C'è qualcosa che ti ha colpito in particolare?
"Quello che colpisce è che vedi che tra chi vive sulla strada si ricreano nel bene e nel male le stesse dinamiche che ci sono nella città, le stesse stratificazioni sociali e i rapporti di forza. Sia a livello di soprusi, di violenza, che di amicizia, di affetti, oppure di tradimenti, di gelosie. Naturalmente è tutto più esasperato perché il contesto è più violento e legato alla sopravvivenza".
Come ti sei trovato? Hai avuto problemi a vivere quest'esperienza?
"L'unico inconveniente è stato un pomeriggio in cui c'è stata una mezza rissa in cui sono stato coinvolto ma è stata una storia futile. Al contrario ho trovato i quattro 50enni che mi hanno accompagnato in questo viaggio: passavamo insieme la giornata, al binario, alla mensa e discutevamo anche animatamente. Paradossamenlte sono stato accolto e protetto".
Te l'aspettavi prima di partire?
"Me lo auguravo. Avevo naturalmente qualche timore. Sono partito con prudenza, anche se poi ho scoperto di non poter fare dei piccoli prelievi dal conto corrente come avevo programmato. Quindi i 15 giorni sono stati davvero senza soldi né telefono, né mail. Ma alla fine è andato tutto bene"
Prima di "Roma senza fissa dimora" hai pubblicato un libro che hai scritto dopo, "Mamadou va a morire". E' difficile proporre il tema dei senza tetto alle case editrici?
"Il primo libro "Mamadou va a morire" è un reportage che racconta le stragi dei migranti nel Mediterraeno negli ultimi anni ed è uscito nel 2007. "Roma senza fissa dimora" l'ho scritto prima ma è stato pubblicato dopo per un semplice motivo, perché il tema non interessa e perché ero un autore sconosciuto. Anche per il primo libro ero uno scrittore sconosciuto ma il tema era più attuale e all'epoca ancora poco trattato. E' andato bene, ora è in terza ristampa in Italia ed è stato anche tradotto in spagnolo e tedesco. Mi sono creato un pubblico e dunque quando poi ho proposto il secondo lavoro la casa editrice lo ha accettato. "Roma senza fissa dimora" l'avevo proposto prima anche ad altre case editrici ma non avevo avuto risposta. C'è poi da dire che Infinito edizioni è particolarmente sensibile perché è una casa editrice giovane alla quale interessano i contenuti e guarda la qualità prima del nome".
Stai lavorando a qualcos'altro?
"Ad aprile-maggio dovrebbe uscire un terzo libro sul Mediterraneo, sulle rotte che dall'Africa portano verso l'Europa e sulle storie che ci sono dietro questo fenomeno".