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Angelo Maria Perrino

Farmaci: D'Ambrosio Lettieri, per equivalenti un futuro in espansione

2 dicembre 2016- 09:22
Il senatore all'iniziativa di AssoGenerici #Fabbricheaperte, è crociata culturale
Roma, 2 dic. (AdnKronos Salute) - Il futuro dei farmaci 'non griffati' è un futuro "in espansione: si tratta di una crociata culturale, perché quelli che ieri chiamavamo farmaci generici oggi sono equivalenti e rappresentano un valore aggiunto per la nostra sanità". Lo ha affermato il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, componente della commissione Sanità di palazzo Madama, in occasione di una delle tappe dell'iniziativa #FabbricheAperte di AssoGenerici: un vero e proprio viaggio tra le strutture, i processi produttivi e le risorse umane delle aziende che producono farmaci equivalenti per far conoscere ai decisori e al pubblico il valore economico, occupazionale e di innovazione del settore in Italia.In quasi 15 anni, dall'introduzione degli equivalenti in Italia, le aziende farmaceutiche impegnate in questo settore hanno infatti visto crescere progressivamente il loro mercato di riferimento. Dal 2001 a oggi, il comparto ha sviluppato quasi 10mila posti di lavoro (tra addetti diretti e indotto) e rappresenta un mercato annuale di oltre 2,6 miliardi di euro per un totale di quasi 380 milioni di confezioni. Oltre il 50% della produzione avviene in officine italiane, localizzate soprattutto nel Nord Italia. "In questi anni - ha aggiunto il senatore - questi prodotti hanno consentito di mettere più in protezione e al sicuro il Sistema sanitario nazionale, perché si sono ottenuti risparmi, garantendo un accesso al bene farmaco in condizioni di assoluta sicurezza e garanzia"."Credo dunque - ha proseguito D'Ambrosio Lettieri - che possiamo guardare in termini di prospettiva con fiducia, da oggi al 2023 scadranno numerosi brevetti con un valore che si stima superiore ai 20 miliardi di euro e indubbiamente c'è bisogno di una mobilitazione complessiva. Non solo da parte del decisore politico, ma di tutta la filiera, perché vi sia un maggiore impegno e una maggiore consapevolezza e convinzione rispetto all'importanza della diffusione" di questi medicinali. Diffusione "che non va assolutamente a danno della ricerca: dobbiamo riuscire a mettere in migliore equilibrio il sistema della genericazione con quello che produce l'innovazione". "Come associazione che raggruppa un numero importante di aziende - ha affermato Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici - con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segnale. Ricordo che l'Italia dal punto di vista della produzione farmaceutica è al secondo posto in Europa dopo la Germania. Il medicinale equivalente rappresenta una risorsa importante per quanto riguarda la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: abbiamo una quota di mercato pari al 20%, ma questa quota di mercato non rappresenta sufficientemente l'impatto che noi abbiamo sulla sostenibilità". Ovvero, prosegue, "nel momento in cui esce un equivalente, il prezzo di rimborso, cioè quanto spende il Ssn per quel determinato prodotto che prima era sotto brevetto, diminuisce almeno del 50-60%. Quindi noi, investendo e registrando farmaci, automaticamente investiamo in un percorso virtuoso di sostenibilità e di accesso alla cure di tutti i pazienti. E con i biosimilari la platea di pazienti che potranno avere accesso ai farmaci innovativi per patologie gravi e invalidanti, sarà sempre maggiore".Dunque, ciò che non è sufficientemente rappresentativo, ha proseguito Häusermann, "è proprio l'attuale quota mercato: due confezioni di farmaci su 10 sono a oggi equivalenti, ma questo 20% non rappresenta l'impatto enorme sulla sostenibilità del Ssn". Quanto all'innovazione, "noi - spiega il presidente AssoGenerici - innoviamo necessariamente: se un medicinale è stato sviluppato 20 anni fa, oggi la produzione, le caratteristiche chimico-fisiche, la sicurezza, il profilo farmacologico non cambiano. Però la qualità della produzione sì, grazie a macchinari (prodotti in maggioranza in una zona specializzata intorno a Bologna) e controlli, che in passato non c'erano. L'innovazione è dunque a livello industriale e l'Italia in questo è all'avanguardia". In conclusione, "stiamo facendo questo 'giro a 360 gradi' - chiosa Häusermann - tra chi produce, chi innova e chi commercializza per arrivare al tema della sostenibilità. E ricordo che da alcuni anni la parte relativa alla spesa territoriale è sotto controllo, mentre quella che è esplosa è la voce ospedaliera, con farmaci ancora sotto brevetto e con una spesa decisamente importante".
AITV