Milano, 14 giu. (AdnKronos Salute) - Il presente e il futuro della diagnosi del melanoma è uno dei temi al centro del 24° Congresso mondiale di dermatologia (Wcd2019) in corso a Milano. Giuseppe Argenziano, direttore della Clinica dermatologica dell'università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, mette a confronto la classica dermoscopia, la nuova microscopia confocale e le prospettive che si aprono grazie all'intelligenza artificiale. Oggi è solo uno scenario, ma un giorno, "come in Star Trek - prevede l'esperto - vedremo uno strumento nella nostra mano in grado di effettuare le diagnosi senza aver bisogno di visitare il paziente". "Partiamo col dire che la diagnosi precoce è essenziale - spiega il dermatologo - perché significa asportare un tumore prima che diventi pericoloso per la salute. E' il lavoro che facciamo quotidianamente ed è per questo che ci avvaliamo di strumenti tecnologici come i dermatoscopi e i videodermatoscopi che ci consentono di fare la cosiddetta mappatura dei nei, e di metodi come la microscopia confocale, uno strumento interessante che effettua una 'biopsia dal vivo' perché vede le cellule della pelle ed eventualmente dei tumori. Questo sistema, però, è alquanto costoso - precisa Argenziano - e può funzionare solo in centri di riferimento specifici. Con la dermoscopia, invece, le lesioni e le macchie vengono visualizzate al momento della visita e se si riscontra qualcosa di particolarmente sospetto si può ricorrere a interventi di rimozione".E il 'dottor Ai'? "Un topic molto popolare oggi - conferma lo specialista - è quello dell'intelligenza artificiale perché si stanno sviluppando algoritmi che consentono a un computer di dirci se una lesione della pelle sia benigna o maligna. Questa diagnosi viene fatta molto bene, quasi come se fosse condotta da un clinico esperto. Il punto è che per il momento si parla di una pratica molto difficile da utilizzare nel quotidiano vista la sua complessità. In futuro, però, questo tipo di tecnologia arriverà".

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