"Quando vivo stagioni d’amore"
Storia di 'un'impicciona altruista'

"Quando vivo stagioni d’amore". Storia di Sarina Ingrassia e del 'Quartiere', di Cristina Ceruti (con prefazione di Rita Borsellino), edito da Altreconomia Edizioni. Lo straordinario ritratto in presa diretta di una persona che ha dedicato - in tutta semplicità - la sua vita agli altri.
"Ho trovato la ragione della mia vita nell’'impicciarmi' dei bisogni degli altri e, per appartenere a tutti, ho deciso di non appartenere a nessuno". Questa frase è la guida della vita di Sarina Ingrassia. È il 1975 quando Sarina apre la porta della sua casa, a Monreale, nel quartiere Baviera, a chi ne ha bisogno, ragazze madri con i loro figli, persone allo sbando, poveri del quartiere. Ancor oggi, a quasi 90 anni, non ha mai chiuso la porta perché, come ripete spesso, "la gente non è disperata ad ore".
In questo libro Sarina Ingrassia racconta la sua storia di donna e quelle che chiama le sue 'stagioni d’amore', definendo così la sua passione per il prossimo. Sarina inizia la sua avventura quando non è più giovanissima, dopo aver trascorso 25 anni in un istituto 'laico-religioso', per insegnare e svolgere mille altre incombenze. Quando il progetto finisce, a 50 anni, Sarina non senza fatica trova la propria strada: occuparsi degli altri, di quelli più 'prossimi'.
Questo momento tanto importante Sarina lo racconta con disarmante semplicità: "Voglio dire che non ci sono scelte eclatanti o contratti da sottoscrivere per chi voglia dedicarsi all’assistenza del prossimo, si tratta di seguire ciò che la vita indica se si è in ascolto. E allora non si può fare a meno di rispondere, non si può far finta di non vedere". Da allora ad oggi Sarina ha ospitato decine di persone - arrivando a essere in certi periodi una vera comunità -, ha aiutato centinaia di bambini e ragazzi a inserirsi a scuola con il doposcuola e un servizio educativo di gioco, affiancato e assistito le famiglie povere e in crisi.
Una vita al servizio degli altri. Sarina è oggi anche l’anima dell’associazione 'Il Quartiere', una vera fucina di giovani che si dedicano agli altri. Ma Sarina non è una 'protagonista', non ha il carisma un po' prepotente di certi sacerdoti. Possiede anzi una religiosità profonda ma sui generis, che trova nella Comunità di Taizé (Francia) la sua espressione, lontana da ogni gerarchia e potere, così come dai soldi.
Nel 2006, sollecitata da Rita Borsellino, si candida nella lista civica 'Un’altra storia'. Rita Borsellino non vince ma Sarina raccoglie preferenze e racconta così l’incontro con i 'suoi' elettori: "...ho preso 1.200 e più voti non so chi sia questa gente, non posso conoscerla tutta. Tuttora incontro qualcuno che mi dice: "Io l’ho votata!" "Grazie, ma mi deve scusare, mica potevo conoscerla!".
Un'intervista in prima persona dove il vero protagonista è l'umanità sofferente, che Sarina incontra ogni giorno riconoscendone la bellezza e l'innocenza: "Se aprite appena uno spiraglio dell’uscio di casa vostra, i poveri vi spalancano tutta la porta e vi trovate, vogliate o no, in loro balia". Questo libro racconta qual è la sua eredità e la speranza che tutto questo possa continuare, nella sua Sicilia bellissima e misera, all’ombra della "cattedrale più bella del mondo".
Scrive proprio Rita nella prefazione: "Tutto ciò che hai seminato e coltivato con amore, discrezione e determinazione, vive e vivrà nel cuore e nella coscienza di tutti coloro che hai incontrato e a cui hai aperto le braccia e la porta della tua casa". Il libro contiene inoltre alcuni scritti personali di Sarina Ingrassia e un tema scritto da uno dei ragazzi che le hanno conferito il premio 'Grande Madre'.


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