 giovane su 3 crede che l'Hiv si trasmetta con un bacio

1 dicembre 2016- 15:22
Dati Caritas Ambrosiana, 1 su 5 pensa che il contagio passi dalle stoviglie, 4 su 10 dalle zanzare
Milano, 1 dic. (AdnKronos Salute) - Hiv, questo sconosciuto. Trentacinque anni di storia dell'epidemia non sono bastati a sconfiggere i falsi miti sull'Aids. E se la disinformazione dilaga soprattutto fra i ragazzi, anche tra gli adulti c'è chi crede che il contagio possa passare da baci, stoviglie e addirittura dalle zanzare. Sono allarmanti i dati diffusi dalla Caritas Ambrosiana oggi a Milano, in occasione del World Aids Day 2016: nel territorio della Diocesi il 33,4% dei giovani e il 19% degli adulti pensano che il virus si possa trasmettere con un bacio; il 24,4% dei giovani e l'8,6% degli adulti ritengono che l'infezione si possa contrarre condividendo le stoviglie di una persona Hiv-positiva; il 38,1% dei giovani e il 13,9% degli adulti temono di ammalarsi attraverso la puntura di una zanzara. Questa la fotografia scattata dalla Caritas Ambrosiana nel territorio della Diocesi di Milano, prima degli incontri realizzati nel primo anno (settembre 2014-dicembre 2015) del Progetto Aids di Caritas Italiana, che in 16 diocesi della Penisola ha coinvolto complessivamente 20 mila persone. L'indagine è stata illustrata nel corso dell'evento 'Not a Game', in corso nel capoluogo lombardo alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini."I dati mostrano che i pregiudizi verso chi vive con Hiv sono immutati - afferma Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana - e svelano un grave paradosso: il progresso scientifico è stato inversamente proporzionale alla crescita di una cultura e una consapevolezza diffuse sull'Hiv/Aids". In parole povere, "abbiamo imparato a combattere la malattia, ma non i pregiudizi". E così, "proprio mentre le cure consentono di tenerla a bada, assicurando una buona qualità di vita a chi sa di esserne affetto e diminuendone moltissimo l'infettività, riaffiorano proprio tra i più giovani nati dopo gli anni '80", l'epoca della grande paura, "convinzioni che si davano per superate. La conseguenza è che le persone affette da Hiv continuano a essere guardate con sospetto, e non possono parlare della propria situazione proprio mentre la loro aspettativa di vita si allunga e le loro esistenze si normalizzano sempre più". La buona notizia è che l'informazione funziona. Al termine degli incontri organizzati nell'ambito del Progetto Aids della Caritas, le percentuali di chi crede che il contagio possa avvenire con un bacio sono scese al 6,9% tra i giovani e al 3,1% fra gli adulti al 3,1%; le quote di chi pensa che l'infezione si possa propagare attraverso le stoviglie utilizzate da persone infette sono calate rispettivamente all'8,5% e all'1,5%, e le percentuali di chi ritiene responsabili le zanzare al 13,8% e allo 0,8%. In 2 anni di Progetto Aids sono stati definiti metodologie e strumenti comuni, si spiega in una nota. Le Caritas coinvolte nell'iniziativa, lanciata nel settembre 2014, hanno dato vita a diverse azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione che si sono concretizzate in più di 200 interventi. Fra i destinatari diretti 10.706 giovani incontrati in scuole, oratori, luoghi di aggregazione e svago, anche grazie ad articolati percorsi di informazione e formazione. I ragazzi hanno fatto proprie le nozioni ricevute e le hanno rielaborate, partecipando a concorsi, confrontandosi sotto la guida di esperti all'interno di gruppi Facebook, conoscendo persone accolte in case famiglia e condividendo con loro momenti di festa, incontri e laboratori esperienziali. Infine hanno realizzato insieme agli adulti flash mob e manifestazioni pubbliche, specie in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids del 1 dicembre.Quanto agli adulti, il Progetto nazionale coordinato dalla Caritas Italiana ne ha coinvolti 7.615 in parrocchie, zone pastorali, servizi Caritas e associazioni del territorio, oltre a 919 seminaristi, sacerdoti, religiosi e religiose. A questi si aggiungono più di 1.500 persone fra dirigenti scolastici, parroci, responsabili di associazioni e servizi, contattati per realizzare attività previste dal progetto. Molti altri cittadini, sia giovani sia adulti, sono stati raggiunti dall'iniziativa grazie alle mostre allestite nelle parrocchie, durante gli incontri o negli atri di ospedali, in piazze, in prossimità di case alloggio, oppure tramite manifesti affissi nelle città, clip, gadget e materiale informativo. Le Caritas diocesane che hanno partecipato al Progetto Aids sono state quelle di Ancona, Bergamo, Bolzano, Brescia, Catanzaro, Cremona, Firenze, Foligno, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Piacenza, Reggio Calabria, Roma e Verona.