Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Illumia sostiene i Giallo Dozza, squadra del carcere di Bologna. Il trofeo

Per il secondo anno Illumia è sponsor del trofeo di rugby giocato dai Giallo Dozza, squadra del carcere di Bologna. Dall'iniziativa è nato il film La prima meta

Illumia sostiene i Giallo Dozza, squadra del carcere di Bologna. Il trofeo
Un momento della presentazione del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna, nella nuovissima sede di Illumia.

Illumia sponsor del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna. Le parole di Marco Bernardi, Presidente Illumia

 


Illumia, l'azienda di fornitura di energia elettrica e gas scelta da oltre 200mila clienti, conferma la vocazione a sostenere iniziative sociali: è stato presentato oggi a Bologna il secondo Trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere della Dozza di Bologna. La squadra, che milita nel campionato C2 della Federazione Italiana di Rugby, giocherà il 6 maggio nel carcere contro i Cinghiali del Setta, squadra amatoriale nata nel 2005 nell'omonima località dell'appennino bolognese. «Il nostro è un maggio pieno di iniziative: abbiamo appena lanciato il torneo di calcio per sostenere l'associazione onlus La Mongolfiera che aiuta le famiglie dei bambini disabili, e in quell'occasione indosseremo come divisa Illumia proprio quella del Giallo Dozza; la settimana prossima presenteremo un corso di formazione per aziende a scopi benefici. La nostra vivacità in questo campo è dovuta anche al fatto che la riteniamo una tematica che aiuta i nostri collaboratori a lavorare meglio. Poter partecipare e dare un contributo a un percorso di cambiamento è in totale spirito Illumia. Accettiamo la sfida: con queste iniziative c'è la possibilità di imparare. L'iniziativa è partita dal nostro partner Matteo Carassiti. La nostra scelta è di sponsorizzare solo eventi e iniziative che vengono da nostri collaboratori, che le seguono in prima persona. Una dinamica di estrema utilità per chi la propone e per tutti gli altri” ha detto Marco Bernardi, Presidente Illumia.

 


Illumia sponsor del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna. Le parole di Matteo Carassiti, partner di Illumia che ha proposto l'iniziativa

 

 

“È la seconda stagione che sponsorizziamo il trofeo con i Giallo Dozza, un progetto sfidante e delicato. Lavoriamo all'interno di una realtà complicata, sensibile, che tocca punti delicati anche a livello sociale. Una sfida quasi utopica che ci è piaciuta subito, e che sta portando frutti molto positivi. I detenuti fanno un'esperienza che ha a che fare con la bellezza. Sponsorizziamo questo progetto e aiutiamo a portarlo all'esterno, così che non rimanga solo all'interno del carcere. Il rugby è un gioco di squadra, il singolo ha poco spazio per emergere. C'è solo un istante nel gioco del rugby dove c'è un'emersione dell'individualità, il momento della touche, quando il giocatore è innalzato dagli altri per un momento. Il ruolo di Illumia è quello di essere un giocatore che alza il compagno per dargli visibilità. Senza dimenticare che ci sono squadre che hanno accettato di andare nel carcere a giocare con la squadra dei carcerati. Come i Cinghiali” ha detto Matteo Carassiti, partner di Illumia che ha proposto l'iniziativa.

 

 

Illumia sponsor del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna. Le parole di Stefano Cavallini, presidente dei Giallo Dozza

 

 


“Il carcere non è una discarica. Senza iniziative come questa ogni detenuto vivrebbe la propria pena, l'isolamento. Ma oggi c'è questo elemento in più, condividono la partita, gli errori fatti. Abbiamo notato che l'iniziativa sta producendo un miglioramento nell'accettare il regime carcerario. Cerchiamo di dare un contributo, ci basta spostare di un millimetro l'asticella. Ci sono state 5 vittorie e 10 sconfitte, alcune per un pelo... Nel carcere di Bologna ci sono mille iniziative. Su questo progetto è stato realizzato film La prima meta di Enza Negroni, regista bolognese, che racconta l'esperienza. (Clicca QUI per il trailer del film). Della squadra fanno parte una quarantina di giocatori di 13 nazionalità diverse, c'è una presenza forte del Nordafrica, e 6 italiani; l'età va dai 23 ai 40 anni circa” ha detto Stefano Cavallini, presidente dei Giallo Dozza.

 

 
Illumia sponsor del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna. Le parole di Massimo Ziccone, responsabile attività educative del carcere Dozza di Bologna

 

 

“Si pensa che il carcere sia solo un luogo dove vengono ristretti i detenuti, l'idea è che si debba buttare via la chiave. Ma poi escono peggio di come sono entrati, il che significa che quando escono fanno peggio. Rieducare, dice la Costituzione: un principio che rimane tale se non c'è una società civile che si fa carico di questo. Così che si esca dal carcere diversi, ma in senso migliore, non peggiore. La metà dei detenuti segue corsi scolastici. Abbiamo puntato moltissimo sul rugby. I detenuti non conoscevano regole del rugby, sono persone abituate a pensare in modo molto individuale, con il rugby imparano il limite della forza fisica finalizzata a un obiettivo. È un veicolo formidabile per imparare a stare dentro alle regole. Se ogni detenuto non fa cose di questo genere parla della prossima rapina quando sarà uscito” ha affermato Massimo Ziccone, responsabile attività educative del carcere Dozza di Bologna

 

 

Illumia sponsor del trofeo di rugby con i Giallo Dozza, la squadra del carcere di Bologna. Le parole di Max Zancuoghi, allenatore dei Giallo Dozza

 

 

“Per anni sono passato davanti a quel carcere come tanti, mi facevo sempre mille domande: chissà cosa c'è là dentro. In realtà mi sarei dovuto chiedere chi c'è, non cosa c'è. Persone come noi, con due braccia e due gambe, che hanno fatto degli errori, ma ho smesso di giudicare. Mi sono chiesto: se succedeva a me quel che è successo a loro cosa avrei fatto? La vera difficoltà non era insegnare a giocare a rugby, ma fare squadra. Ognuno vive per sé. Dopo un anno e mezzo o due si vedeva un gruppo, la pacca sulla spalla, l'aiutare la persona caduta e dargli coraggio. Poi la cosa si è rafforzata. Risultati non bellissimi magari ma in continua crescita. Ho visto persone cambiare completamente verso di me, verso la società, verso la struttura penitenziaria” ha raccontato Max Zancuoghi, allenatore dei Giallo Dozza.


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