Milano, 15 mar. (AdnKronos Salute) - C'era un tempo in cui le persone con sindrome di Down tendevano a nascondersi allo sguardo della società, in molti casi vivevano in istituti, non avevano accesso all'istruzione e al mondo del lavoro. Era l'Italia 40 anni fa. Il 1979 era l''anno zero'. Nel 1981, da poco i bambini portatori della trisomia 21 potevano frequentare la scuola dell'obbligo, non tutti ci andavano. Oggi frequentano dall'asilo nido all'università. Nel 1985 non esistevano lavoratori con sindrome di Down, oggi il 13% degli adulti lavora e saranno sempre di più, promette l'Associazione italiana persone Down (Aipd) in uno spot lanciato in occasione del suo compleanno speciale: 40 anni appunto, che raccontano una storia di emancipazione e conquiste. "Quarant'anni di fatiche, di gioie e di grandi risate, di cadute e di incredibili successi", spiega l'attore Lino Guanciale, voce narrante del video. Protagonisti: generazioni di ragazzi con il sole nello sguardo. Certo, osserva Anna Contardi, coordinatrice nazionale di Aipd, "gli episodi e le battute di cattivo gusto circolati proprio in questi ultimi giorni dimostrano quanto ci sia ancora da fare per superare i pregiudizi". Casi come il tweet per cui è finito sotto accusa il social media manager della Lega Toscana, Augusto Casali, in cui per annunciare il 'Facebook down' è stata usata una foto di tre bambini con la sindrome. C'è dunque da fare. E non a caso l'Aipd non si è fermata allo spot, prodotto gratuitamente dallo studio creativo Frog'n roll e scritto e diretto da Elena Fiorenzani e Dario Baldi, ma lancia una campagna e un tour - il DownTour - che vedrà da giovedì 21 marzo (Giornata mondiale) a domenica 13 ottobre un camper in viaggio lungo lo Stivale, per promuovere incontri ed eventi, "raccontare, festeggiare e stupire chi ancora non ci conosce", annuncia il testimonial Guanciale nello spot. L'avvio del tour, da piazza del Popolo a Roma, sarà preceduto da un'esplosione di musica: Aipd ha deciso di aderire e farsi parte attiva nel flash mob europeo che il 21 marzo si svolgerà in diversi Paesi. L'appuntamento romano è alle 16. Sulle note della canzone 'U are cool' (Philip Abussi di Mokamusic), una semplice coreografia sarà messa in scena dai partecipanti. Hashtag: #citizenlikeyou. Per l'occasione viene lanciato anche il video che racconta la graduale e faticosa conquista di autonomia e cittadinanza delle persone con sindrome di Down. Lo spot gioca proprio sulla dicotomia 'nascondere/mostrare'. Con i tanti bambini e adulti con sindrome coinvolti nella clip, vengono contrapposti momenti in cui "ci si nasconde simbolicamente", come negli anni '70 e '80, a tempi più recenti in cui finalmente ci si mostra orgogliosi e fieri della propria identità. In 40 anni, spiegano dall'associazione, l'Aipd ha indicato ai bambini, agli adolescenti e agli adulti con Sd e alle loro famiglie "nuovi coraggiosi percorsi di inclusione, di autonomia, di indipendenza". Ora fra le celebrazioni dell'anniversario l'impegno è anche per una campagna di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi. Saranno offerti, a fronte di una piccola donazione, dei confetti di cioccolata realizzati per Aipd dall'azienda Cuorenero, in forma di 'Pillole per…'. E insieme saranno distribuite informazioni sulla sindrome e sulla storia dell'associazione. In Italia un bambino ogni 1.200 nasce con sindrome di Down, una condizione genetica alla base della più comune forma di disabilità intellettiva nel mondo. "Noi abbiamo sempre considerato" questi bambini "una risorsa con un grande potenziale, capace di contribuire allo sviluppo e all'arricchimento della nostra società", spiegano dall'associazione nata nel 1979 per iniziativa di un originariamente piccolo gruppo di famiglie. Oggi sono quasi 2 mila i familiari che si impegnano quotidianamente, insieme a professionisti di ogni genere, nelle 52 sezioni Aipd presenti in tutta Italia. La lotta "perché pari diritti e pari opportunità siano pienamente riconosciuti alle persone con sindrome di Down, in ogni ambito della vita sociale, in Italia ma anche negli altri Paesi", non finisce qua, assicurano. E il camper in questi 6 mesi e nelle 30 tappe in programma attraverserà tutta Italia per ribadirlo. L'invito è a "salire a bordo" per unirsi "a questa lunga lotta contro il pregiudizio".

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