Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Natale: cresce 'ansia da cenone', colpito un italiano su 3

23 dicembre 2016- 17:28
L'associazione, il 35% vive abbuffate con agitazione, il 29% ha sensi di colpa
Roma, 23 dic. (AdnKronos Salute) - Antipasto di fritti o verdure? Primo o secondo? Frutta o panettone? A poche ore dal cenone di Natale cresce l'ansia da tavola imbandita: un italiano su 3 (32%) teme le abbuffate natalizie e le vive con agitazione (35%) e sensi di colpa (29%). Le preoccupazioni al di fuori della sfera alimentare sono invece l'incontro con famiglia (21%) e parenti (17%). E' quanto emerge da un'indagine promossa da Nutrimente Onlus, associazione per la prevenzione e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare. La ricerca è stata condotta su circa 2.500 italiani, uomini e donne tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog e forum."Durante il periodo natalizio la preoccupazione più grossa è come fronteggiare le abbuffate - afferma la psichiatra Sara Bertelli, presidente di Nutrimente Onlus Milano - Il cibo sembra essere diventata una preoccupazione anche per le persone che non hanno un disturbo della condotta alimentare. Con queste premesse sembra difficile godersi il momento. Spesso l'ansia prima di sedersi a tavola e il senso di colpa quando la si lascia si sostituiscono alla gioia della condivisione e del ritrovarsi conviviale. E' importante capire se si sente fame o no, e se quando si sta per andare a tavola ci si sente nervosi e, in caso, quale sia la preoccupazione".Ma quali sono le fasce d'età che temono di più le abbuffate natalizie? Tra i giovani spiccano i ragazzi tra i 22 e i 25 anni (26%). Si tratta degli studenti che vivono fuori sede, appensantiti dal regime alimentare che vede i carboidrati in cima alla preferenze. Al secondo posto i giovani tra i 18 e i 21 anni (21%), e sono soprattutto le ragazze a rifiutare piatti gustosi e nutrienti. Tra gli over 40, invece, la fascia più colpita è quella dai 45 ai 50 anni (28%), con le donne sempre in superiorità numerica. Mentre meno preoccupati risultano i giovani dai 35 ai 38 anni (23%).Le domande più frequenti che si faranno gli italiani con ansia da cenone sono: "Guarderanno nel mio piatto?" (23%), "Mi sentirò obbligato a mangiare tutto?" (18%), "Commenteranno il fatto che mangio troppo o troppo poco?" (15%), "Mi faranno domande intime?" (12%). Diversi sono, invece, gli escamotage per affrontare questi timori. Il 48% di italiani riduce considerevolmente le porzioni nelle settimane che precedono le feste e in quelle che seguono. Il 29% inventa diete riducendo il cibo all'osso per evitare tentazioni al cenone di Natale. E poi c'è chi si chiude in palestra: il 25% degli italiani aumenta le ore passate nei centri sportivi, per evitare di pensare troppo al cibo a ridosso delle feste.Ma quali sono i consigli degli esperti per non farsi prendere dall'ansia e partecipare con serenità ai pranzi e vene di Natale? 1) Non arrivare a tavola affamati. Quindi: evitare i digiuni in previsione dei banchetti, e nutrirsi durante l'arco della giornata magari prediligendo frutta e verdura, permetterà di arrivare a tavola senza mangiare più di quello che vorremmo;2) Pensare a se stessi. Non farsi influenzare dal giudizio di parenti e amici sulla quantità di cibo che ingeriamo o sull'aspetto fisico, ma focalizzarsi sul proprio benessere;3) Utilizzare un approccio positivo. Non focalizzarsi sulle calorie del cibo e su quanto tempo ci vorrà a smaltirlo. Concentrarsi invece sulla convivialità e godersi la compagnia delle persone care;4) Evitare divieti eccessivi. Se si ama particolarmente una pietanza e si teme di esagerare, imporsi di non mangiarla non solo aumenterà la voglia, ma farà rischiare di mangiarne il doppio e di aumentare la frustrazione. Tutto può essere concesso in dosi adeguata.5) Essere moderati. Assaggiare tutto, ma in quantità moderate. Gustare lentamente quello che c'è nel piatto e ricordare che il benessere è maggiore se coinvolti i 5 sensi;6) Eliminare lo stress dalla tavola. Quando si è stressati si tende a mangiare di più e più velocemente. Domande su lavoro, vita e partner da parte dei parenti possono essere stressanti: cercare di vederla come una manifestazione di interesse aiuta;7) Seguire gli obiettivi personali. In caso di restrizioni particolari a cui proprio non si vuole trasgredire, un'idea potrebbe essere chiedere di inserire un cibo nel menù o rifiutare senza vergogna;8) Evitare commenti sul cibo. Non parlare di cibo a tavola e commentare quello che si sta mangiando o le porzioni dei vicini di posto. Si è a tavola per condividere il momento e la festa non per giudicare quello che mangiamo.
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