Roma, 27 nov. (Adnkronos Salute) - Gli infortuni sul lavoro riguardano più gli uomini delle donne, 67% contro 33%. Ma sono in controtendenza le denunce per infortuni in itinere, che riguardano soprattutto le donne (22,7% contro il 10,4% del totale degli infortuni) e che potrebbero essere dovuti a tragitti casa-lavoro più complessi per unificare più percorsi, dovendo gestire casa, bambini, anziani, o al ridotto numero di ore di sonno, con ricadute in termini di incidenti stradali. E' quanto emerge dal Libro bianco 'Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione', realizzato da Fondazione Onda grazie al supporto di Farmindustria, presentato oggi a Roma.La diversità tra uomo e donna si può riflettere in diverse condizioni di salute. Le donne, ad esempio, soffrono di depressione da 2 a 3 volte più degli uomini, non solo per fattori biologici, quali il ciclo ormonale e l'effetto degli estrogeni, ma anche sociali, come il multitasking femminile e il conseguente stress e la violenza di genere. Al contrario, le malattie cardiovascolari, considerate quasi esclusivamente appannaggio del sesso maschile, che in effetti ne è più colpito (4,9% vs 3,5%), rappresentano la prima causa di morte delle donne (48% vs 38% per gli uomini). Alla base, c'è innanzitutto un impatto maggiore di alcuni fattori di rischio, quali fumo e diabete che ne causa una prognosi peggiore. Seppur le donne fumino in media meno degli uomini (14,9% vs 24,8%), a loro basta fumare un terzo delle sigarette 'maschili' per avere lo stesso rischio cardiovascolare; inoltre, la donna con diabete ha un rischio cardiovascolare superiore del 44% rispetto all’uomo con pari compenso glicemico. Anche la maggior prevalenza femminile di malattie autoimmuni ed endocrine (da 2 a 50 volte più frequenti nelle donne), depressione e stress associato al nuovo ruolo sociale della donna concorrono al maggior impatto delle malattie cardiovascolari."La medicina di genere - afferma Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda - non va intesa come una branca della medicina, ma come un approccio da applicare a tutte le discipline mediche, tra le quali anche la medicina del lavoro. Questo volume delinea un quadro sulla sua evoluzione e applicazione, non solo in Italia, in diversi ambiti: clinico, farmacologico, accademico, sanitario e sociale. Pubblicarlo nell'anno di emanazione del Piano per l'applicazione e diffusione della medicina di genere, è motivo di soddisfazione. Equità di accesso alle cure e sostenibilità del Ssn richiedono che donna e uomo siano considerati nella loro specificità"."Cure sempre più mirate e personalizzate, per la donna e per l'uomo. E' questa la frontiera della ricerca farmaceutica - aggiunge Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria - basti pensare che oggi il 42% dei medicinali in sviluppo è indirizzato alla medicina di precisione, dato che sale al 73% considerando solo quelli antineoplastici. Ecco perché è importante partire dallo studio delle differenze di genere per arrivare a risposte cucite su misura sulla specifica persona". "L’impegno delle aziende - evidenzia - è rivolto anche al Diversity Management, che non va inteso solo come diversità di genere ma anche come diversità di esigenze, di situazioni familiari, di patologie, di cure e terapie. Con un occhio di riguardo all’universo femminile, che è una vera e propria risorsa nella nostra industria. Le donne rappresentano infatti il 42% degli addetti e circa il 40% dei dirigenti e quadri. E nella ricerca addirittura il 52%".

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