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Batistuta: dalla Fiorentina alla malattia, passando per Roma, Inter e... Irina

È incredibile come alcuni calciatori entrino nella memoria collettiva legandosi a doppio filo alla storia di chi li segue e alle vicende del proprio tempo. 

Nella prima metà degli anni '90, Gabriel Omar Batistuta venne soprannominato “Il Re Leone”, dal titolo del famoso film della Disney. E la sua iconica esultanza con il gesto della mitraglia venne sospesa per non mancare di rispetto alle vittime della guerra civile che, nello stesso periodo, stava infuocando la Jugoslavia, a pochissimi chilometri dai confini italiani.

Le esultanze di Batistuta sono state davvero tante. Basta dare un'occhiata alla classifica dei marcatori della nazionale argentina di tutti i tempi: solo Messi (57 gol) ha fatto meglio, mentre l'ex viola (54) ha abbondantemente superato sia Crespo (35) che Maradona (34). E dire che Daniel Passarella, quando era c.t. dell'Albiceleste, aveva addirittura minacciato il bomber di esclusione dalla squadra... se non si fosse tagliato quei capelli lunghi che lui non poteva proprio sopportare!

Ma Bati-gol non è entrato nella leggenda “solo” infilando palloni in rete. Ancora oggi è amatissimo dai tifosi delle squadre in cui ha militato per la sua capacità di entusiasmare la gente, trascinandola verso obiettivi insperati. Ad esempio, lo storico Scudetto vinto dalla Roma nel 2001. La squadra di Capello poteva contare su giocatori come Totti, Montella, Emerson e Cafu, ma un contributo decisivo è stato dato dai 20 gol dell'argentino. E, guarda caso, il titolo vinto dai giallorossi è stato l'ultimo ad uscire dal solito giro delle tre grandi storiche: dal 2001 a oggi, il campionato di Serie A è stato un fatto privato tra Juve (7 titoli), Inter (5) e Milan (1). 

Batistuta era andato vicinissimo a vincere uno Scudetto anche con la Fiorentina, che ancora oggi rimpiange la stagione 1998/99. Allenati da Trapattoni, i viola erano partiti alla grande, laureandosi campioni d'inverno e rimanendo in testa alla classifica per 21 giornate. Impressionante il ruolino di marcia al Franchi, con 10 vittorie su 10, ma, all'undicesima partita, Batistuta si infortunò e fu costretto a stare a lungo fermo. Con Edmundo scelleratamente partito per il Carnevale di Rio, la Fiorentina rimase senza bomber e finì il campionato “soltanto” terza. 

Vincere lo Scudetto sarebbe stata l'apoteosi di una storia cominciata nel 1991, quando, nell'indifferenza generale, il ventunenne argentino era sbarcato a Firenze. Nonostante un curriculum più che discreto (Newell's Old Boys, River Plate, Boca Juniors e la Coppa America vinta con la nazionale argentina), Batistuta era ancora una specie di oggetto misterioso, anche per il tecnico Lazaroni. Con soli tre gol nel girone di andata, Bati non fece molto per smentire gli scettici. 

La scintilla scoppiò solo a febbraio, con il gol di testa contro l'odiata Juventus, battuta per 2-0. L'esplosione di entusiasmo della tifoseria viola si sarebbe poi ripetuta molte volte: sono 152, per la precisione, i gol segnati da Batistuta con la Fiorentina, della quale è tuttora il miglior cannoniere di tutti i tempi. In nove anni a Firenze, ha vinto “solo” una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, oltre al campionato di Serie B 1993/94, al termine del quale, oltre a riportare la squadra nella massima serie, è stato anche convocato per il mondiale americano, il primo dei tre che ha disputato con l'Argentina. 

Eppure, il suo ciclo toscano è entrato di diritto negli almanacchi del calcio, grazie a reti storiche come quella del Camp Nou (con la sua famosa esultanza a zittire i tifosi del Barcellona) o quella di Wembley, dove  a perdere le parole furono i tifosi dell'Arsenal. Tornando alle statistiche, il Bati viola ha battuto prima il record di Ezio Pascutti, segnando in ognuna delle prime 11 giornate, e poi quella di Kurt Hamrin, scavalcandolo a quota 152 gol proprio nella sua ultima presenza con la maglia gigliata. 

Nell'estate del 2000, infatti, la sua vita è cambiata improvvisamente.

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Batistuta rievoca i tempi della Fiorentina, non senza commozione
 
Tags:
batistuta malattia fiorentina
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