Milano, 27 ago. (AdnKronos Salute) - Una maxi grigliata al barbecue non avrà mai ucciso nessuno, ma forse per gli 'addicted della carbonella' - quelli che ogni giorno è buono per accendere la brace - è il caso di riporre gli arnesi del mestiere in soffitta e optare al più presto per una modalità di cottura più sicura. Almeno stando ai risultati di un nuovo studio presentato al Congresso della Società europea di cardiologia Esc, in corso in Germania a Monaco di Baviera, secondo cui l'utilizzo a lungo termine di carbone, legno o carbonella per cucinare è associato a un aumentato rischio di morte per malattie cardiovascolari. "Dovrebbero passare all'elettricità o al gas il prima possibile", suggerisce Derrick Bennett dell'università di Oxford (Regno Unito), uno degli autori del lavoro che ha valutato l'associazione tra uso di combustibili solidi in cucina e morte cardiovascolare, nonché il potenziale impatto del passaggio ad alternative più pulite. Lo studio ha incluso 341.730 adulti di età tra i 30 e i 79 anni, reclutati in 10 aree della Cina nel periodo 2004-2008. I ricercatori hanno raccolto informazioni su quanto spesso i partecipanti cucinassero e il combustibile principale utilizzato nelle loro tre abitazioni più recenti. E hanno così stimato la durata dell'esposizione ai combustibili solidi limitando la loro analisi a persone non affette da malattie cardiovascolari che cucinavano settimanalmente. Le informazioni sulla mortalità sono state raccolte fino all'1 gennaio 2017 dai registri dei decessi e da quelli ospedalieri. Tre quarti dei partecipanti erano di sesso femminile, età media 51,7 anni.Complessivamente, il 22,5% aveva utilizzato principalmente combustibili solidi per 30 anni o più, il 24,6% per 10-29 anni e il 53% per meno di 10 anni. Fra le persone reclutate una quota era passata da combustibili solidi a puliti; 8.304 sono stati i morti per malattie cardiovascolari e - dopo aggiustamenti per educazione, attitudine al fumo e altri fattori di rischio cardiovascolare - gli scienziati hanno calcolato che ogni decennio di esposizione a combustibili solidi è associato a un rischio maggiore del 3% di morte cardiovascolare. I partecipanti che li avevano usati per 30 anni o più avevano un rischio aumentato del 12% rispetto a quelli che li avevano usati per meno di 10 anni. L'adozione di metodi di cottura puliti è stata infine associata a un minor rischio. Nel dettaglio, ogni 10 anni rubati all'uso di 'carbonella & co.' equivalgono a un rischio inferiore del 5% di morte cardiovascolare. "Il passaggio all'elettricità o al gas - conclude Zhengming Chen (università di Oxford), ricercatore principale dello studio - ha indebolito l'impatto del precedente uso di combustibili solidi, e questo suggerisce che l'associazione negativa potrebbe essere reversibile".

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