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Bonucci come Baggio: Juventus, Milan e Inter, un tris da star del mercato

"Il Divin Codino" è senza dubbio il più amato tra i giocatori che hanno vestito la maglia bianconera, rossonera e nerazzurra nella loro carriera

Di Lorenzo Zacchetti
Bonucci come Baggio: Juventus, Milan e Inter, un tris da star del mercato

Per quanto il suo trasferimento abbia fatto rumore, soprattutto sui social network, Leonardo Bonucci non è certo il primo giocatore di spicco a trasferirsi dalla Juventus al Milan. E nemmeno a completare il tris indossando le maglie dei tre principali club italiani: oltre a bianconeri e rossoneri, anche il nerazzurro dell'Inter, la squadra con cui nel 2006 ha esordito in Serie A, dopo essere cresciuto nel vivaio.

I predecessori sono davvero tanti e altrettanto illustri. Il primo a flirtare con le tre regine del calcio italiano è stato Luigi Cevenini, attaccante attivo a cavallo tra gli anni ’10 e gli anni ’30. Stesso tragitto per un altro bomber dell'epoca come Enrico Candiani, ma sopratutto per il leggendario Giuseppe Meazza, al quale è stato intitolato lo stadio di San Siro per aver vestito le maglie dei due club meneghine: nel 1942/43 l'icona del pallone tricolore ha deliziato anche i tifosi bianconeri. 

Dopo oltre quarant'anni si è verificato il caso successivo, quello del giramondo Aldo Serena. Negli anni Novanta hanno seguito l'identico tragitto (Milan, Juve e dopo Inter) due rocciosi centrocampisti quali Patrick Vieira e Edgar Davids. A cavallo tra i due millenni è stato il turno di uno straordinario bomber quale Bobo Vieri, poco dopo imitato da Zlatan Ibrahimovic.

L'ultimo caso in ordine di tempo, prima di Bonucci, è stato quello di Andrea Pirlo: scaricato frettolosamente dall'Inter in un folle scambio con Brncic, ha vinto tutto dal Milan e, quando sembrava finito, si è trasferito alla Juve per vincere quattro Scudetti in quattro anni.

Se Pirlo ha conquistato coppe in serie con il Milan e ha vinto con la nazionale il mondiale 2006, il più amato di tutti i “tripli ex” è però Roberto Baggio, pur avendo vinto molto meno. Il Pallone d'Oro '93 ha sfiorato il sogno mondiale in ben due occasioni, tradito entrambe le volte dai calci di rigore.

Eppure, proprio per la sua militanza nei principali tre club italiani che oggi suscita polemiche a proposito di Bonucci, il Divin Codino è acclamato come un simbolo del nostro calcio, uno dei pochi campioni applauditi a prescindere dal dcolore della maglia indossata.

Per leggere la storia del "Divin Codino" Roberto Baggio, clicca QUI


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