Roma, 10 set. (AdnKronos Salute) - Sale la spesa in Ricerca e Sviluppo realizzata con proprio personale e con proprie attrezzature da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università ed a trainare gli investimenti sono le imprese. Secondo il report diffuso oggi dall'Istat sulla Ricerca e sviluppo in Italia negli anni 2016-2018, si stima che la spesa per R&S intra-muros sostenuta nel 2016 da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università sia pari a 23,2 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2015). Per il 2017, i dati preliminari, rileva l'Istat, indicano un aumento della spesa per R&S pari all’1,8% a valori correnti sia nelle imprese sia nelle istituzioni pubbliche (non sono ancora disponibili i dati sulle università). Per il 2018 le previsioni fornite da imprese e istituzioni confermano un ulteriore aumento della spesa in R&S intra-muros (+3,4% sul 2017): in particolare, istituzioni pubbliche +5,6%, istituzioni private non profit +4,9% e imprese +2,9%, aggiunge l'Istituto di statistica. L’incidenza percentuale della spesa per R&S intra-muros sul Pil (Prodotto interno lordo), pari all’1,38% nel 2016, è in lieve crescita rispetto all’anno precedente (era l’1,34% nel 2015), segnala ancora l'Istat rilevando che alla spesa complessiva contribuiscono il settore delle imprese per il 60,8%, le università per il 24,2% e le istituzioni pubbliche per il 12,6%. Rispetto al 2015 la spesa per R&S cresce del 9,3% per le imprese, resta stabile nelle istituzioni pubbliche, mentre flette nelle università (-1,0%) e, in misura ancora più marcata, nelle istituzioni private non profit (-18,6%). L'Istat rileva inoltre che aumenta dal 2015 il contributo alla spesa complessiva per R&S delle imprese a controllo nazionale e dei finanziatori esteri rispettivamente di 2,1 e 1,5 punti percentuali; è in calo quello delle istituzioni pubbliche, università e non profit (-3,5 punti percentuali in totale). L'Istat segnala che l'aumento più rilevante della spesa per R&S intra-muros riguarda le attività di sviluppo sperimentale (+15,6%); la ricerca di base e quella applicata registrano un lieve calo (complessivamente -0,2%). Cresce nel 2016 anche il personale impegnato in attività di R&S conteggiato sia in unità sia in termini di unità equivalenti a tempo pieno (Etp). In particolare, ammonta a 435.283 unità (+11,7% dal 2015) e a 290.039,5 in termini di Etp (+11,9%). Rispetto al totale degli addetti i ricercatori in termini di unità aumentano del 6,6% (da 174.327 unità del 2015 a 185.916 nel 2016). In termini di Etp, i ricercatori aumentano del 6,2% (da 125.875,0 a 133.705,7 unità espresse in Etp). L’aumento più consistente in Etp è rilevato nelle imprese (+11,3%) e nelle università (+4,0%).Riguardo il 2017, l'Istat registra lievi variazioni agli stanziamenti per R&S di Amministrazioni Centrali, Regioni e Province autonome: i fondi passano da 8,7 miliardi di euro del 2016 (previsioni di spesa assestate) a circa 8,6 miliardi di euro del 2017 (previsioni iniziali).

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