Roma, 13 apr. (AdnKronos Salute) - Più performanti con l'aiuto di pillole e polverine. E' boom di anabolizzanti, stimolanti, proteine, amminoacidi e prodotti dimagranti fra i giovani sportivi, anche quelli amatoriali. "Negli anni recenti si è verificata una crescita esponenziale del fenomeno doping, poiché l'uso delle sostanze performanti non è più tanto circoscritto al professionismo ma si è diffuso negli ambiti sportivi amatoriali, ricreativi e giovanili". Lo sottolineano gli esperti dal 18.mo Congresso della Società italiana di tossicologia (Sitox) che si è concluso oggi a Bologna. Il dato è "in linea con quanto apprendono empiricamente i pronto soccorso che accolgono lo sportivo intossicato: le sostanze potenzialmente pericolose più assunte sono anabolizzanti nel 27% dei casi, stimolanti di varia natura nel 49%, proteine e amminoacidi nel 36% e dimagranti nell’11%". Tra i più utilizzati, gli steroidi anabolizzanti aumentano la massa muscolare, con il rischio che un eccessivo aumento dei muscoli possa causare lo stiramento o la rottura del tendine coinvolto. Molto utilizzati anche psicostimolanti come amfetamina, cocaina, ecstasy, efedrina, con gli effetti che ben si conoscono. A peggiorare il quadro del rischio per la salute, è la fonte incerta del doping: Internet nel 36% dei casi (non è possibile verificare la fonte originale e quindi la composizione effettiva: il prodotto spesso non contiene quanto dichiarato in etichetta), palestre nel 10%, Vitamin store (negozi di integratori) nel 10%, mentre solo il 3% delle volte la fonte sono farmacie vere e proprie. "L'assunzione di queste sostanze performanti, poiché illegale, è occulta al medico curante o a quello sportivo e dunque priva della supervisione di un esperto che possa monitorare il rischio di questi interventi fai-da-te sul proprio organismo", ricordano i tossicologi Sitox. Essendo una pratica completamente autonoma, inoltre, l'atleta non è al corrente del fatto che l’assunzione di sostanze dopanti è ancora più rischiosa per la possibile concomitanza di malattie (che può anche sapere di non avere) e non è nemmeno in grado di ponderare le conseguenze dall'interazione con altre sostanze e farmaci. "Nel 13% dei casi gli sportivi che assumono doping sono anche in terapia con benzodiazepine (ansiolitici), antiepilettici, antidepressivi, antipsicotici, antiretrovirali e farmaci per disfunzione erettile", aggiungono gli esperti. I centri medici accolgono atleti che nel 73% chiedono aiuto a causa di generiche reazione avverse, ma nel 7% delle volte vengono ricoverati addirittura per overdose (nel 12% dei casi la causa non è nota). Al momento del ricovero, chi poi risulta intossicato dalle più note sostanze dopanti ha, nel 50% delle volte, in atto sofferenze a carico del sistema nervoso centrale, come agitazione psicomotoria, quadri psicotici, convulsioni, parestesie, stato confusionale ma anche cefalea, vertigini ed effetti extrapiramidali (tremori). I sintomi sono però spesso anche cardiaci (come tachicardia, ipertensione, shock cardiogeno) e a carico del fegato (epatite acuta), concludono i tossicologi.
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