A- A+
Il Sociale
"Soldi di Soros al sociale, perché no? Non è peggio delle multinazionali"

"Dati per scontati il disinteresse e il valore sociale di un progetto, siete sicuri che farselo finanziare dalla fondazione Soros sia più disdicevole che (esempi a caso) da Microsoft, Eni, Unicredit, Tim, Poste, Coca Cola, dalle fondazioni di Warren Buffett o di Bill Gates, o perfino dalla Coop? E per quali motivi?" A scriverlo, sul suo profilo Facebook, è il giornalista Stefano Trasatti, fondatore e direttore per 15 anni di Redattore Sociale e ora responsabile della comunicazione di CSVnet. Un post, quello di Trasatti, che prende spunto dalle polemiche sui finanziamenti percepiti dal giornalista Gabriele Del Grande, tornato in Italia dopo essere stato detenuto in Turchia. E da qui solleva il dibattito sui finanziamenti al mondo del sociale. 

IL POST DI TRASATTI SU FACEBOOK

(...)

"Sono stato uno dei consulenti informali e gratuiti della Open society foundation (Osf)". Eravamo alla fine del decennio scorso, alla fine degli anni d’oro dei governi Berlusconi, i tempi di Maroni, degli “esodi biblici”, dei pacchetti sicurezza del centro sinistra: la fondazione di Soros decise per la prima volta di operare in Italia, allarmata dalla mancanza di pluralismo nell’informazione e dall’aumento di episodi di razzismo (non solo verbale) e di discriminazioni di soggetti deboli. La Osf individuò alcune decine di organizzazioni non profit e chiese loro di presentare progetti su quegli ambiti. Ne finanziò parecchi, con cifre non enormi e controlli serrati, diffondendo pratiche, ricerche e linguaggi che prima non c’erano o non avevano i mezzi per emergere. Tra questi, per un periodo, anche il blog di Del Grande, Fortress Europe, attivo dal 2006, cioè da molto prima che organizzazioni come l’Unhcr e altre decidessero che il conteggio dei migranti morti alla frontiera rientrava nei loro compiti istituzionali. Grazie a quei progetti non è cambiata l’Italia, ma qualcosa è cambiato: è cresciuta la consapevolezza istituzionale e la qualità del trattamento di certi argomenti da parte dei mass media. All’agenzia di stampa che dirigevo (Redattore sociale) e all’associazione Parsec venne finanziato uno dei progetti di maggior impatto su linguaggio e discriminazioni: www.parlarecivile.it; e in seguito la sua evoluzione riguardo le immagini video e fotografiche: www.questionedimmagine.org: rispettivamente 60 mila euro e 50 mila dollari". (...)

Affaritaliani.it ha intervistato Stefano Trasatti per approfondire la tematica.

Perché parlare di finanziamenti nel mondo non profit e sociale porta sempre polemiche?

Quello dei finanziamenti è un argomento tabù nel mondo non profit. C'è la tendenza a essere duri e puri, a voler sempre apparire corretti, sostenere azioni di boicottaggio contro delle aziende. Un atteggiamento che spesso cambia quando ci sono opportunità di finanziamento da parte di fondazioni di grandi multinazionali (ormai tutte ne hanno una) o di fondazioni tout court. In quel caso si partecipa silenziosamente e se si ottengono i finanziamenti non è che si stia poi tanto a fare le pulci al finanziatore. C'è molta ipocrisia in questo campo.

Ma ci sono alcuni finanziatori che bisogna davvero evitare?

Certo, ci sono alcune aziende che bisogna evitare e che io infatti non ho nemmeno mai contattato. Ma, fatte salve le dovute eccezioni, nessun finanziatore è buono o cattivo in assoluto. Tutti i principali finanziatori appartengono a un certo tipo di mondo, nessuno è puro al 100 per cento. Molto spesso i soldi che vengono finanziati nel non profit provengono magari da operazioni non troppo lecite. Tutti hanno scheletri nell'armadio, contraddizioni o aspetti discutibili. Io credo che si debba essere molto laici, inforrmarsi sul finanziatore senza essere talebani. Se il proprio progetto ha un valore sociale importante e se il finanziatore lascia totale autonomia va fatta una riflessione molto laica. Purtroppo spesso si trovano moralisti ipocriti e parolai. In pubblico si chiacchiera molto, ma chi urla ai quattro venti di essere puro al 100 per cento inizia già a non esserlo più.

Ma farsi finanziare un progetto da Soros è così disdicevole?

Io non sono in grado di dire se con le sue operazioni Soros ha provocato la svalutazione della sterlina o della lira. Certo, è un finanziere e io in linea di principio ho orrore di chi fa i soldi con i soldi. Ma se scegli di rifiutare i soldi di Soros devi rifiutarli da tutti. Sono tutti "padroni", tutti speculano, anche l'azienda più eticamente irreprensibile. Certo, Soros è una figura contraddittoria ma non è che lui sia quello cattivo e Warren Buffet sia quello buono. Queste sono favole. Anche le multinazionali e le case farmaceutiche sono profondamente contraddittorie. Io valuto positivamente i 12 miliardi in 30 anni investiti da Soros in ambiti e cause che sono le stesse su cui ho lavorato io, dalla discriminazione al razzismo. 

Insomma, se con il proprio progetto sociale si può arrivare a un bene maggiore non bisogna fare troppo i "talebani" sui finanziamenti.

Esatto, vorrei suggerire un paradosso. Noi oggi andiamo in vacanza in grandi resort e visitiamo importanti palazzi storici. Se pensassimo che alcuni resort sono stati fatti 100 anni fa grazie a soldi della mafia o della droga oppure questi monumenti sono stati costruiti sacrificando le vite di migliaia di operai che cosa dovremmo fare? Insomma, essere integralisti è sbagliato. La nostra storia è molto complessa.

twitter11@LorenzoLamperti

 
Tags:
sorosfinanziamentisociale

in vetrina
Alessandro Cattelan porta EPCC a teatro: Ratajkowski, Chiara Ferragni e... ECCO I SUPER-OSPITI

Alessandro Cattelan porta EPCC a teatro: Ratajkowski, Chiara Ferragni e... ECCO I SUPER-OSPITI

i più visti
in evidenza
Gf Vip 3, Silvia Provvedi in Casa Caos, la regia la riprende mentre...

Grande Fratello Vip News

Gf Vip 3, Silvia Provvedi in Casa
Caos, la regia la riprende mentre...

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Peugeot svela le nuove 508 e 3008 Plug-In Hybrid

Peugeot svela le nuove 508 e 3008 Plug-In Hybrid

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.