Roma, 5 set. (AdnKronos Salute) - "Porterò alla Stato-Regioni il nome del dottor Luca Li Bassi, esperto internazionale, indipendente da vecchie logiche di appartenenza politica". Così Giulia Grillo, ministro della Salute, in un nota, sul rinnovo dei vertici dell'Agenzia italiana del farmaco. A meno di due mesi dalla pubblicazione dell’avviso per la manifestazione di interesse per la carica del direttore generale di Aifa, si è concluso dunque lo screening sui curricula degli esperti che hanno risposto alla richiesta. "Mi prendo il merito di riportare in Italia un 'cervello in fuga' - aggiunge il ministro - Tra i primi compiti che affiderò al nuovo Dg c’è sicuramente quello di mettere l’Aifa in grado di garantire a tutti i pazienti i trattamenti innovativi che la ricerca mette a disposizione. Sono convinta che la gestione delle risorse destinate al sistema farmaceutico possa essere effettuata in modo decisamente più efficiente di quanto avvenuto finora e proprio per questo ho individuato un nuovo direttore generale". Luca Li Bassi, milanese, è un medico chirurgo esperto di management sanitario e sanità pubblica, con una lunga attività internazionale in materia di gestione e rimborsabilità dei farmaci, già tra i responsabili della spesa farmaceutica all’interno di Pharmac, l’agenzia neozelandese per le politiche del Farmaco, che corrisponde alla nostra Aifa. Li Bassi è stato anche responsabile delle spese di farmaci e presidi medici al Fondo Mondiale per la lotta all’Hiv, tubercolosi e malaria di Ginevra e ora responsabile presso l’Agenzia Iaea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) del gruppo di lavoro per l’implementazione della radioterapia e della medicina nucleare nei sistemi sanitari nazionali."Ho incontrato gli interessati potenzialmente idonei a ricoprire l’incarico -afferma il ministro Grillo - e, al termine di questo importante passaggio, ho valutato che il profilo di Li Bassi mettesse insieme l’esperienza manageriale, l’indipendenza, la competenza in ambito farmaceutico, le capacità indispensabili per favorire una seria riforma della governance del farmaco, tale da consentire la sostenibilità del sistema e il miglioramento dei servizi al cittadino. La scelta operata in totale trasparenza di un esperto di livello internazionale, sganciato da vecchie logiche di appartenenza politica, è un primo segnale forte che io e il Governo intendiamo dare perché le nomine siano sempre più indipendenti". "Il nome è stato individuato a seguito di una valutazione condotta anche col prezioso contributo di tre esperti internazionali, Claudio Jommi, Roberto Cingolani e il britannico Sir Andrew Dillon, considerato dal 'Time' tra le 25 personalità più influenti nel mondo bio-farmacologico e fondatore del Nice (National Institute for Health and Clinical Excellence) - sottolinea il ministero della Salute - I consulenti, dopo un attento esame dei titoli, delle esperienze maturate e delle competenze raggiunte, attraverso una procedura 'in blind', hanno suggerito al ministro la rosa con i nomi delle persone interessate più adatte al ruolo da ricoprire".

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