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Il Sociale

 

vinicio albanesi
 
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"La sostanza e gli accidenti", questo il tema del ventesimo seminario di formazione per giornalisti dedicato alle tematiche del disagio e delle marginalità,  organizzato dalla Comunità di Capodarco. Ma cosa significa “formazione” per i giornalisti? Quali soggetti devono o possono fornirla? Affaritaliani.it lo ha chiesto  a don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco

Quale è il punto centrale del seminario di quest'anno?
Stiamo assistendo tutti a una trasformazione non soltanto economica ma anche antropologica, dei costumi, del modo di vivere. La stessa informazione subisce questo momento, che è un momento incerto. Per questo abbiamo pensato fosse importante ritornare alla sostanza della comunicazione sociale, lasciando perdere quelli che noi abbiamo chiamato gli "accidenti", rifacendoci al senso aristotelico del termine, come lettura della realtà delle cose. E gli accidenti quali sono? Il gossip, la cronaca nera, quei dettagli che non dicono che cosa sta avvenendo realmente nella nostra società. Per questo siamo tornati ai temi classici, ai temi fondamentali
 

Se dovesse fare un elenco delle tematiche più importanti?
Sicuramente le povertà, di andata e ritorno, nel senso che attualmente il tema della povertà lambisce i cosiddetti "normali", non più solo chi vive ai margini della società. Poi ci sono i giochi, intesi come una tendenza diffusa, che paradossalmente aumenta quando la povertà cresce perchè le persone credono di risolvere la situazione di disagio mettendosi a giocare

Non c'è in questo una responsabilità dello Stato?
Non solo una responsabilità, ma lo stesso Stato - che subisce l'impoverimento delle proprie risorse - cerca nel gioco un modo per aumentare le entrate. Un gioco delle tre carte. E' risaputo che lo Stato nel gioco redistribuisce solo un terzo di quello che incassa. In questo senso lo Stato si fa complice

Sembra che manchi la fiducia nel futuro
Certo. Per questo abbiamo posto l'attenzione anche sull'aumento dei suicidi. C'è un silenzio su questo fenomeno, che fino a ieri era il frutto di forme depressive e ora è diventato il gesto di chi non riesce ad affrontare il futuro. Un fenomeno che si sta aggravando. Manca un futuro in termini sociali e culturali. in più si stanno frantumando i legami affettivi: molte famiglie non sono più stabili. C'è una transizione che nessuno sa dove ci porterà. La stessa famiglia, al di là dei discorsi morali, è diventata più fragile, anche nei legami interni. Una dimensione affettiva che traballa sotto i colpi di legami familiari non forti. In questo quadro ci occupiamo di welfare, lavoro e scuola. Il welfare sempre più soggetto a ritagli, pressioni e furbizie. Sono diminuite le spese dei cittadini per la salute. Si comprano meno medicine.

E il mondo del lavoro?
Il mercato del lavoro non è fermo, praticamente non esiste. Al di là dei messaggi di rassicurazione ,quei pochi posti disponibili vanno a parenti e amici.

Colpa della politica ?
Certo, la tragedia è che non c'è un'idea di sviluppo, si oscilla tra sviluppo alternativo, industria manifatturiera, industria del turismo. Non esiste un'idea, condivisa o meno. Tutti dicono ripartiamo, senza dire da cosa. Il governo dovrebbe indicare una direzione. Questo permetterebbe a chi ha voglia e risorse di ripartire. In Germania hanno indicato tre-quattro obiettivi su cui puntare, così va fatto

Per quanto riguarda le politiche sociali?
Siamo ai tagli orizzontali, limano di qua, limano di la. Prima i trasporti poi l'assistenza domiciliare. Manca un'idea generale di sviluppo anche qui. Così sta avvenendo anche nella scuola. Manca un'idea generale di sviluppo. Le famiglie verso che cosa orientano i figli?

L'appuntamento/ “La sostanza e gli accidenti”, ventesima edizione del seminario di formazione per i giornalisti organizzato da Redattore sociale alla Comunità di Capodarco di Fermo da venerdì 29 novembre a domenica 1 dicembre.

"La sostanza e gli accidenti"
Il programma del seminario


Giornalisti a Capodarco, tra il Palazzo e la realtà. Al via il XX seminario

Parliamo del seminario. Siamo alla ventesima edizione e negli anni è diventato un punto di riferimento. Cosa manca oggi ai grandi mezzi di informazione?
I grandi giornali stanno implodendo nelle piccole storie. Stiamo tornando indietro. mentre in passato c'è stato uno sviluppo per parlare dei grandi temi come casa, scuola e lavoro ora si è tornato alla donna stuprata dal gruppo, la violenza sulla ragazzina, operai sulle gru. Ma sono le stesse vittime di questo modo di raccontare. Le notizie sono sempre più quelle riportate. Tutti sono riassuntori di di agenzie, senza più il contatto con la realtà. Mancano i reportage e c'è un impoverimento  generale dell'informazione. Molte donnine e pezzi di alleggerimento ovunque, con articoli e foto tutti uguali che invogliano solamente alla curiosità

 

Un consiglio che lei vorrebbe dare ai giovani giornalisti?
Il mestiere è tornare a leggere la realtà. Tornare a capire e comprendere la realtà. Non bisogna solo stare dietro un video a riciclare cose di agenzia non tue

 

 

Andrea Bufo

Tags:
seminarioformazionegiornalistivinicio albanesi

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