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Sport
Calcio, la serie "B" a diciannove squadre? Non è detta l’ultima parola

La decisione del commissario straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio di plasmare, per la prossima stagione, un campionato di serie B a diciannove squadre sembra destinata a creare contenziosi che rischiano di determinare inevitabili slittamenti dell’inizio del torneo (che, paradossalmente, essa doveva scongiurare). Due, infatti, sono i punti in base ai quali i giudici sportivi potrebbero invalidare tale provvedimento. Anzitutto pare possibile cogliere in seno alla delibera in questione (sottesa al comunicato ufficiale n. 49/2018) il contrasto col disposto della lettera g del comma primo dell’art. 3 dello Statuto Federale, a cui norma la determinazione delle formule dei campionati deve essere effettuata d’intesa con le Leghe interessate e le componenti tecniche.

Orbene, all’interno del testo del comunicato ufficiale n. 49/2018 della FIGC è dato leggere che l’unica intesa acquisita è quella della Lega di Serie B, laddove invece sarebbe stato doveroso – a parere di chi scrive – coinvolgere anche la Lega Calcio Professionistico (Lega Pro, in breve) quale associazione esponenziale di società che si erano premurate di presentare domanda di ripescaggio, adempiendo a tutto quanto all’uopo illo tempore previsto, indi avevano fatto affidamento sulla concreta aspettativa a partecipare alla competizione di seconda serie nazionale.

Diversamente opinando, non si comprenderebbe il motivo in virtù del quale la lettera normativa in esame parla di Leghe al plurale. Rebus sic stantibus, però, alla luce della contrarietà formalmente manifestata dalla Lega Pro medesima al blocco dei ripescaggi, è ragionevole reputare che l’accordo di tutte le Leghe interessate non si sarebbe mai raggiunto. Inoltre, e senza entrare nel merito della modifica appena apportata, il novellato disposto dell’art. 50 delle Norme Organizzative Interne della Federcalcio statuisce che il Consiglio Federale a maggioranza qualificata dei tre quarti degli aventi diritto al voto (dunque, attualmente, il commissario straordinario) ha facoltà di modificare con effetto immediato il numero delle squadre partecipanti ad un campionato in sussistenza di concreti rischi per il regolare o tempestivo avvio del medesimo, salvo vincolo di consultazione della Lega interessata; in tale ipotesi, vista la declinazione testuale al singolare, è chiaro il riferimento alla singola Lega che annovera le società già munite della licenza di partecipazione al campionato di cui si discetta.

Ma nella delibera de qua non si esplicitano – in dispregio all’obbligo motivazionale ex art. 3 della legge 241/1990 – i menzionati rischi, tanto più che – come detto – numerose società avevano presentato domanda di ripescaggio.

A completamento dello scenario, infine, va tenuto conto della pronuncia cautelare del Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI del 10 agosto scorso con cui è stata sospesa l’esecutività della sentenza della Corte d’Appello della FIGC declaratoria della parziale illegittimità della delibera del commissario straordinario della FIGC contenente i criteri informatori delle procedure di integrazione degli organici dei campionati professionistici di serie A e B (al momento valida ed efficace).

Forse la Federcalcio avrebbe dovuto essere maggiormente prudente, integrando effettivamente sino a ventidue posizioni l’organico della serie B sulla base delle domande di ripescaggio regolarmente proposte in ragione della delibera da ultimo citata del commissario straordinario e stilare i calendari oppure attendere l’esito della decisione del massimo organo di giustizia sportiva (la cui udienza è stata aggiornata al 07 settembre prossimo) e verificare sulla base della decisione medesima se e in quale misura le società che avevano presentato domanda di ripescaggio in serie B potessero fruire di tale istituto.

Nondimeno, l’annullamento della delibera appena indicata da parte del commissario straordinario della FIGC – pure deciso di recente – potrebbe essere ritenuta illegittima in quanto afferente alla determinazione delle formule dei campionati e pertanto assunta senza intesa con tutte le Leghe interessate in violazione della mentovata norma statutaria federale. Assicurati, insomma, gli strascichi fuori dai campi di gioco e nelle aule di giustizia.

*Avvocato e docente universitario

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calcio serie b

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