Roma, 11 set. (AdnKronos Salute) - Ogni anno sono "migliaia di pazienti che accedono nei pronto soccorso di tutta Italia con sintomi di intossicazione dopo aver consumato funghi". e "si registrano diverse centinaia di interventi a favore di cercatori di funghi in difficoltà". A fare il punto sulla nuova stagione di raccolta che si è appena aperta è la Società italiana di tossicologia (Sitox). Particolarmente in questo periodo dell’anno la cronaca riporta numerose intossicazioni dovute all’ingestione di funghi commestibili e non. L’allarme è confermato dai Centri antiveleni - sottolinea la Sitox - presenti sul territorio italiano, dove lavorano medici, farmacisti ed esperti della Sitox. Non pochi sono anche i raccoglitori che si smarriscono o che sono vittime di traumi durante le escursioni. "È un bollettino ricorrente quello che si presenta ogni anno, a partire da settembre, durante la stagione della raccolta, che porta la Società italiana di Tossicologia e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) - evidenziano gli esperti - a lanciare insieme l’allerta affinché l’entusiasmo non offuschi la necessaria prudenza. Importanti anche i consigli: non c’è bisogno di rinunciare a una passione, è sufficiente seguire le indicazioni degli esperti qui elencate". I funghi consumati comprendono sia specie commestibili che velenose. Nel primo caso si tratta di intossicazioni causate dall’ingestione di quantità eccessive (in particolare di porcini crudi), di funghi non adeguatamente cotti (chiodini) o preparati (laricini) oppure non in perfette condizioni.Secondo i tossicologi "non deve stupire che i pazienti con sintomi conseguenti all’ingestione di funghi commestibili possano arrivare a rappresentare quasi la metà della casistica annuale di un centro antiveleni. A preoccupare maggiormente sono tuttavia le intossicazioni causate dalla raccolta e dal consumo di funghi velenosi (centinaia di specie), che sono in grado di causare patologie gravi e talvolta letali".Gli esperti ricordano che "il modo di consumare funghi in sicurezza esiste: raccogliere solo funghi di cui si è assolutamente certi della commestibilità e, nel dubbio, fare ispezionare il proprio raccolto presso gli ispettorati micologici presenti in ogni asl; ricordare che non esistono metodi 'casalinghi' per il riconoscimento di un fungo velenoso (una falsa credenza riguarda l’utilizzo di aglio, argento o prezzemolo che se anneriti o ingialliti dal contatto con il fungo rivelerebbero la sua tossicità); non fidarsi di un riconoscimento effettuato tramite un libro o addirittura una app (i funghi non sono fatti con lo stampino e specie commestibili e velenose possono essere molto simili); non consumare funghi in quantità abbondanti o in pasti ravvicinati. Inoltre - rimarcano i tossicologi - le donne in gravidanza, anziani e bambini piccoli dovrebbero astenersi dal consumo di funghi raccolti non controllati: lavanda gastrica e trattamenti invasivi in queste categorie possono risultare particolarmente rischiosi da effettuare"."Indipendentemente dall’intensità, dalla durata e da quando si manifestano i sintomi (subito o dopo alcune ore), se dopo aver mangiato funghi si sta male bisogna sempre recarsi al pronto soccorso, portando eventuali avanzi del pasto - ricorda la Sitox - Cercare di gestire la situazione a casa, assumendo farmaci per ridurre vomito e diarrea, può voler dire rischiare la vita". Ci sono gli infortuni che possono sopraggiungere durante le scampagnate per raccogliere i funghi. Il Cnsas, risorsa tecnica del Sistema sanitario di Urgenza ed Emergenza 118, registra ogni anno diverse centinaia di interventi a favore di cercatori di funghi in difficoltà. Qualche decina risultano le vittime sull’intero territorio nazionale. Spesso gli interventi di ricerca e soccorso si dimostrano difficili a partire dall’individuazione precisa della zona dove il cercatore è disperso. La scivolata va considerata come il pericolo maggiore. Non di rado vengono soccorse anche persone colte da malore, presumibilmente dovuto a un eccessivo affaticamento. I consigli dei tossicologi in questi casi suggeriscono che va evitato l’uso di stivali di gomma, anche su terreni apparentemente poco impegnativi, a favore di un buon paio di scarponi da montagna. Sovente i cercatori di funghi si muovono da soli per mantenere segreti i luoghi di raccolta. Ma va ricordato che, in mancanza di compagni, anche un piccolo incidente può determinare situazioni difficili da controllare. Ad esempio, una banale frattura può irreparabilmente obbligare all’immobilità e alla conseguente impossibilità di chiamare soccorso.

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