Milano, 21 ago. (AdnKronos Salute) - Ultimi giorni per mettersi in regola con gli adempimenti previsti dalla legge sull'obbligo vaccinale. Milano si prepara all'avvio di un nuovo anno scolastico. La prima data cruciale è mercoledì 5 settembre, giorno in cui riapriranno le porte asili nido e scuole dell'infanzia comunali. Poi toccherà alle scuole primarie e secondarie, in cui le attività riprenderanno il 12 settembre. Nella metropoli, dopo l'ultima scadenza del 10 marzo per la consegna della documentazione, il precedente anno scolastico si era chiuso con un solo bambino rimasto definitivamente fuori da nidi e materne comunali perché non in regola con gli obblighi vaccinali (su un numero inizialmente più elevato di piccoli rimandati a casa o con situazioni da chiarire, poi regolarizzati). Nessuna 'multa' è stata invece inflitta a famiglie di studenti dai 6 ai 16 anni iscritti nelle scuole primarie e secondarie, sebbene in tutta la Lombardia dai dati disponibili al 20 marzo scorso risultassero oltre 24 mila casi a rischio sanzione. "Non siamo gli unici a non averle applicate - precisa all'AdnKronos Salute l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera - Avevamo infatti chiesto al Governo la definizione del quantum", nel provvedimento si parlava infatti di sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro, "ma poi con il cambio di esecutivo la questione era rimasta in sospeso". Ora il nodo documenti - e la prospettiva di possibili esclusioni - si ripropone. Sulla base di un primo giro di verifiche con l'Ats Città metropolitana, il Comune di Milano ha inviato mail a circa 600 famiglie di bambini da 0 a 6 anni non completamente in regola con gli adempimenti previsti, su un totale di circa 33 mila iscritti a nidi e materne comunali.Non si tratta necessariamente di 'no-vax', precisano da Palazzo Marino, ma piuttosto e soprattutto di bambini per i quali magari l'iter vaccinale è ancora in corso o la documentazione risulta incompleta. Fattispecie diverse, che comprendono anche famiglie di stranieri con situazioni particolari per le quali la procedura risulta più difficile (per esempio serve la traduzione che autentichi certificati di Paesi terzi attestanti le avvenute vaccinazioni).Per venire incontro ai genitori ancora alle prese con l'iter burocratico e dare loro una mano a mettersi in regola con le carte relative alle 10 iniezioni scudo previste come obbligatorie in Italia, si è anche deciso di tenere aperta una postazione dal 3 al 7 settembre (dalle 8.30 alle 17.30) negli uffici di via Alzaia Naviglio Grande 20. Il punto fermo ribadito però dal Comune è che, sulla base della normativa vigente ad oggi, i piccoli senza i necessari documenti non potranno accedere ad asili nido e scuole dell'infanzia comunali. A confermarlo è stata anche il vice sindaco Anna Scavuzzo, ospite del Tgr Lombardia: "Chi non è in regola con la norma non potrà portare i bambini a scuola".Ecco perché il tempo stringe per chi deve ancora presentare certificati che attestino l'avvenuta profilassi, autocertificazioni, carte che attestino la prenotazione con Ats delle iniezioni scudo o, per i bambini che non possono essere vaccinati, la relativa documentazione medica. Quanto ai controlli - necessari per garantire la sicurezza di quegli allievi più fragili e senza protezione, immunodepressi, affetti da gravi malattie come tumori - si lavora gomito a gomito con l'Ats.E' di poche settimane fa il caso finito sotto i riflettori di una mamma bresciana che raccontava sui social di come aveva ritoccato un documento da consegnare alla scuola della figlia. E da più parti si è avvertita la necessità di ribadire e ricordare ai genitori che redigere autocertificazioni false è un reato. Scavuzzo ha voluto comunque rassicurare le famiglie dei piccoli che usufruiscono dei servizi per l'infanzia: "La stragrande maggioranza dei bambini iscritti è già in regola", ha precisato sottolineando infine che "per adesso rispetto all'anno scorso non è cambiato nulla. Il percorso che abbiamo affrontato come Comune ricalca quello dello scorso anno, anche perché le modifiche normative che stanno discutendo a Roma (il riferimento è all'emendamento al decreto Milleproroghe, passato al Senato e in attesa di essere votato alla Camera, ndr) ancora non hanno un effetto".

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