| IL PAYROLL GIVING Il payroll giving è uno strumento molto diffuso nei paesi anglosassoni, dove è un’opportunità cui aderiscono direttamente dipendenti di aziende e singoli donatori. In Gran Bretagna una ricerca condotta da GfK NOP alla fine del 2008 per la Charities Aid Foundation ha rilevato un livello di soddisfazione del 84% tra i lavoratori che utilizzano lo schema del payroll giving. La pratica del payroll giving – nota anche come “Give As You Earn” – è nata negli Stati Uniti negli anni ‘20, ma ha conosciuto un enorme sviluppo nel Regno Unito dove è stata introdotta nel 1989, soprattutto in virtù delle politiche fiscali del Governo britannico in favore dei singoli donatori e delle aziende. Infatti, attraverso questo sistema il dipendente può donare una piccola parte del proprio salario mensile sulla quale si vede restituire immediatamente in busta paga il rimborso fiscale3. In questo modo, il donatore paga meno tasse e sa che la sua donazione vale di più perché l’organizzazione no-profit riceve il valore lordo dell’importo. In Italia il payroll giving rappresenta un sistema innovativo per la comodità e i vantaggi della formula. Infatti, la Risoluzione 441/E dell’Agenzia delle Entrate del novembre 2008, ha introdotto un’importante novità: l’autorizzazione alla restituzione della detrazione del 19% della donazione da parte del datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta. Come con il programma UNORA, il dipendente firmando semplicemente un modulo di adesione può scegliere di avvalersi del servizio offerto dal datore di lavoro e ricevere la detrazione fiscale del 19% direttamente nel conguaglio di fine anno, senza l’onere di certificare la propria donazione annuale in sede di dichiarazione dei redditi con la presentazione delle ricevute. In alternativa, il dipendente può comunque decidere di portare in deduzione dall’imponibile l’intera donazione annuale; in tal caso, deve presentare le ricevute della donazione nella dichiarazione dei redditi.
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Un network che intende farsi promotore di un cambiamento culturale della solidarietà e intercettare i bisogni di partecipazione attiva delle persone, creando un ponte ideale che collega il mondo del lavoro e gli organismi che operano nel no-profit. E' UNORA onlus costituito da ActionAid, AISM, AMREF, Lega del Filo d’Oro, Terre des hommes e WWF.
In un momento di crisi mondiale dell’economia che crea ripercussioni forti sul Terzo Settore, sei tra le più prestigiose organizzazioni no-profit italiane — con alle spalle 40 anni di lavoro e un’altissima reputazione — si sono alleate nel progetto UNORA che consente di sostenere attivamente e regolarmente un’insieme ampio ed eterogeneo di cause. UNORA si rivolge alle imprese come palestre di cittadinanza attiva e ai singoli individui come motori possibili del cambiamento — con un programma innovativo di partecipazione collettiva che permette di raccogliere risorse importanti.
Il programma UNORA propone una formula di raccolta fondi molto diffusa in altri paesi - denominata payroll giving. Si tratta di uno strumento semplice, efficace e trasparente che consiste in una donazione volontaria - continuativa e commisurata allo stipendio – erogata dal dipendente attraverso l’azienda a sostegno delle organizzazioni del network. Le aziende possono offrire questo strumento ai loro dipendenti con uno sforzo organizzativo minimo e contare su UNORA come interlocutore unico di sei diverse organizzazioni benefiche.
UNORA fornisce alle aziende un supporto per: la gestione operativa e il processo di rendicontazione di tutte le operazioni connesse al programma di payroll giving; la promozione all’interno dell’azienda e tutto il supporto legale, organizzativo e di comunicazione necessario; la comunicazione periodica agli aderenti al programma UNORA delle attività realizzate dalle Onlus e finanziate con i fondi raccolti.
Per chi lavora nell’azienda, il tutto si traduce in una modalità comoda, e stimolante di filantropia. Essere costantemente informato sui progetti che ha contribuito a finanziare assieme ai colleghi e all’azienda rafforza il senso di comunità e la coesione dello staff, come anche la motivazione e la fiducia nell’enpowerment della propria organizzazione. Interlocutori nelle aziende del programma UNORA sono – oltre ai vertici delle organizzazioni e delle loro associazioni di categoria – i responsabili della CSR, in primo luogo, e i responsabili delle Risorse Umane, con un coinvolgimento anche delle funzioni di Comunicazione Istituzionale e Interna, vista la forte valenza positiva del programma sulla reputazione dell’azienda.
I dipendenti dell’azienda possono aderire firmando un modulo e la donazione si traduce in una trattenuta mensile dalla busta paga pari a un’ora dello stipendio. Se lo desiderano, i dipendenti possono vedersi restituita direttamente nel CUD la detrazione fiscale del 19% dell’importo annuo della donazione, senza doverne fare richiesta in sede di dichiarazione dei redditi. Aderendo al programma, il dipendente trova l’indicazione della trattenuta per la donazione sul cedolino paghe e ha possibilità di revocare l’adesione in qualsiasi momento incondizionatamente.
Sono previste due modalità di destinazione della donazione: in parti uguali a tutte le Onlus, oppure destinando il 50% a favore della causa che si predilige e il restante 50% ripartito equamente tra tutti i soggetti Onlus promotori. Con la formula del match giving, l’azienda può decidere a sua volta di partecipare erogando un importo proporzionale o pari a quello raccolto, usufruendo dei vantaggi fiscali previsti dalla legge in Italia.
UNORA promuove questa pratica presso le aziende in quanto essa è in grado di incrementare l’adesione dei dipendenti al payroll giving e di alimentare ulteriormente il circuito della donazione. Per ragioni di trasparenza e aderenza ai principi fondanti delle diverse organizzazioni promotrici e beneficiarie, il comitato che presiede UNORA si riserva la facoltà di proporre l’opzione match giving ad aziende che rispettino adeguati standard ambientali e sociali.
Tutte le cause sostenute dai promotori di UNORA: lotta alla povertà e all’esclusione sociale; difesa dei diritti dei bambini; lotta all’AIDS attraverso la prevenzione; sensibilizzazione di istituzioni e governi locali al rispetto dei diritti umani; assistenza sanitaria in Africa e sviluppo attraverso il coinvolgimento delle comunità locali; ricerca scientifica e assistenza socio sanitaria per le persone con sclerosi multipla; assistenza sociale e riabilitazione per persone sordocieche e pluriminorate sensoriali; tutela degli ambienti e delle specie animali e vegetali minacciate.