Tutti ai fornelli per "curare" la mente. Ecco il Ristorante dei malati psichici

Sabato, 30 ottobre 2010 - 14:00:00

Il lavoro come "cura" per le malattie psichiatriche. E' questa l'esperienza de "Il Ristorante" di Settimo Torinese (To), ultimo progetto della cooperativa sociale l'Ippogrifo, insieme con la ASLTO4, che dà un'occupazione a persone con disagio psichico. Silvia Sanlorenzo, educatrice professionale e coordinatrice del servizio all'interno del Ristorante, ad Affaritaliani: "Si ridà ai malati dignità sociale e si diminuisce il numero delle ricadute della malattia e dunque il ricovero in ospedale".


Il Ristorante di Settimo Torinese
LE IMMAGINI

Quando è stato aperto Il Ristorante?
"Il Ristorante (via Teologo Antonino 7, ndr) è stato inaugurato lo scorso 15 ottobre. Da tre anni invece è aperta l'Osteria del mutuo soccorso a Nole Canavese, sempre in provincia di Torino (via Mazzini 11, ndr), dove ha la sede la cooperativa nata 10 anni fa. La prima esperienza ha avuto successo sia dal punto commerciale che educativo e abbiamo deciso di replicarla".

Come è nato questo progetto?
"Il progetto è nato per sfida: abbiamo pensato di offrire ai pazienti dell'ambulatorio psichiatrico della Asl un servizio che non fosse di assistenza ma che desse loro l'opportunità di avere un'occupazione. Si tratta di persone che fanno fatica a trovare lavoro per i ritmi e le richieste".

Quanti sono i pazienti-lavoratori?
"All'Osteria del mutuo soccorso, in tre anni, hanno lavorato più di 40 pazienti. Di questi ci sono stati solo 5 ricoveri per ricaduta. E solo un paio hanno smesso di lavorare. Oggi ci lavorano dalle 15 alle 18 persone. Al Ristorante sono invece una decina. sono sia uomini che donne, dai 18 ai 50 anni. L'Osteria è a prezzi bassi con menu fisso a 22 euro ed è aperta dal martedì al venerdì e la domenica a pranzo, e il venerdì e il sabato la sera. Il Ristorante invece è aperto tutti i giorni e il martedì sera è anche la sede del Rotary Club di Settimo Torinese. Qui abbiamo fatto un salto di qualità, proponiamo una buona cucina con prodotti freschi e di stagione che arrivano dai produttori locali. A prezzi un po' più alti rispetto all'Osteria ma sempre accessibili: si va dai 7 euro dell'antipasto a 12-13 euro di un secondo".

Come funziona il Ristorante?
"I nostri ristoranti hanno, per quanto riguarda il personale di sala, educatori professionali, mentre in cucina lavorano chef professionisti. I ragazzi ci vengono mandati dal centro di salute mentale del territorio per fare un tirocinio formativo attraverso una Borsa lavoro. Il tirocinio può durare qualche mese oppure uno, due o tre anni. La Borsa lavoro prevede cinque turni da 4 ore l'uno, come se fosse un lavoro part time di 20 ore alla settimana. Non tutti riescono subito a lavorare per tutte queste ore, quindi viene realizzato un avvicinamento graduale al monte ore finale. I ragazzi imparano a fare tutto: dal servizio ai tavoli al bancone del bar, dall'aiuto in cucina alle pulizie. Il Ristorante è a carico della cooperativa mentre le Borse lavoro sono pagate dalla Asl".

Dopo il tirocinio i ragazzi riescono a trovare lavoro?
"C'è chi è riuscito a trovare un lavoro, sono ancora in pochi però perché la società non è ancora pronta ad accogliere delle persone con cui bisogna avere una maggiore attenzione all'aspetto della relazione. I malati psichici soffrono per stress troppo alti e ritmi troppo serrati. Noi facciamo attenzione a non caricarli troppo e diamo loro uno spazio per parlare. Se durante il lavoro accade che un ragazzo ha un attacco di panico noi ci fermiamo e lo aiutiamo a superarlo e a riprendere il lavoro. E tutto questo non è assolutamente visibile ai clienti. Chi viene nei nostri ristoranti è a conoscenza del progetto perché noi lo pubblicizziamo. Operatori e ragazzi lavorano però con la stessa divisa e capita che i clienti scambino gli uni con gli altri. Per noi questo è molto positivo ed è un successo: così i ragazzi dimostrano che non sono un fenomeno da baraccone".

Questo tipo di esperienza è replicabile anche in altre città?
"Sì, ma dipende molto dal tessuto sociale che ha una città e dal fatto che ci sia o meno una Asl che appoggi questi progetti. Se mancano gli ambulatori è difficile aprire un ristorante. In Piemonte lavoriamo bene. Ed è anche un'iniziativa conveniente dal punto di vista economico perché la Asl con una piccola spesa relativa alla Borsa lavoro risparmia molto denaro pubblico per le cure o i ricoveri di questi pazienti".

Per maggiori informazioni su "Il Ristorante": www.ilristorantedisettimo.it

 


 

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